Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica
(Alberto Strumia)
Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS
Puntata n. 70 (nn. 284-290)
- La frazione del pane divide Cristo? (1377)
La frazione del pane non divide Cristo: Egli è presente tutto e integro in ciascuna specie eucaristica e in ciascuna sua parte.
***
Qui si assicura del fatto che spezzando l’ostia o la particola non si spezza il Corpo di Cristo che è presente nell’integrità in Corpo, Sangue, Anima e Divinità in ogni frazione del pane e in ogni goccia del vino. Questo si spiega per il fatto che la “quantità” che caratterizza l’estensione spaziale del pane e del vino sono proprietà (“accidenti”) delle “specie”, che rimangono immutate dopo la consacrazione, e non sono quantità dell’estensione del Corpo di Cristo che rimane integro nella Sua sostanza che le possiede invisibilmente.
***
- Fino a quando continua la presenza eucaristica di Cristo?(1377)
Essa continua finché sussistono le specie eucaristiche.
***
Qui si dice che l’Eucaristia si conserva e in essa si adora il Corpo di Cristo che è presente fino a che il pane, e allo stesso modo il vino, sono integri come pane e come vino (essa continua finché sussistono le specie eucaristiche). Nel momento in cui le specie si corrompono per cui il pane non è più pane integro (ad esempio per ammuffimento o decomposizione in acqua) e il vino non è più tale (ad esempio perché è divenuto aceto, o per eccessiva diluizione con acqua o altra sostanza estranea) viene meno la “materia” del Sacramento e, con essa, viene meno la Presenza reale di Cristo. Questo è il motivo per cui il sacerdote purifica i vasi sacri (calice, pisside, patena) dopo la comunione con acqua per garantire il venir meno dell’integrità delle specie residue. Allo stesso modo si pone a sciogliere in un vasetto d’acqua dedicato allo scopo, un’ostia caduta in terra che si sia sporcata così da non poter essere consumata.
***
- Quale tipo di culto è dovuto al Sacramento dell’Eucaristia? (1378-1381 1418)
È dovuto il culto di latria, cioè di adorazione, riservato solo a Dio sia durante la celebrazione eucaristica sia al di fuori di essa. La Chiesa, infatti, conserva con la massima diligenza le Ostie consacrate, le porta agli infermi e ad altre persone impossibilitate a partecipare alla Santa Messa, le presenta alla solenne adorazione dei fedeli, le porta in processione e invita alla frequente visita e adorazione del Santissimo Sacramento conservato nel tabernacolo.
***
Mentre le persone dei santi, le loro reliquie, le immagini sacre si “venerano” prestando loro un culto dovuto a delle creature che con la loro vita, esempio e significato simbolico rimandano non a se stessi, ma a Dio, l’Eucaristia, essendo Cristo, che è Dio, realmente presente, oltre che uomo, è oggetto del culto di “adorazione” che dovuto solo a Dio.
***
- Perché l’Eucaristia è il banchetto pasquale? (1382-1384 1391- 1396)
L’Eucaristia è il banchetto pasquale, in quanto Cristo, realizzando sacramentalmente la sua Pasqua, ci dona il suo Corpo e il suo Sangue, offerti come cibo e bevanda, e ci unisce a sé e tra di noi nel suo sacrificio.
***
Brevemente qui si parla dell’Eucaristia come banchetto pasquale, in quanto Cristo ha trasformato il banchetto della Pasqua ebraica, nel quale veniva sacrificato un agnello, identificandolo come una profezia del Sacrificio della Sua Passione che, nel Sacramento dell’Eucaristia, viene reso costantemente presente ed efficace nella vita della Chiesa.
***
- Che cosa significa l’altare? (1383 1410)
L’altare è il simbolo di Cristo stesso, presente come vittima sacrificale (altare-sacrificio della Croce) e come alimento celeste che si dona a noi (altare-mensa eucaristica).
