Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 – Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Annunciazione, Ambrogio Lorenzetti
Annunciazione, Ambrogio Lorenzetti

 

Puntata n. 7 (nn. 25-29)

Capitolo terzo – La risposta dell’uomo a Dio: Io credo

  1. Come risponde l’uomo a Dio che si rivela? (142-143)

L’uomo, sostenuto dalla grazia divina, risponde con l’obbedienza della fede, che è affidarsi pienamente a Dio e accogliere la sua Verità, in quanto garantita da Lui, che è la Verità stessa.

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I numeri precedenti hanno esaminato la Rivelazione, La Tradizione e il Magistero, nella loro unità organica di comunicazione “dalla parte di Dio” all’uomo, della “riparazione” (Redenzione, Salvezza) della “giustizia originale” (il “giusto modo” del rapporto tra Dio e l’uomo) dalla parte del suo “soggetto principale della comunicazione” (Colui che prende l’iniziativa per primo e ha il potere di realizzarla): Dio-Cristo, la Chiesa che annuncia, insegna, corregge (Chiesa “docente”).

I numeri che seguono (dal n. 25 al n. 31) esaminano la Rivelazione, La Tradizione e il Magistero, dalla parte del “soggetto secondario della comunicazione” (colui che la riceve, accogliendola o rifiutandola): l’uomo singolo/comunità, la Chiesa che “crede” all’Annuncio (Kèrigma), impara la Dottrina di Cristo (attraverso la catechesi), è istruita a comprenderla approfondendo ed è corretta dagli errori (dal Magistero). In altri termini i numeri che seguono trattano della “fede”, sia come singolo “atto di fede”, che come“ attitudine” stabile (abito, virtù teologale).

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  1. Quali sono nella Sacra Scrittura i principali testimoni di obbedienza della fede? (144-149)

Ci sono molti testimoni, in particolare due: Abramo, che, messo alla prova, «ebbe fede in Dio» (Rm 4,3) e sempre obbedì alla sua chiamata, e, per questo è diventato «padre di tutti quelli che credono» (Rm 4,11.18); e la Vergine Maria, che realizzò nel modo più perfetto, durante tutta la sua vita, l’obbedienza della fede: «Fiat mihi secundum Verbum tuum –Avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38).

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Il n. 26 parla della “fede” come viene descritta nella Sacra Scrittura, prendendo come emblematici due personaggi “principali”: Abramo all’origine dell’Alleanza tra Dio e l’uomo dell’Antico Testamento e Maria all’origine dell’Alleanza nuova, del Nuovo Testamento.

La fede viene descritta come “obbedienza”. L’obbedienza è un atto della volontà. Per obbedire non basta sapere o capire (questo tocca all’intelligenza, all’intelletto), ma occorre volere, decidere di fidarsi, “dare credito”, cioè “credere”. La volontà fa decidere l’intelletto a dire di sì: riconosco che ciò che mi dici è vero, perché decido di fidarmi di te. La volontà fa obbedire anche l’intelligenza che dà l’assenso della fede.

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  1. Che cosa significa per l’uomo credere in Dio? (150-152; 176-178)

Significa aderire a Dio stesso, affidandosi a Lui e dando l’assenso a tutte le verità da Lui rivelate, perché Dio è la Verità. Significa credere in un solo Dio in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

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Questo numero parla direttamente delle fede “virtù teologale” – fede in Dio – non tanto del credere ad una persona che ti dà un’informazione qualunque, ma a Dio che informa sulla via della Salvezza (la riparazione del “giusto modo” di vivere il rapporto con Dio, con gli altri e con se stessi). La Salvezza è la Verità per la vita.

La fede si realizza:

(a) nel credere a Dio (credere Deo) come “soggetto” che si rivela (dando l’assenso a tutte le verità da Lui rivelate, perché Dio è la Verità);

(b) nel credere Dio (credere Deum) come“oggetto” di conoscenza, ciò che Lui dice di sé (significa credere in un solo Dio in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo);

(c) nel credere in Dio (credere in Deum), come “destinatario del nostro affetto”, come “centro affettivo”, cioè amarlo sopra ogni cosa, perché tutto il resto trae da Lui il suo significato, il suo valore (aderire a Dio stesso, affidandosi a Lui).

