Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 – Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Concilio di Nicea affresco Basilica Demre -Turchia
Concilio di Nicea, affresco Basilica Demre -Turchia

 

 

Puntata n. 8 (nn. 30-32)

  1. Perché la fede è un atto personale e insieme ecclesiale? (166-169; 181)

La fede è un atto personale, in quanto libera risposta dell’uomo a Dio che si rivela. Ma è nello stesso tempo un atto ecclesiale, che si esprime nella confessione: «Noi crediamo». È infatti la Chiesa che crede: essa in tal modo, con la grazia dello Spirito Santo, precede, genera e nutre la fede del singolo cristiano. Per questo la Chiesa è Madre e Maestra.

«Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre» (san Cipriano).

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Questo numero evidenzia il duplice carattere “personale” ed “ecclesiale” della fede (sia come singolo “atto di fede” che come “abito”, ovvero “virtù teologale” della fede, ovvero come una “continuità permanente” di “atti di fede”).

(a) La fede è “personale”, perché in essa ciascuno “individualmente” compie il “giudizio dell’intelletto”, mosso dalla “libera” volontà («libera risposta»), con l’aiuto della Grazia, a dare l’“assenso” di adesione a Cristo Salvatore, nel quale si attua la pienezza della Rivelazione. La fede non si può ridurre ad un “consenso di massa”, frutto di una manipolazione psicologica.

(b) La fede è “ecclesiale”, perché è la Chiesa il “soggetto” che la trasmette alla singola persona, tramite la testimonianza di coloro che già la professano e la vivono come membri appartenenti alla Chiesa e coloro che, come ministri e catechisti, istruiscono i singoli, a nome della Chiesa, che come tale è Madre e Maestra.

La professione di fede si manifesta nella recita del “Simbolo” (il “Credo”), nel quale si riunisce la fede di ciascuno insieme agli altri, come membra dell’unico corpo ecclesiale che è il Corpo di Cristo stesso («Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte», 1Cor 12,27).

Particolarmente rilevante è la precisazione di san Cipriano che richiama il fatto che si dicono, in senso proprio, “figli di Dio”, solo i cristiani, i quali riconoscono Dio Creatore come “Padre”, sulla base dell’insegnamento di Gesù («Quando pregate, dite: “Padre…”, Lc 11,2).

Dunque non è ammissibile, cristianamente, l’ideologia della cosiddetta “fratellanza universale”, fondata solo sul convenire delle volontà umana, senza la paternità di Dio che si rivela in Cristo mediante la Chiesa. Si tratta di un’ideologia umanitarista che concepisce la “salvezza” come esito del solo impegno umano, reso collettivo da un potere sovranazionale. È l’ideologia massonica, incompatibile con il cristianesimo. Chi, anche nella Chiesa, predicasse questa ideologia e la promuovesse, sarebbe nemico di Cristo e della Chiesa.

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  1. Perché le formule della fede sono importanti? (170-171)

Le formule della fede sono importanti perché permettono di esprimere, assimilare, celebrare e condividere insieme con altri le verità della fede, utilizzando un linguaggio comune.

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Quando si parla di «formule della fede» in questo numero, ci si riferisce alle espressioni utilizzate nel “Credo”, a quelle dei “dogmi”, esposte dal Catechismo, presenti nella “liturgia” (lex orandi-lex credendi) illustrate e spiegate dalla Tradizione e dal Magistero. Queste vanno conosciute a memoria, nella loro precisa formulazione, che riflette un significato dottrinale ben preciso, non adattabile ai propri “modi di dire”, o ai propri gusti. In questo senso si tratta di un “linguaggio scientifico”. Così come avviene in una disciplina scientifica, nella quale si usa un linguaggio ben preciso, si impiegano definizioni espresse tecnicamente.

Questa precisione e comunanza delle “formule” permette ai credenti di riconoscersi, con sicurezza, in una “fede comune”, di parlare la stessa lingua dottrinale.

L’arbitrio con il quale oggi si tende ad essere approssimativi, comporta un soggettivismo che induce ciascuno a farsi una propria religione, inventata o copiata da altri, non più comune a tutta la Chiesa. Ma una religione soggettivistica non garantisce alcuna salvezza.

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  1. In qual modo la fede della Chiesa è una sola? (172-175; 182)

La Chiesa, benché formata da persone diverse per lingua, cultura e riti, professa con voce unanime l’unica fede ricevuta da un solo Signore e trasmessa dall’unica Tradizione Apostolica. Professa un solo Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – e addita una sola via di Salvezza. Pertanto noi crediamo, con un cuor solo e un’anima sola, quanto è contenuto nella Parola di Dio, tramandata o scritta, ed è proposto dalla Chiesa come divinamente rivelato.

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La fede della Chiesa non può che essere “unica”; la sua “dottrina” è unica perché consiste nell’insegnamento di Cristo che è “unico” Verbo fatto carne («l’unica fede ricevuta da un solo Signore e trasmessa dall’unica Tradizione Apostolica»). La Chiesa, fino dalle origini e nella sua Tradizione, ha sempre custodito fedelmente questo carattere di “unicità” della fede nell’unico Salvatore e della Sua dottrina. Essa è “custode” e non “padrona”. Il Papa e i Vescovi sono “depositari” e non “successori” di Cristo, tanto da potersi ritenere autorizzati ad alterare, fino a negarlo, l’insegnamento del Signore. Quando tale “modificazione” e “rinnegamento” sono avvenuti, da parte di qualcuno, ci si è allontanati da Cristo stesso (“apostasia”, “eresia”) e la Chiesa si è divisa (“scisma”), facendo nascere una parte separata da essa, non più in comunione con la Chiesa perenne, rimasta fedele.

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CREDO NICENO-COSTANTINOPOLITANO

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra Salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.

Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

 

SYMBOLUM NICÆNUM COSTANTINOPOLITANUM

Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, Factorem cæli et terræ, visibílium ómnium et invisibilium. Et in unum Dóminum Iesum Christum, Filium Dei unigénitum et ex Patre natum ante omnia saecula: Deum de Deo, Lumen de Lúmine, Deum verum de Deo vero, génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt; qui propter nos hómines et propter nostram salútem, descéndit de cælis, et incarnátus est de Spíritu Sancto ex Maria Víirgine et homo factus est, crucifíxus étiam pro nobis sub Póntio Piláto, passus et sepúltus est, et resurréxit tértia die secúndum Scriptúras, et ascéndit in cælum, sedet ad déxteram Patris, et íterum ventúrus est cum glória, iudicáre vivos et mórtuos, cuius regni non erit finis.

Credo in Spíritum Sanctum, Dominum et vivificántem, qui ex Patre Filióque procédit, qui cum Patre et Fílio simul adorátur et conglorificátur, qui locútus est per prophétas.

Et unam sanctam cathólicam et apostólicam Ecclésiam.

Confíteor unum Baptísma in remissiónem peccatórum. Et exspécto resurrectiónem mortuórum, et vitam ventúri sæculi. Amen.

 

 

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