Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

 

Battesimo sacramento

 

Puntata n. 60 (nn. 247-250)

  1. Perché l’unico Mistero di Cristo è celebrato dalla Chiesa secondo diverse tradizioni liturgiche? (1200-1204 1207-1209)

Perché l’insondabile ricchezza del Mistero di Cristo non può essere esaurita da una singola tradizione liturgica. Fin dalle origini, pertanto, questa ricchezza ha trovato, nei vari popoli e culture, espressioni caratterizzate da una mirabile varietà e complementarietà.

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In questo numero si fa un accenno – senza nominarle direttamente – alle diverse “tradizioni liturgiche” che nel corso dei secoli si sono formate presso culture e popoli diversi, nell’inculturare la fede.

L’essenziale, seguendo quanto è stato fatto da Cristo e dagli Apostoli è identico per tutti; per cui nella celebrazione della Messa non può mancare la consacrazione secondo le parole riportate dai Vangeli, l’invocazione dello Spirito Santo, la lettura e la spiegazione della Scrittura, la Preghiera del Signore che è il Padre nostro. Possono esservi, però modalità espressive diversificate, che hanno dato origine ai diversi riti (Romano, Ambrosiano, ecc.), dei quali qui non si fa esplicita menzione.

Di questo fenomeno si può avere una documentazione più ampia, ad esempio, in un bel testo didattico come la Storia dell’Eucaristia, di Inos Biffi (Jaca Book, Milano 1983).

Questa diversificazione delle espressioni, nell’identità dell’essenziale del Sacramento, non deve meravigliare come non meravigliano gli stili diversi dei quattro Vangeli canonici, che riportano gli stessi dati essenziali della vita di Gesù, evidenziando in alcune occasioni anche elementi propri. Così ciascuno dei Padri della Chiesa ha dato origine anche a formule di preghiera talmente belle e significative che hanno avviato, poi una tradizione liturgica vera e propria.

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  1. Qual è il criterio, che assicura l’unità nella multiformità?(1209)

È la fedeltà alla Tradizione Apostolica, cioè la comunione nella fede e nei Sacramenti ricevuti dagli Apostoli, comunione che è significata e garantita dalla successione apostolica. La Chiesa è cattolica: può quindi integrare nella sua unità tutte le vere ricchezze delle culture.

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A completamento del numero precedente qui viene precisato che ciò che accomuna le diverse tradizioni è l’essenziale, per cui non avrebbe senso inventare nuove liturgie prive di un legame con ciò che Cristo ha fatto e gli Apostoli hanno trasmesso (fedeltà alla Tradizione Apostolica).

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  1. Nella liturgia, tutto è immutabile? (1205-1206)

Nella liturgia, segnatamente in quella dei Sacramenti, ci sono elementi immutabili perché di istituzione divina, di cui la Chiesa è fedele custode. Ci sono poi elementi suscettibili di cambiamento, che essa ha il potere, e talvolta anche il dovere, di adattare alle culture dei diversi popoli.

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Qui si precisa che ciò che è essenziale e non può essere cambiato nella liturgia è ciò che viene definito come di istituzione divina, formula che indica ciò che la Scrittura e la Tradizione riportano come compiuto direttamente dal Signore, e come tale fedelmente eseguito dopo di Lui dagli Apostoli e dai loro successori. Il resto può e anche deve essere cambiato (elementi suscettibili di cambiamento) ed essere passibile anche di successivi ricuperi di elementi che, per abusi e trascuratezze, vengono deformati o trascurati. Questi non sono di istituzione divina, ma sono elementi didattici introdotti dalla disciplina della Chiesa, secondo le necessità dei momenti storici.

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SEZIONE SECONDA

I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA

  1. Come si distinguono i Sacramenti della Chiesa? (1210-1211)

Si distinguono in:

– Sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione e Eucaristia);

– Sacramenti della guarigione (Penitenza e Unzione degli in- fermi);

– Sacramenti al servizio della comunione e della missione (Ordine e Matrimonio).

Essi toccano i momenti importanti della vita cristiana. Tutti i Sacramenti sono ordinati all’Eucaristia «come al loro specifico fine» (san Tommaso d’Aquino).

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Con questo numero, dopo aver messo a fuoco la nozione di Sacramento nella sua generalità (Sacramenti “in genere”) il Compendio inizia a trattare di ciascuno dei Sacramenti singolarmente (Sacramenti “in specie”), precisando la collocazione nel “tempo” e la “funzione” della vita del cristiano di ciascuno di essi. San Tommaso, per rendere comprensibile didatticamente, la funzione dei singoli Sacramenti, paragona, per analogia, la vita cristiana nel suo aspetto interiore (“spirituale”) alla vita esteriore (“fisica”) della persona umana. Va sottolineato il fatto che la funzione di questo paragone non è un semplice espediente didattico, ma ha:

– un “fondamento teologico” nella logica dell’“Incarnazione”: Dio, nella Persona del Verbo, ha assunto la “materialità” della natura umana, che viene qualificata nella Scrittura come “carne”: «Il Verbo si fece carne» (Gv 1,14);

–~e un “fondamento metafisico”, cioè nella natura stessa dell’“essere umano” che è un essere “materiale”, corporeo la cui vita è resa possibile e funzionante da un principio informativo immateriale immortale che chiamiamo “anima”.