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  1. Quali sono le caratteristiche della fede? (153-165; 179-180; 183-184)

La fede, dono gratuito di Dio e accessibile a quanti la chiedono umilmente, è la virtù soprannaturale necessaria per essere salvati. L’atto di fede è un atto umano, cioè un atto dell’intelligenza dell’uomo che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio, dà liberamente il proprio consenso alla verità divina. La fede, inoltre, è certa, perché fondata sulla Parola di Dio; è operosa «per mezzo della carità» (Gal 5,6); è in continua crescita, grazie all’ascolto della Parola di Dio e alla preghiera. Essa fin d’ora ci fa pregustare la gioia celeste.

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In questo numero troviamo la “definizione” di ciò che la fede è, espressa nei termini tecnici adeguati per

– non ridurre la fede solo ad un “sentimento”;

– o ad un “salto nel buio”, irrazionale cioè senza ragioni.

La frase riassuntiva che “definisce” che cos’è la fede, così come la “Tradizione” ha imparato a conoscerla e la “teologia” l’ha studiata e la “dottrina cattolica” la intende, e faremo bene a memorizzarla, per avere le idee chiare, la troviamo in questo numero ed è questa.

«L’atto di fede è un atto […] dell’intelligenza dell’uomo che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio [Grazia], dà liberamente il proprio consenso [assenso] alla verità divina».

La fede, dunque è un atto “razionale”, cioè della “ragione” (intelligenza); come tale non è riducibile a un “sentimento”. La ragione però da sola non è sufficiente perché non è in grado di dimostrare scientificamente tutto ciò in cui crede e perciò ha bisogno dell’aiuto della “volontà” che spinge l’intelligenza a credere, perché nel credere riconosce una “convenienza”, un bene che consegue al fidarsi di Dio. Ma neppure la volontà da sola basta per credere a Dio, che ci rivela cose talmente più grandi di noi (“trascendenti”) su se stesso, sull’uomo e sul mondo. Occorre il Suo aiuto diretto che potenzia sia la nostra intelligenza che la nostra volontà orientandole a Lui. Questo aiuto è ciò che chiamiamo “Grazia”.

Secondo san Tommaso la fede è “certa” e non può coesistere con il “dubbio”, come invece si insegna spesso, ma erroneamente oggi. E non può nemmeno ridursi ad una semplice opinione.

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  1. Perché non ci sono contraddizioni tra fede e scienza? (159)

Anche se la fede supera la ragione, non vi potrà mai essere contraddizione tra fede e scienza, perché entrambe hanno origine da Dio. È lo stesso Dio che dona all’uomo sia il lume della ragione sia la fede.

«Credi per comprendere: comprendi per credere» (sant’Agostino). NOI CREDIAMO

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In questo numero si fa solamente un accenno alla questione del “rapporto scienza-fede”, limitandosi ad offrire una risposta essenziale, certamente fondata

– sulla Rivelazione, la quale ci informa sul fatto che Dio, non solo esiste, ma è il Creatore di tutte le cose che esistono, compresa la nostra capacità razionale (scientifica) di conoscere il cosmo e il mondo materiale. E Dio non si contraddice: al più possono essere le nostre conoscenze ad essere talvolta inadeguate;

– ma anche sulla ragionevolezza di una ricerca scientifica sistematica che può dimostrare i propri metodi, il loro potere conoscitivo, il proprio corretto oggetto di indagine.

L’invito di sant’Agostino è quello ad approfondire la nostra conoscenza mediante entrambe le fonti: quella della ragione e quella della Rivelazione, e di scoprirne l’armonia.

Verosimilmente il Catechismo non ha il compito di dire di più, per almeno tre ragioni:

(a) la prima, è che esso si occupa principalmente del contenuto della Rivelazione e da ciò che da esso deriva;

(b) la seconda, è che il Catechismo si occupa già in altri numeri del rapporto ragione-fede, sul quale si fonda anche il rapporto scienza-fede;

(c) la terza, è che tocca agli studiosi di scienza, filosofia e teologia credenti elaborare un modello del rapporto scienza-fede, coerente con quanto essi stessi vivono e il Catechismo insegna. Per quanto mi riguarda personalmente, mi sono impegnato da anni in questo lavoro e i suoi risultati sono tutti rintracciabili sul mio sito www.albertostrumia.it.

 

 

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