Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

sacramenti, testimoni discepoli

 

Puntata n. 54 (nn. 223-225)

  1. Nella liturgia, come opera lo Spirito Santo nei confronti della Chiesa? (1091-1109 1112)

Nella liturgia si attua la più stretta cooperazione tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Lo Spirito Santo prepara la Chiesa ad incontrare il suo Signore; ricorda e manifesta Cristo alla fede dell’assemblea; rende presente e attualizza il Mistero di Cristo; unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo e fa fruttificare in essa il dono della comunione.

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In questo numero si parla dell’azione dello Spirito Santo nella Chiesa, che è ricevuta primariamente ed efficacemente attraverso i Sacramenti. È l’illuminazione delle menti perché comprendano correttamente gli insegnamenti di Cristo («lo Spirito di verità», Gv 14,17) e l’infusione della “forza” (virtus) necessaria a sostenere le prove della vita senza perdersi d’animo («il Consolatore, lo Spirito Santo», Gv 14,26). Per questo prima della Consacrazione, nella Messa, così come durante l’amministrazione degli altri Sacramenti si invoca lo Spirito Santo.

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IL MISTERO PASQUALE NEI SACRAMENTI DELLA CHIESA

  1. Che cosa sono i Sacramenti e quali sono? (1113-1131)

I Sacramenti sono segni sensibili ed efficaci della Grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. Sono sette: il Battesimo, la Confermazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli infermi, l’Ordine e il Matrimonio.

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Questo numero è centrale in questa seconda parte del Compendio del Catechismo.

– Innanzitutto contiene la “definizione” di Sacramento, nella sua generalità (Sacramento “in genere”). Tale definizione è contenuta nella prima riga del testo: «I Sacramenti sono segni sensibili ed efficaci della Grazia». Qui viene detto che ogni Sacramento è un “segno”, ma che non si limita ad indicare qualcosa di altro da sé, ma possiede un’“efficacia” intrinseca che gli è propria, che consiste nel conferire la “Grazia” a colui che lo riceve validamente e nelle dovute condizioni. Per “Grazia”, si intende una certa partecipazione alla vita stessa di Dio, nella Trinità, proporzionata alle capacità ricettive della creatura umana.

– Si definisce, poi un altro elemento fondamentale della dottrina cattolica, che afferma che i Sacramenti sono stati istituiti da Cristo e non sono stati inventati dagli uomini, né dalla Chiesa, che li ha accolti come “istituzione divina”, secondo la testimonianza del Nuovo Testamento e della Tradizione. Della Chiesa si dice, perciò che ad essa sono stati “affidati” («affidati alla Chiesa»).

– Si precisa poi quanti e quali sono i Sacramenti ritenuti tali dalla Chiesa Cattolica (Sacramenti “in specie”). E si elencano i sette Sacramenti che conosciamo:«il Battesimo, la Confermazione [o Cresima], l’Eucaristia, la Penitenza [o Confessione], l’Unzione degli infermi, l’Ordine e il Matrimonio».

Vale la pena, a questo punto fare un approfondimento sul concetto di “segno”, per precisare in quale senso si debba intendere che i Sacramenti sono “segni” e “in che modo” lo sono.

Un segno, normalmente, è “un ente” che, con la sua sola presenza, rimanda ad un “altro ente”, da esso distinto.

– A livello delle realtà fisiche ordinarie ci possono essere due tipi di segni:

= i “segni naturali”, come il fumo che indica la presenza del fuoco, dal quale esso proviene come “effetto” dalla “causa”;

= i “segni convenzionali”, con i quali l’uomo associa, per sua libera scelta, ma senza nessuna relazione di causalità, un “ente” ad un altro, per indicare qualcosa che non è, per sua natura, nel segno. Come, ad esempio, la luce verde del semaforo, che indica “il via libera”;

– a livello “soprannaturale” sono “segni” quelli che sono effetti straordinari di una “causa” che non può che essere Dio stesso e non un agente fisico naturale, essendo inspiegabili con le sole leggi fisiche. Tra questi troviamo:

= i “Miracoli” che sono segni, in quanto “effetti”, dell’azione di Dio che opera, come “causa adeguata”, dall’esterno dell’effetto che produce;

= i “Sacramenti” che sono “segni efficaci della Grazia”, in quanto Dio opera come “causa”, dall’interno del segno stesso, mediante l’attuarsi del segno visibile, per il solo fatto che esso viene posto in atto (ex opere operato), indipendentemente dalla santità del ministro che li amministra.

