Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

sacerdote sacerdoti

 

Puntata n. 78 (nn. 316-320)

  1. Chi può ricevere il Sacramento dell’Unzione degli infermi? (1514-1515 1528-1529)

Lo può ricevere il fedele, che comincia a trovarsi in pericolo di morte per malattia o vecchiaia. Lo stesso fedele lo può ricevere anche altre volte, quando si verifica un aggravarsi della malattia oppure quando gli capita un’altra malattia grave. La celebrazione di questo Sacramento deve essere possibilmente preceduta dalla confessione individuale del malato.

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Il numero è autoesplicativo. Qui si ribadisce che:

– il Sacramento dell’Unzione degli Infermi, come ogni altro Sacramento (a differenza del Battesimo che introduce nella vita cristiana con l’appartenenza alla Chiesa di colui che lo riceve) può essere amministrato solamente ad un fedele, cioè a chi è già stato battezzato;

– è il Sacramento specifico per chi comincia a trovarsi in pericolo di morte per malattia o vecchiaia. Esso va dato, dunque, non per qualunque banale e passeggero malessere, ma in condizioni di serio pericolo di vita. Oltre che in punto di morte, anche in caso di stato di malattia grave che può causare un serio rischio di morte; quindi anche prima di un intervento chirurgico di seria entità. Anche l’età avanzata è da considerarsi una condizione di questo genere, in vista di una preparazione alla conclusione della propria vita terrena. In condizioni in cui la morte non sia imminente il rito completo del Sacramento dell’Unzione offre una liturgia molto ricca e bella che aiuta colui che riceve il Sacramento a riflettere cristianamente sulla propria esistenza.

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  1. Chi amministra questo Sacramento? (1516 1530)

Esso può essere amministrato solo dai sacerdoti (Vescovi o presbiteri).

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Ciò è documentato fino dalle origini della vita della Chiesa, come risulta dal passo di san Giacomo citato al numero 315 («Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio nel nome del Signore», Gc 5,14-15) nel quale l’apostolo fa riferimento ai presbiteri, come all’Ordine di “grado minimo” richiesto per l’amministrazione di questo Sacramento. Ai diaconi è invece riservato un altro compito, relativo alle mense per i poveri, alla predicazione e all’assistenza del Vescovo (e in sua assenza del Presbitero) durante la celebrazione dell’Eucaristia. (cfr., n. 330).

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  1. Come si celebra questo Sacramento? (1517-1519 1531)

La celebrazione di questo Sacramento consiste essenzialmente nell’Unzione con l’olio, benedetto possibilmente dal Vescovo, sulla fronte e sulle mani del malato (nel rito romano, o anche su altre parti del corpo in altri riti), accompagnata dalla preghiera del sacerdote, che implora la Grazia speciale di questo Sacramento.

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L’olio per l’Unzione degli Infermi viene, ordinariamente, benedetto dal Vescovo di ogni diocesi durante la Messa Crismale del Giovedì Santo, insieme all’olio dei catecumeni (con il quale si ungono i battezzandi durante il conferimento del Battesimo) e del Crisma con il quale si consacrano i nuovi Presbiteri durante il conferimento dell’Ordine Sacro, coloro che ricevono la Cresima e i nuovi battezzati, in segno del grado di partecipazione al Sacerdozio di Cristo (“ministeriale” per gli Ordinati, e “comune” per i fedeli laici).

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  1. Quali sono gli effetti di questo Sacramento? (1520-1523 1532)

Esso conferisce una Grazia particolare, che unisce più intimamente il malato alla Passione di Cristo, per il suo bene e per quello di tutta la Chiesa, donandogli conforto, pace, coraggio, e anche il perdono dei peccati, se il malato non ha potuto confessarsi. Questo Sacramento consente talvolta, se Dio lo vuole, anche il recupero della salute fisica. In ogni caso, questa Unzione prepara il malato al passaggio nella Casa del Padre.

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Credo che difficilmente si possano trovare parole migliori per descrivere gli effetti del Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Non occorrono quindi altri commenti.

Può, però, valere la pena sottolineare il termine “Grazia” che qui compare esplicitamente («Esso conferisce una Grazia particolare»). Sappiamo che la Grazia è una qualche forma di “partecipazione” che ci viene donata “gratuitamente”, alla vita stessa di Dio nella Trinità, così che non ci si possa mai sentire “esclusi” dalla pienezza della vita che è Dio stesso. La “Grazia” è il primo “effetto” di tutti i Sacramenti, quando vengono ricevuti nelle debite condizioni stabilite dal Signore direttamente e attraverso il potere che Egli ha assegnato alla Chiesa.

Nel Sacramento dell’Unzione, come effetto anche visibile e sensibile può accadere, in taluni casi, anche la guarigione dal male fisico; o uno stato di serenità interiore anche esteriormente riscontrabile e riconosciuto tale dal soggetto che ha ricevuto il Sacramento.

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  1. Che cos’è il Viatico? (1524-1525)

È l’Eucaristia ricevuta da coloro che stanno per lasciare la vita terrena e si preparano al passaggio alla vita eterna. Ricevuta al momento del passaggio da questo mondo al Padre, la Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo morto e risorto è seme di vita eterna e potenza di risurrezione.

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Un tempo le persone potevano accorgersi, nella maggioranza dei casi di essere molto vicine a compiere il trapasso della morte. In questo caso, essendo ancora coscienti potevano chiedere di chiamare un sacerdote per ricevere l’Unzione degli Infermi (detta in questa circostanza “Estrema Unzione”) e la santa Comunione (il “Viatico”). Se non erano del tutto coscienti poteva provvedere un familiare a far venire il sacerdote.

Ai nostri giorni, con il tipo di tecnologia avanzata che affianca la medicina, la vita viene prolungata in non pochi casi a livelli talmente estremi che il paziente, trovandosi in terapia intensiva o alimentato e ossigenato artificialmente non è più in condizione di ricevere in bocca l’Ostia consacrata o un suo frammento.

Per questo è molto più difficile amministrare la Comunione come Viatico. Perciò è saggio tenersi preparati ricevendo, prima di essere alla fine, sia l’Unzione degli Infermi, preceduta dalla Confessione, che l’Eucaristia. Chi ha familiarità con i Sacramenti e una vita cristiana serenamente affidata al Signore, non ha timore di questi Sacramenti e anzi li desidera con tutto il cuore.

 

 

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