Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

Cattedrale di Chartres (Francia)
Cattedrale di Chartres (Francia)

 

Puntata n. 59 (nn. 242-246)

  1. Qual è la funzione dell’anno liturgico? (1168-1173 1194-1195)

Nell’anno liturgico la Chiesa celebra tutto il Mistero di Cristo, dall’Incarnazione fino al suo ritorno glorioso. In giorni stabiliti, la Chiesa venera con speciale amore la beata Maria Madre di Dio e fa anche memoria dei Santi, che per Cristo sono vissuti, con Lui hanno sofferto e con Lui sono glorificati.

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Cristo Risorto, centro del cosmo e della storia, con la Sua Risurrezione e con gli avvenimenti della Sua vita (mysteria vitae Christi) diviene la chiave interpretativa della storia umana. La Sua Risurrezione, celebrata nel giorno di Pasqua, e in ogni domenica in relazione ad essa, e in ogni giorno nel quale si celebra la santa Messa, diviene l’unità di misura del tempo, reso sacro. E di conseguenza, in ogni epoca cristiana, detterà anche i ritmi del riposo dal lavoro nella vita civile.

La celebrazione dei “misteri della vita di Cristo” viene distribuita nel tempo delle feste e delle ricorrenze dell’anno, in forma di “ripresentazione” sacramentale, e di “rappresentazione” attraverso la lettura dei passi della Scrittura che ne parlano.

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  1. Che cos’è la Liturgia delle Ore? (1174-1178 1196)

La Liturgia delle Ore, preghiera pubblica e comune della Chiesa, è la preghiera di Cristo con il suo corpo, la Chiesa. Per suo mezzo; il Mistero di Cristo, che celebriamo nell’Eucaristia, santifica e trasfigura il tempo di ogni giorno. Essa si compone principalmente di Salmi e di altri testi biblici, e anche di letture dei Padri e dei maestri spirituali.

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La liturgia, oltre alla celebrazione della santa Messa (Eucaristia) e dei riti dei Sacramenti – dei quali si parlerà in dettaglio (i “Sacramenti in specie”, secondo la dizione teologica) in seguito – prevede anche la “Liturgia delle Ore” della giornata, come già si faceva anche nell’Antico Testamento, salendo al Tempio («Due uomini salirono al tempio a pregare», Lc 18,10).

In essa, sia comunitariamente, soprattutto nelle comunità monastiche e religiose, si recitano Salmi e […] altri testi biblici, e anche […] letture dei Padri e dei maestri spirituali. Ad essa sono tenuti i ministri ordinati, e sono invitati, nei limiti del possibile, i laici. Si tratta di uno strumento di educazione della memoria e dell’intelligenza di fede; e di un modo concreto per spendere un tempo dedicato esclusivamente alla “compagnia” con Cristo.

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Dove celebrare?

  1. La Chiesa ha bisogno di luoghi per celebrare la liturgia?(1197- 1198)

Il culto «in spirito e verità» (Gv 4,24) della Nuova Alleanza non è legato ad alcun luogo esclusivo, perché Cristo è il vero tempio di Dio, per mezzo del quale anche i cristiani e la Chiesa intera diventano, sotto l’azione dello Spirito Santo, templi del Dio vivente. Tuttavia il Popolo di Dio, nella sua condizione terrena, ha bisogno di luoghi in cui la comunità possa riunirsi per celebrare la liturgia.

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Si passa, poi, nei tre numeri che seguono a parlare dei “luoghi” dedicati appropriatamente (cioè “sacri”) alla celebrazione della liturgia. Per compiere delle azioni concrete, nella vita dell’uomo, ci vogliono anche dei “luoghi” adatti, dedicati, oltre che dei “tempi”: i luoghi dedicati alla liturgia sono espressamente gli “edifici sacri”.

Nel Nuovo Testamento non c’è un luogo unico come il Tempio di Gerusalemme dell’Antico Testamento (tempo nel quale c’erano comunque anche le sinagoghe per l’istruzione del popolo e la preghiera), perché Cristo è il vero Tempio di Dio, per mezzo del quale anche i cristiani e la Chiesa intera diventano, sotto l’azione dello Spirito Santo, Templi del Dio vivente.