In particolare, nell’Eucaristia Cristo è “realmente” (fisicamente, sostanzialmente) presente “dall’interno” in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. La dottrina della Transustanziazione lo definisce, e san Tommaso ha dato un “modello scientifico” di come questo possa avvenire, per quanto riguarda gli aspetti fisici.

Anche se non fa direttamente parte della “dottrina” della Chiesa, vale la pena accennare ad una distinzione – già presente in sant’Agostino (IV sec.) e in Pietro Lombardo (XII sec.) – che viene accolta e sviluppata da san Tommaso, a proposito del segno/Sacramento, tra:

– Il “Segno” semplicemente inteso (Sacramentum tantum): che è ciò che cade sotto i nostri sensi (la “materia” e la “forma” del Sacramento) e rimanda a qualcos’altro che non si vede. In termini odierni diremmo il “significante”.

– La “Cosa” significata (Res tantum) che è l’effetto invisibile conseguenza causata dell’“efficacia” dei Sacramenti. Questo “cuore” del Sacramento è la “Grazia”. In termini odierni diremmo il “significato”.

– La “Cosa-Segno”(Res et Sacramentum) che è ciò che, almeno in alcuni Sacramenti “permane” (segno indelebile o “Carattere”) come effetto ulteriore che si aggiunge alla Grazia. Questo è rinvenibile:

= nel “Carattere” (segno, impronta, marchio indelebile per l’eternità) impresso nell’anima dai Sacramenti che si possono ricevere una sola volta nella vita (Battesimo, Cresima, Ordine in ciascuno dei tre gradi: Diaconato, Presbiterato, Episcopato);

= nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia che “permane” anche dopo la celebrazione della santa Messa, fino a che sussistono incorrotte le specie.

= in qualche modo nel perdono ricevuto nella Confessione (il cui effetto “permane” fino a che non si commette un altro peccato); nel beneficio durevole ricevuto con l’Unzione degli Infermi; nel legame tra gli sposi fino a che sono entrambi viventi, prodotto dal Matrimonio.

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  1. Qual è il rapporto dei Sacramenti con Cristo? (1114-1116)

I misteri della vita di Cristo costituiscono il fondamento di ciò che adesso Cristo, mediante i ministri della Chiesa, dispensa nei Sacramenti.

«Ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei suoi Sacramenti» (san Leone Magno).

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Qui si spiega come la “logica dell’Incarnazione” coinvolga non solo l’uomo Gesù, che viene unito inseparabilmente (“ipostaticamente”) alla Persona del Verbo nell’Uomo-Dio Gesù Cristo, ma anche come, secondo una certa “analogia”, essa si realizza nei Sacramenti.

– In Cristo, Dio, il Verbo pienezza dell’Essere, eternamente sussistente, totalmente “immateriale”, in quanto “spirituale”, unisce a Sé la “materia” visibile (sensibile) assumendo il Corpo di Gesù;

– Nei Sacramenti, gli effetti della Potenza operativa della “Natura” di Dio, la Sua Vita (“Grazia”) vengono partecipati a noi, attraverso la “materia” visibile (sensibile) di ciascun Sacramento: l’acqua, l’olio del Battesimo; il crisma della Cresima; la denuncia (“accusa”) del peccati nella Confessione; il pane e il vino dell’Eucaristia; l’olio dell’Unzione degli Infermi; l’imposizione delle mani dell’Ordine; l’atto che esprime il consenso degli sposi nel Matrimonio.

Così i Sacramenti non sono dei semplici “segni” che rinviano simbolicamente a qualcosa che si trova lontano da loro, ma sono “segni efficaci”, in quanto ciò che significano opera nella loro stessa materia, attraverso di essa, però non in forza di se stessa, ma in virtù dell’azione di Dio, della Grazia.

Per questo essi si dicono “segni efficaci della Grazia che operano ciò che significano”. Attraverso di essi è Cristo stesso che opera, con il Padre e lo Spirito Santo.

 

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