di Giovanna Ognibeni

 

Ovvero il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Se poi uno si fosse dimenticato cos’è questa eterogenesi, come chi ad un mio rapido sondaggio era indeciso se i fini fossero sottili, delicati o GianFranco, c’è sempre il bignamino alla voce Giovambattista Vico.

Non mi sono occupata delle notizie arrivate e arrivanti sulle proteste universitarie world wide. Un po’perché alla mia epoca ero tra i pochi che non protestavano e non manifestavano. Ero a guardare da una finestra molto alta della mia torre personale: probabilmente ci sarebbe voluta una fiondata precisa proprio là per muovermi ma per ventura, se buona o mala non so, il colpo non arrivò. 

Ed anche perché incomincio a detestare tutto il chiasso che si fa.

In ogni modo mi sono accorta di una singolare stranezza (sì lo so tutte le stranezze sono singolari per definizione ma dovevo pur attaccarci un aggettivo): ho ascoltato alla televisione il professor Orsini parlare delle pacifiche manifestazioni universitarie in USA stroncate brutalmente ed ho sentito magnificare in un blog cattolico l’eroismo di questi stessi studenti.

Ora, parlo senza nessuna cognizione di causa perché come detto non ho seguito i reportage televisivi di qualsiasi angolazione, ma potrei ammettere in linea di principio che le intenzioni degli studenti siano pacifiche, in quanto ben abituati a far licenziare con i loro  tweet un professore perché usa il pronome di una lei che era un lui che però adesso è una lei, e via pontificando; del resto basta vedere come mandano la giovane nerd carina a pretendere il servizio catering durante l’occupazione.

Anche in Italia se la polizia reagisce alle cariche studentesche e controcarica ecco genitori e professori alleati nel denunciare la durezza delle forze dell’ordine. All’epoca della mia torre almeno, gli studenti venivano saccagnati di botte e accettavano il gioco delle parti.

Mi fa un po’ più specie immaginare quegli studenti della high class iscritti nelle più prestigiose università a suon di bigliettoni verdi infiammarsi per il Sacro Verbo dell’Umanità, della Libertà e della Giustizia, trasformati e redenti dalle loro attitudini woke, calati dall’empireo per sostenere i palestinesi irredenti al canto di “Eran trecento, eran giovani e forti” tacendo il seguito per non portare iella.

Comunque il problema si pone. Israele da settantacinque anni fonda la sua immunità per così dire genetica a critiche ed accuse sulla integrale sovrapposizione o almeno sovrapponibilità di israeliani ed ebrei. Solo che ora questa arbitraria coincidenza funziona al contrario e rischia di rinfocolare l’antisemitismo, che c’è già per i fatti suoi.

Oggettivamente, se viene dato spazio ed ascolto a qualche veterano fuori di testa o al ministro della Difesa (fuori di testa pure isso?) che si augurano di riuscire a sterminare ogni palestinese dalle due settimane in su, ecco che è poi difficile argomentare che non di genocidio si tratti ma di diritto a difendersi.

Qui non si parla del popolo eletto, ma di un governo ultra nazionalistico, cui Netanyahu si attacca come un bebè al seno della balia, che persegue da anni, se non da decenni l’intento dichiarato di eliminare gli scomodi vicini per allargare il proprio spazio vitale e forse, per alcuni, aprire la marcia verso la realizzazione del Messianismo politico (e se fosse proprio questa la radice infetta di ogni aspirazione?).

È vero che questo Governo è stato eletto dai cittadini israeliani, ma questo significa poco perché molto di rado i cittadini votano bene: gli Italiani hanno votato Mussolini, i Tedeschi Hitler (e questo ha sempre tanto disturbato gli storici di sinistra perché mette in crisi il dogma del popolo e delle masse proletarie che ne sanno più dello Spirito Santo, così poi da farli favoleggiare di brogli elettorali; come il cambiamento climatico per i malori improvvisi). E ci sono stati milioni che hanno votato i Cinque Stelle, ma mi sembra eccessivo dargli dai sette ai quindici anni perché ci hanno regalato Di Maio.

Ma molto di più qui in Occidente che non nello stesso Stato di Israele viene zittita ogni parola che avanzi anche solo il dubbio, un dubbio.

Perché tutto si riduce ad un problema di comunicazione, anzi di Narrazione, conosciuta anticamente come favola. Perché è vero che se si parla alla Ragione, Israele potrebbe obiettare legittimamente che in Iraq gli Stati Uniti di civili ne hanno impallinati parecchi, per tacere di Dresda, e altri e altri genocidi. Si dovrebbe dire allora che di genocidi anche più cruenti dell’olocausto ci sono stati nella storia del secolo scorso, dell’Holodomor si parla ora perché conveniente politicamente, i milioni di morti congolesi sotto il cattolicissimo Leopoldo I del Belgio non fanno testo; e così via.

