Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

 

Puntata n. 79 (nn. 321-327)

Capitolo terzo – I Sacramenti al servizio della comunione e della missione

  1. Quali sono i Sacramenti al servizio della comunione e della missione? (1533-1535)

Due Sacramenti, l’Ordine e il Matrimonio, conferiscono una Grazia speciale per una missione particolare nella Chiesa a servizio dell’edificazione del popolo di Dio. Essi contribuiscono in particolare alla comunione ecclesiale e alla Salvezza degli altri.

***

Rimangono ancora due Sacramenti da esaminare: l’Ordine e il Matrimonio. Il loro carattere è di natura “sociale”, in quanto sono istituiti espressamente per il bene della comunità (ecclesiale e civile) e non solamente per il bene (Salvezza) della singola persona che li riceve.

– L’Ordine per il “ministero” nella Chiesa, in ottemperanza al mandato di Cristo affidato, come comando (“Ordine”) agli Apostoli e ai loro successori e collaboratori costituiti “permanentemente” per questo.

– Il Matrimonio per la costituzione della “cellula” fondamentale che costituisce la società umana e la comunità cristiana, la “famiglia”.

***

IL SACRAMENTO DELL’ORDINE

  1. Che cos’è il Sacramento dell’Ordine? (1536)

È il Sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai Suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa, sino alla fine dei tempi.

***

Questo numero introduce, in modo autoesplicativo, i numeri successivi che spiegano la dottrina relativa a questo Sacramento, basata su quanto è stato tramandato degli insegnamenti e delle disposizioni di Cristo dai Vangeli, dagli altri libri del Nuovo Testamento, prefigurato fino dall’Antico, e consolidatosi nella Tradizione della Chiesa.

***

  1. Perché si chiama Sacramento dell’Ordine? (1537-1538)

Ordine indica un corpo ecclesiale, di cui si entra a far parte mediante una speciale consacrazione (Ordinazione), che, per un particolare dono dello Spirito Santo, permette di esercitare una sacra potestà a nome e con l’autorità di Cristo a servizio del Popolo di Dio.

***

Questo numero spiega in modo semplice e chiaro che la denominazione di Ordine data a questo Sacramento denota una categoria di persone “stabilmente” («Tu sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech», Eb 7,17) non solo “designate”, ma soprattutto “abilitate” ad esercitare il ministero “impersonando Cristo” (in Persona Christi), per Suo mandato e in forza del Suo potere di agire per mezzo di loro.

Anche nel nostro modo di esprimerci nel linguaggio comune siamo abituati a designare una categoria di persone abilitate all’esercizio di una professione come “ordine” (ordine dei medici, ordine degli ingegneri, ecc.). Per i ministri del culto nella Chiesa Cattolica si parla di “Ordine sacro”, per designare propriamente il Sacramento che abilita all’esercizio del sacro ministero.

Viene spontaneo anche osservare che – nella lingua italiana – l’affinità di significato della parola “ordine” con le parole “comando”, “mandato”, suggerisce di pensare anche che gli Apostoli e i loro successori (i Vescovi) con i loro collaboratori diretti (i Presbiteri e i Diaconi) ricevettero da Cristo l’Ordine, il Mandato, il Comando di esercitare il Ministero («Fate questo in memoria di me», Lc 22,19; «Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi», Lc 9,1-2), e con esso il potere che li abilita a questo compito per il bene dei fedeli nella Chiesa.

***

  1. Come si colloca il Sacramento dell’Ordine nel disegno divino della Salvezza? (1539-1546 1590-1591)

Nell’Antica Alleanza sono prefigurazioni di tale Sacramento il servizio dei Leviti, come pure il sacerdozio di Aronne e l’istituzione dei settanta «Anziani» (Nm 11,25). Tali prefigurazioni trovano il loro compimento in Cristo Gesù, il quale, col sacrificio della sua Croce, è l’ «unico […] mediatore tra Dio e gli uomini» (1Tm 2,5), il «sommo Sacerdote alla maniera di Melchisedech» (Eb 5,10). L’unico sacerdozio di Cristo è reso presente dal sacerdozio ministeriale.

«Solo Cristo è il vero sacerdote, gli altri sono i suoi ministri» (san Tommaso d’Aquino).