«È giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre» (Gv 4,21).

Ci sono le chiese come luoghi adatti per l’esercizio del culto. Per questo non devono essere usate per altri scopi che dissentano dal culto stesso. Un uso delle chiese come sale per altri scopi, per il solo fatto che, normalmente offrono spazi di grandi dimensioni, finisce per far degradare anche la dignità degli atti liturgici, spostando l’attenzione di chi li compie, da Cristo, alla spettacolarizzazione che gli uomini fanno di se stessi.

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  1. Che cosa sono gli edifici sacri? (1198-1999)

Essi sono le case di Dio, simbolo della Chiesa che vive in quel luogo, nonché della dimora celeste. Sono luoghi di preghiera, nei quali la Chiesa celebra soprattutto l’Eucaristia e adora Cristo realmente presente nel tabernacolo.

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Questo numero è autoesplicativo. Ma occorre trarre le debite conseguenze. Qui si dice che nella chiesa ci devono essere le condizioni di rispetto (nel comportamento e nel vestire), silenzio, raccoglimento per essere luoghi di preghiera e di adorazione di Cristo realmente presente nel tabernacolo. Per questo occorre conoscere e insegnare la dottrina della “presenza reale” di Cristo nell’Eucaristia, e comportarsi di conseguenza. Il tabernacolo deve essere collocato in un luogo ben individuabile (dalla lampada rossa accesa che affianca l’altare), in una cappella non nascosta, ma sufficientemente riservata in modo da favorire il raccoglimento.

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  1. Quali sono i luoghi privilegiati all’interno degli edifici sacri? (1182-1186)

Essi sono: l’altare, il tabernacolo, la custodia del sacro crisma e degli altri oli sacri, la sede del Vescovo (cattedra) o del presbitero, l’ambone, il fonte battesimale, il confessionale.

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Questo numero spiega quali sono, nell’edificio della chiesa i luoghi più importanti. Essi sono:

– l’altare, simbolo di Cristo che celebra su se stesso (nel proprio Corpo) il Sacrificio della Passione. Sull’altare si celebra il Sacrificio di Cristo della santa Messa e si colloca il Santissimo Sacramento, per l’adorazione dei fedeli;

– il tabernacolo, perché in esso viene custodita l’Eucaristia, che è il Corpo di Cristo che continua ad essere realmente presente sotto le specie del pane consacrato;

– La custodia del sacro crisma e degli altri oli sacri, che si usano nell’amministrazione dei Sacramenti del Battesimo, della Cresima, dell’Unzione degli Infermi e dell’Ordine. Spesso vengono custoditi in un piccolo tabernacolo nelle sacristie. Anticamente era collocato anche in una nicchia del muro laterale a fianco dell’altare.

– La sede del Vescovo (cattedra) o del presbitero nella quale si svolgono i riti iniziali e conclusivi della celebrazione della Messa;

– L’ambone, o in mancanza di una struttura fissa, il leggio dal quale si proclamano le letture della sacra Scrittura e si pronuncia l’omelia. Dove sono presenti due amboni, l’uno si utilizza per le letture dell’Antico e Nuovo Testamento, da parte di ministri istituiti (lettori) o in loro mancanza, di laici; l’altro esclusivamente per la proclamazione del Vangelo, letto da un ministro ordinato, il diacono, o in mancanza di questo dal sacerdote.

– Il fonte battesimale, posto all’ingresso della chiesa, se è fisso, per indicare che il Battesimo è il primo del Sacramenti che, rendendo “cristiano” chi lo riceve, lo autorizza ad entrare in chiesa per assistere alla celebrazione dell’Eucaristia. Nelle chiese cattedrali antiche esso era collocato in un edificio apposito, all’esterno e separato dalla chiesa, proprio per indicare che non si poteva entrare in chiesa se non si apparteneva alla comunione ecclesiale, in forza del Battesimo. Se non è presente un fonte battesimale fisso, si ricorre ad uno mobile che si colloca al momento della celebrazione del Battesimo.

– Il confessionale collocato in luogo appartato, che garantisca la segretezza di quanto viene detto dal penitente. Se non si trova in una navata della chiesa, deve essere raggiungibile da essa e indicato in modo sufficientemente visibile.

 

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