Si potrebbe persino ricordare i milioni di bambini non ancora nati soppressi ogni anno in commosso omaggio al diritto costituzionalmente garantito e degno di essere scolpito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. A loro confronto i bambini palestinesi hanno avuto almeno qualche anno per giocare al sole nelle strade.

Ma gli aborti non sono visibili, ben occultati nelle stanze e per i corridoi azzurrini degli ospedali, non sono visibili, non sono televisivi. E allora non esistono.

E forse Israele ha commesso un altro errore di comunicazione, con le sue truci dichiarazioni: si è fatta vedere camminare con gli stivaloni di cuoio della Wehrmacht.

Veniamo ad Hamas. Un gruppo terroristico ed un movimento politico. Come tale ha probabilmente deciso scientemente di provocare Israele e c’è riuscito perfettamente. Non credo che i dirigenti di Hamas perdano il sonno a pensare quante migliaia di bambini palestinesi abbiano perso o stiano per perdere la vita.

Come movimento politico, naturalmente. Già un Mussolini impressionato dai successi di Hitler pare abbia scelto di investire qualche migliaio di morti sul tavolo delle future trattative. Vero? Certamente plausibile e prima di lui un Padre della Patria, il Conte Benso di Cavour, con la spedizione di 15.000 bersaglieri sotto il comando di Lamarmora si mosse in modo molto simile.  

Hamas ha ottenuto un perfetto effetto di dissolvenza incrociata tra la sua natura terroristica e votata all’annientamento di Israele e le immagini dei bambini palestinesi morti tra le braccia delle madri.

Potremmo aggiungere che se Netanyahu ha delle difficoltà a convincere il mondo che il bambino palestinese scalzo di due anni o la bimba di sette anni trascinata dalla madre tra le macerie siano dei terroristi, perlomeno ha ottenuto il lodevole e sicuro risultato di farli divenire tali tra qualche anno.

Intanto nel sistema mediatico occidentale siamo al festival della schizofrenia: mentre quasi tutti gli apparatchik del Grande Fratello da mesi stanno suonando l’unica musica del diritto a difendersi d’Israele -tipo chi è l’invasore e chi l’invaso, chi contagia e chi no- abbiamo passato settimane a dissertare su Ramadan da festeggiare (salvo impedire benedizioni delle scuole in nome della laicità).

Piccola glossa: se il NHS inglese (il Servizio Sanitario Pubblico) ha rimesso parzialmente in piedi la nozione di sesso biologico, non è il caso di festeggiare troppo per la sua conversione sulla via di Damasco. Credo che c’entri qualcosa la forte presenza della comunità islamica (vedi le elezioni amministrative) poco propensa a permettere che le sue donne si trovino in camera o nei bagni uomini in camice da infermiera. Sarà forse un’altra coincidenza che l’unica bambina sgusciata alle amorose grinfie del sistema giudiziario preoccupato del suo best interest fosse figlia di due avvocati islamici?

Ed eccoci allora al cuore dell’eterogenesi: cominciato nelle Università americane e poi diffusosi ovunque in Occidente (del resto i giovani sono così sensibili alle mode, anche se scomode come i pantaloni a vita bassa) siamo di fronte a un movimento accanito contro lo stesso pensiero mainstream.

Giovanotte e giovanotti sino ad ieri impegnati a buttar giù statue, a correggere Harry Potter e Shakespeare e a trovare sessista la stessa grammatica sotto lo sguardo benevolo e compiaciuto di autorità e giudici mentre l’intero mondo adulto si genuflette per chiedere loro perdono, ecco che si ribellano in qualche modo alle cantilene così bene imparate.

Oh certo, poi sono lì tutti a chiedere di interrompere le relazioni economiche con Israele e con il pizzicagnolo ebreo all’angolo, perché anni passati ad ottenere diritti su diritti boicottando qui e lì non si dimenticano tutto d’un tratto.

Lo stesso zelo cataro che li pervade e che è in gran parte solo frutto di una pessima educazione familiare e sociale – il senza se e senza ma, il se non ora quando, il vietato vietare ed altre sciocchezze – ora si rivolta contro le autorità che l’hanno a suo tempo instillato, sostenuto, enfiato.

Se educhi intere generazioni a non usare la ragione, a non osservare la realtà ed invece a vivere nel virtuale – ed è ora il momento di affermare con decisione che realtà virtuale è solo un ossimoro, un artificio retorico ed anche il più scemo che sia apparso sotto il cielo – non ti puoi lamentare che queste poi scartino come cavalli imbizzarriti.

Grande confusione sotto il cielo ma la situazione non è eccellente.

Neppure per i padroni del vapore.


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