Dal fatto che la nostra conoscenza nasce dall’esperienza sensibile, con i corpi materiali, per divenire immateriale nella mente (“informazione”), la logica dei Sacramenti è anche “didattica” in quanto rispetta il nostro modo normale di conoscere e di educare. Così, nella vita cristiana, a paragone con la vita fisica:

– il Battesimo è paragonabile alla nascita;

– la Cresima o Confermazione alla maturazione nel passaggio dall’infanzia alla vita giovane adulta;

– l’Eucaristia al regolare ritmo dell’alimentazione per nutrirsi e crescere;

– la Penitenza o Confessione regolare, alla cura del corpo che mantiene in salute, o restituisce in salute in caso di malattia;

– l’Unzione degli Infermi ad una cura ulteriore, come una sorta di ricovero ospedaliero, in caso di malattia più grave e anche in prossimità della morte;

– il Matrimonio, a fondamento e sostegno della famiglia del- l’uomo e della donna, in vista della procreazione e dell’aiuto reciproco;

– l’Ordine sacro, per l’amministrazione dei Sacramenti e il servizio al popolo di Dio.

Tutti i Sacramenti sono in funzione dell’Unione con Cristo che si realizza pienamente nella ricezione dell’Eucaristia. Riporto anche il passo in cui san Tommaso tratta l’analogia tra la vita “fisica” e la vita “cristiana (o spirituale)”: «Infatti la vita dello spirito ha una certa analogia con la vita del corpo, come in genere tutte le realtà corporali hanno una certa somiglianza con quelle spirituali. Ora, nella vita fisica sono due gli obiettivi che l’individuo deve raggiungere: uno rispetto alla propria persona, l’altro rispetto alla società in cui vive, essendo l’uomo per natura un animale sociale.

Rispetto a se stesso l’uomo nella sua vita corporale si perfeziona in due modi:

– primo, direttamente, acquistando una qualsiasi perfezione;

– secondo, indirettamente, liberandosi da ciò che minaccia la vita, cioè dalle infermità e da altre cose simili.

Il perfezionamento diretto della vita fisica ha poi tre tappe.

(a) La prima è la generazione, per cui l’uomo comincia a esistere e a vivere. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa il Battesimo, che è una rigenerazione spirituale, secondo quelle parole di san Paolo: “Mediante un lavacro di rigenerazione”, ecc. (Tt 3,5).

(b) La seconda è la crescita, per cui uno arriva alla pienezza della sua statura e della sua forza. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa la Cresima, nella quale ci viene dato lo Spirito Santo per irrobustirci. Difatti ai discepoli già battezzati Gesù disse: “Restate in città finché non siate rivestiti di potenza dall’alto” (Lc 24,49).

(c) La terza è la nutrizione, con cui l’uomo conserva in sé la vita e la forza. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa l’Eucaristia. Da cui le parole evangeliche: “Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita” (Gv 6,54).

Ora, ciò sarebbe sufficiente per l’uomo se egli avesse fisicamente e spiritualmente una vita indeperibile; ma poiché oltre che nelle malattie corporali egli incorre in quelle spirituali, cioè nei peccati, di conseguenza sono necessari all’uomo [anche] dei rimedi contro le infermità. E questi rimedi sono due.

(d) Il primo è la guarigione, che restituisce la sanità, a cui nella vita dello spirito corrisponde la Penitenza, secondo la preghiera del Salmista (Sal 40,5): “Risanami, contro di te ho peccato”.

(e) L’altro rimedio invece è il recupero delle forze con un’opportuna dieta e con l’esercizio, a cui corrisponde nella vita dello spirito l’Estrema Unzione, [oggi detta Unzione degli Infermi] che toglie i residui dei peccati e dispone l’uomo alla gloria finale. Da cui le parole di san Giacomo: “Se ha commesso peccati, gli saranno perdonati” (Gc 5,15).

Rispetto poi alla collettività l’uomo si perfeziona in due modi.

(f) Primo, raggiungendo il potere di governare gli altri e di compiere atti pubblici. E nella vita dello spirito a ciò corrisponde il Sacramento dell’Ordine: poiché, come dice san Paolo, “i sacerdoti offrono sacrifici non solo per se stessi, ma anche per il popolo” (Eb 7,27).

(g) Secondo, con la propagazione della specie [e si deve aggiunge anche l’aiuto reciproco tra gli sposi]. E ciò avviene mediante il Matrimonio, sia nella vita fisica che in quella spirituale: poiché esso non è soltanto un Sacramento, ma anche un ufficio di natura» (Summa Theol., III, q. 65, a. 1co).

 

 

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