Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

Manuela Gomez e Luisa Gomez al battesimo di Matias a Medellin (Colombia) screeshot
Manuela Gomez e Luisa Gomez al battesimo di Matias a Medellin (Colombia) – screeshot

 

Puntata n. 62 (nn. 257-261)

  1. Chi può ricevere il Battesimo? (1246-1252)

È capace di ricevere il Battesimo ogni persona non ancora battezzata.

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Questo numero è autoesplicativo. Per “capace” (capax) qui si deve intendere:

–~che “può, liberamente e volontariamente”. Si sottintende “nelle debite condizioni”, che sono richieste dalla Chiesa per essere ammessi a ricevere il Battesimo: la fede in Gesù Cristo unico Salvatore, nella Sua dottrina come formulata nel Credo e spiegata nel Catechismo;

–~fede espressa con la richiesta del Catecumenato o con la fede dei genitori per i bambini prima dell’età della ragione, la domanda di ricevere il Sacramento.

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  1. Perché la Chiesa battezza i bambini? (1250)

Perché, essendo nati col peccato originale, essi hanno bisogno di essere liberati dal potere del Maligno e di essere trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio.

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Anche questo numero è autoesplicativo. La fede dei genitori e la fede della Chiesa esigono che ogni nuovo nato in una famiglia cristiana venga al più presto liberato dall’eredità del “peccato originale”, ricevendo la “Grazia” sanante e santificante e il “carattere” sacramentale di “figlio di Dio”, mediante il Battesimo. Il paragone tra la nascita naturale e il Battesimo, quale nascita soprannaturale, aiuta a comprendere ulteriormente il motivo di questa pratica, da parte dei genitori. Come la nascita naturale è un dono di Dio, un avvenimento gratuito, frutto dell’amore dei genitori, per cui non si chiede al nascituro il permesso di farlo nascere, così ad un bambino appena nato non si chiede il permesso di essere battezzato, ma si dona il Battesimo come frutto della comunione ecclesiale.

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  1. Che cosa si richiede a un battezzando? (1253-1255)

Ad ogni battezzando è richiesta la professione di fede, espressa personalmente nel caso dell’adulto, oppure dai genitori e dal- la Chiesa nel caso del bambino. Anche il padrino o la madrina e l’intera comunità ecclesiale hanno una parte di responsabilità nella preparazione al Battesimo (catecumenato), come pure nello sviluppo della fede e della Grazia battesimale.

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Agli adulti ammessi al Battesimo, fino dai tempi della “Chiesa primitiva” ad oggi, è richiesta la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, unico Salvatore, dichiarata pubblicamente (“professata” davanti alla comunità, con la recita del Credo. Per i bambini non ancora in età della ragione, la fede è prestata dai genitori e dall’intera comunità ecclesiale.

La Chiesa, insegnandolo, “consegna” il Credo (traditio Symboli) al nuovo fedele e il neobattezzato lo “restituisce” (redditio symboli) integro alla Chiesa con la sua libera e volontaria professione pubblica.

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  1. Chi può battezzare? (1256; 1284)

I ministri ordinari del Battesimo sono il Vescovo e il Presbitero; nella Chiesa latina, anche il Diacono. In caso di necessità, chiunque può battezzare, purché intenda fare ciò che fa la Chiesa. Egli versa dell’acqua sul capo del candidato e pronunzia la formula trinitaria battesimale: «Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

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“Ordinariamente” amministra il Battesimo un “ministro ordinato”: Vescovo, Presbitero o Diacono. Per questi ultimi due occorre la delega del Parroco di appartenenza del battezzando. Straordinariamente, ovvero in pericolo o punto di morte, presumendo il desiderio del battezzando o il libero consenso dei genitori (non espressamente negato) chiunque può battezzare, anche un non cristiano, purché nel rispetto di ciò che intende fare la Chiesa, utilizzando l’acqua come “materia” e la formula trinitaria «Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo», come “forma”, assecondando la volontà del battezzando se adulto o dei suoi genitori se bambino non in età della ragione. Questo la Chiesa lo ammette in favore della Salvezza delle persone, secondo il mezzo “ordinario” che è il Sacramento del Battesimo.

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  1. È necessario il Battesimo per la Salvezza? (1257)

Il Battesimo è necessario alla Salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno la possibilità di chiedere questo Sacramento.

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Il Battesimo è il “mezzo ordinario” affidato alla Chiesa, per accedere alla Salvezza, in quando produce la cancellazione del “peccato originale” e di ogni altro peccato ad esso conseguente. Perciò chi ha conosciuto l’Annuncio del Vangelo è tenuto a riceverlo per salvarsi. Ciò non toglie che Dio si possa servire anche di “vie straordinarie” che solo Lui conosce. A noi non è lecito, in nome di questo, presumere che quelle vie siano comunque sostitutive del Battesimo, così da trascurare il compito di amministrare questo Sacramento. Se così si facesse si contravverrebbe al comando di Cristo: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 27,19-20). «Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”» (Mc~16,15-16).

 

 

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