***

Questo numero spiega la differenza “essenziale” tra il sacerdozio presente nell’Antico Testamento, nel quale ogni sacerdote (i Leviti, Aronne, i Settanta Anziani) agiva in nome di un suo proprio sacerdozio, offrendo ciascuno un suo proprio sacrificio (che consisteva nell’immolazione di un animale-vittima), facendosi interprete e mediatore tra il popolo e Dio. Questa forma di sacerdozio non era altro che un’allusione al futuro (“prefigurazione”) di quello che sarebbe stato l’unico sacerdozio di Cristo. Unico perché, a differenza dei sacrifici delle vittime dell’Antico Testamento, solo l’unico Sacrificio di Cristo sulla Croce, è stato capace di “restituire” agli uomini l’accesso alla “giustizia originale” nel rapporto tra l’uomo-umanità e Dio Creatore. Per cui l’unico Sacerdote del Cristianesimo è Cristo; nei Suoi ministri ordinati non si realizza propriamente un loro autonomo sacerdozio, ma viene data un certo grado di “partecipazione” all’unico Sacerdozio di Cristo. Così che attraverso i ministri ordinati è Cristo stesso che agisce producendo l’effetto dei Sacramenti della Salvezza.

Viene ricordata poi la figura di Melchisedech come “prefigurazione” più vicina al Sacerdozio di Cristo, in quanto Melchisedech è l’unico, nell’Antico Testamento ad offrire pane e vino – “prefigurazione” della materia dell’Eucaristia – anziché un animale immolato.

***

  1. Di quanti gradi si compone il Sacramento dell’Ordine? (1554 1593)

Esso si compone di tre gradi, che sono insostituibili per la struttura organica della Chiesa: l’episcopato, il presbiterato e il diaconato.

***

Dal momento che i ministri ordinati “partecipano” all’unico Sacerdozio di Cristo, tale partecipazione è stata realizzata, fino dai tempi degli Apostoli, secondo diversi “gradi” di partecipazione. Questo numero spiega che sono stati realizzati, alle origini della Chiesa, tre “gradi” di partecipazione dell’Ordine l’episcopato, il presbiterato e il diaconato. I numeri successivi li esaminano singolarmente e nel loro rapporto.

***

  1. Qual è l’effetto dell’Ordinazione episcopale?(1557-15581594)

L’Ordinazione episcopale conferisce la pienezza del Sacramento dell’Ordine, fa del Vescovo il legittimo successore degli Apostoli, lo inserisce nel Collegio episcopale, condividendo con il Papa e gli altri Vescovi la sollecitudine per tutte le Chiese, e gli consegna gli uffici di insegnare, santificare e governare.

***

I Vescovi, sono i successori degli Apostoli e, come tali, ricevono lo stesso grado di partecipazione al Sacerdozio di Cristo: L’Ordinazione episcopale conferisce la pienezza del Sacramento dell’Ordine, la “pienezza del Sacerdozio”. E quindi il massimo grado di responsabilità nei confronti della Chiesa, specialmente della comunità particolare loro affidata: gli uffici di insegnare, santificare e governare (docere, sanctificare, regere).

***

  1. Qual è l’ufficio del Vescovo nella Chiesa particolare a lui affidata? (1560-1561)

Il Vescovo, a cui viene affidata una Chiesa particolare, è il principio visibile e il fondamento dell’unità di tale Chiesa, verso la quale adempie, quale vicario di Cristo, l’ufficio pastorale, coadiuvato dai propri presbiteri e diaconi.

***

Al Vescovo viene affidata una “comunità particolare” (o “Chiesa particolare”), ovvero una “porzione” dell’unica Chiesa di Cristo. Egli ha il compito di essere principio visibile e il fondamento dell’unità, autorità che insegna, santifica con i Sacramenti e l’esempio di santità di vita, governa prendendo decisioni e provvedimenti per il bene del popolo. Per poter fare questo essendo vicino a tutti i suoi fedeli necessita di collaboratori che lo aiutino e lo rappresentino quando non può essere fisicamente presente. Questi sono i “Presbiteri” e i “Diaconi”.

Facebook Comments