***
Qui si accenna brevemente al significato simbolico dell’altare che rappresenta Cristo stesso (per questo viene consacrato dal Vescovo prima di essere utilizzato per la celebrazione – e solo per questa – nelle chiese e solo in caso di emergenza può essere un semplice tavolo o piano di appoggio). Nelle catacombe era quasi sempre un tutt’uno con la tomba di un martire e anche nelle nostre chiese include una reliquia o custodisce i resti di un santo. A Cristo stesso vengono attribuiti simultaneamente i nomi di “Altare”, “Vittima” e “Sacerdote”:
– “Sacerdote”, ovviamente, in quanto è Lui il primo e sommo Sacerdote che offre se stesso nella Sua Passione, in modo cruento, e Sacramentalmente celebrando la prima Eucaristia nell’Ultima Cena, il Giovedì Santo;
– “Vittima”, ovviamente, in quanto è il “Vero Agnello” che viene immolato sulla Croce, in forma cruenta, e Sacramentalmente, nella celebrazione dell’Eucaristia, che nella Messa viene celebrata dal Vescovo o dal Presbitero che in quel rito agisce impersonando Cristo stesso (in Persona Christi), in forza dell’Ordine Sacro;
– “Altare”, in quanto santifica con la Sua Persona divina la Sua offerta, così come l’altare deputato ai sacrifici antichi, essendo luogo sacro, santificava la vittima che veniva posta su di esso per essere immolata.
***
- Quando la Chiesa fa obbligo di partecipare alla santa Messa? (1389 1417)
La Chiesa fa obbligo ai fedeli di partecipare alla santa Messa ogni domenica e nelle feste di precetto, e raccomanda di parteciparvi anche negli altri giorni.
***
L’obbligo di partecipare alla Messa ogni domenica e nelle feste e solennità di precetto:
– Solennità di Tutti i Santi (1 novembre)
– Immacolata Concezione di Maria (8 dicembre)
– Natale (25 dicembre)
– SS. Madre di Dio (1 gennaio)
– Epifania (6 gennaio)
– Assunzione di Maria (15 agosto)
Altre solennità che, un tempo avevano un giorno proprio, da noi, sono state trasferite alla domenica, giorno che prevede già il precetto festivo.
La Chiesa considera “peccato mortale” la non partecipazione, a meno di impedimento grave di salute o età molto avanzata; per cui prima di accostarsi a ricevere la Santa Comunione occorre confessarsi di questa, ed eventuali altre mancanze gravi commesse dopo la precedente Confessione.
***
- Quando si deve fare la santa Comunione? (1389)
La Chiesa raccomanda ai fedeli che partecipano alla santa Messa di ricevere con le dovute disposizioni anche la santa Comunione, prescrivendone l’obbligo almeno a Pasqua.
***
Questo numero, breve ed essenziale, raccomanda di accostarsi a ricevere la Comunione partecipando alla Messa così che la partecipazione sia completa. Purché e solo se si rispettano le dovute disposizioni, che vengono precisate nei numeri successivi e che sono essenziali per riceverla degnamente. Per chi disattende il rispetto delle dovute disposizioni vale quanto detto da san Paolo: «Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché Egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve indegna- mente (indigne) il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna» (1Cor 26-29). Ricevere la Comunione senza le dovute disposizioni è un peccato grave (mortale), per cui è necessario confessarsi per potere accostarsi nuovamente a riceverla.
Inoltre viene richiamato qui il terzo dei “cinque precetti della Chiesa”, che prescrive l’obbligo almeno a Pasqua di comunicarsi partecipando alla Messa nel giorno di Pasqua. E quindi, implicitamente, anche il secondo, per poter essere nelle dovute disposizioni. Ricordiamo, allora, qui anche i cinque precetti della Chiesa:
- Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
- Confessare i propri peccati almeno una volta all’anno.
- Ricevere il Sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua.
- Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa (il Mercoledì delle Ceneri, ogni venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo, che precede la Domenica di Pasqua).
- Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.
Si trovano anche nell’Appendice del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica.





















Scrivi un commento