Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica
(Alberto Strumia)
Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS
Puntata n. 85 (n. 352)
- Che cos’è un esorcismo? (1673)
Si ha un esorcismo quando la Chiesa domanda con la sua autorità, in nome di Gesù, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influsso del Maligno e sottratto al suo dominio. Viene praticato in forma ordinaria nel rito del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato il grande esorcismo, può essere effettuato solo da un presbitero autorizzato dal Vescovo.
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Questo numero accenna appena alla questione degli esorcismi, senza entrare nei particolari. Qui viene detto semplicemente che cos’è un esorcismo («Si ha un esorcismo quando la Chiesa domanda con la sua autorità, in nome di Gesù, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influsso del Maligno e sottratto al suo dominio»).
L’azione “straordinaria” del demonio – a differenza di quella “ordinaria”, che è la “tentazione”, con la quale una persona è indotta a commettere un peccato contro Dio, Cristo, la Chiesa e tutto ciò che riguarda la dottrina e la morale – si manifesta in comportamenti fisici e spirituali maligni:
– di un’entità chiaramente eccedente le possibilità di un semplice essere umano;
– e che risultano non risolvibili in alcun modo con terapie mediche o psichiatriche, i cui effetti risultano essere nulli.Tali fenomeni possono presentarsi sotto forma di:
– “vessazioni”, nelle quali le persone vengono tormentate “dall’esterno” dal demonio, provocando sofferenze fisiche e spirituali;
– “possessioni”, nelle quali le persone vengono tormentate stabilmente “dall’interno” dal demonio, fino al punto di snaturarne i comportamenti dominandone anche la volontà;
– “infestazioni” di luoghi e oggetti nei quali si manifestano fenomeni di origine satanica, inspiegabili in termini delle normali leggi naturali.
Gesù stesso ha praticato degli esorcismi con la Sua personale autorità divina, manifestando il Suo potere sul demonio, ogni volta che ha cacciato uno o più demoni da persone che ne erano possedute. Cito solo un passo a titolo di esempio: «Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: “Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!”. Gesù gli intimò: “Taci, esci da costui!”. E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male» (Lc 4,33-35).
– Va precisato che nell’“esorcismo”, propriamente detto, colui che lo compie agisce in nome di Cristo, per mandato della Chiesa e, come Gesù ha fatto, si rivolge “direttamente” al demonio per intimargli di allontanarsi dal posseduto.
Gesù ha affidato il mandato di scacciare i demoni direttamente agli Apostoli e ai loro successori («Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e per- ché avessero il potere di scacciare i demoni», Mc 3,14-15).
Per cui in ogni diocesi il Vescovo è l’esorcista e solo lui può autorizzare un sacerdote delegandolo a compiere un esorcismo. Per questo il numero precisa che l’esorcismo solenne, chiamato il grande esorcismo [o “esorcismo maggiore”], può essere effettuato solo da un presbitero autorizzato dal Vescovo. In nessun modo da un laico, e neppure da un sacerdote che non abbia ricevuto il mandato del Vescovo, perché il demonio è, per natura, più forte di noi e non va affrontato senza la protezione e il potere stesso di Cristo affidato alla Chiesa tramite i successori degli Apostoli (i Vescovi).
– Altra cosa, diversa dall’esorcismo in senso proprio, è la“preghiera di liberazione”, con la quale qualunque sacerdote si può rivolgere alla Vergine Maria e ai Santi (mai direttamente al demonio!) perché intercedano presso il Signore, affinché una persona sia liberata da vessazioni.
Questa può essere efficace, ma nei casi più gravi si rende necessario l’esorcismo, anche reiterato più volte.
Ogni battezzato deve porre estrema attenzione a non dare occasione al demonio di agire su di lui con vessazioni o, addirittura, entrare in lui con una vera e propria possessione.
A questo scopo devono evitare assolutamente comportamenti pericolosi come, ad esempio:
– la partecipazione a sedute spiritiche;
– ricorrere a forme di vera e propria magia o divinazione, praticate da soli o da terze persone (spesso anche a pagamento!) – per conoscere il futuro, per essere messi in contatto con le anime di congiunti e altre persone defunte, ecc. – che ricorrono a poteri sovrumani che non possono essere che satanici;
– praticare forme di arti e ginnastiche orientali che, partendo dal corpo, giungono, gradualmente, a condizionare la mente, guidando la persona verso deliri di onnipotenza che nascono dall’interno di essa, ad opera di entità demoniache che passo dopo passo la posseggono e la condizionano;
– partecipare, o ricorrere a terze persone per realizzare riti satanici (le cosiddette “messe nere”) o per compiere malefici ai danni di persone alle quali si vuole fare del male;
– consegnare la propria anima a Satana in cambio di successo o potere terreno e spirituale da esercitare su altre persone.
Nella Sacra Scrittura queste pratiche sono condannate fino dall’Antico Testamento. Emblematico è il passo del Primo libro di Samuele che narra del re Saul che interpella una negromante: «Allora Saul disse ai suoi ministri: “Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla” […]. Disse: “Pratica la divinazione per me con uno spirito. Evocami colui che io ti dirò”. La donna gli rispose: “Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dal paese i negromanti e gli indovini e tu perché tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?”. Saul le giurò per il Signore: “Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda”. Essa disse: “Chi devo evocarti?”. Rispose: “Evocami Samuele”. La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse quella donna a Saul: “Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!” […]. Allora Samuele disse a Saul: “Perché mi hai disturbato e costretto a salire?” […]. “Ti ho evocato, perché tu mi manifesti quello che devo fare” […].
“Il Signore abbandonerà inoltre Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me”; il Signore consegnerà anche l’accampamento d’Israele in mano ai Filistei”» (1Sam 28,7-19).
Giocare con il demonio è troppo pericoloso e non lo si deve fare neppure per scherzo!





















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