Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

Messa Tridentina
Messa Tridentina

 

Puntata n. 53 (nn. 218-222)

  1. Che cos’è la liturgia? (1066-1070)

La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. In essa, mediante l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio.

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Quanto dice questo numero va chiarito, precisandolo in riferimento al nostro linguaggio, al nostro modo di esprimerci abituale. Infatti l’espressione: «La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale», contiene la parola Mistero che ci dà la chiave per comprendere tutto quanto segue. Infatti “Mistero” – in greco Mysterion viene tradotto in latino con Sacramentum e, quindi, in italiano con “Sacramento”. Dunque, dire che «La liturgia è la celebrazione del Mistero», e in particolare del «Mistero pasquale» equivale a dire che la liturgia è la celebrazione dei Sacramenti e in particolare del Sacramento dell’Eucaristia, della Messa.

Così parliamo di “liturgia eucaristica” per indicare la celebrazione della Messa, di “liturgia del Battesimo” in riferimento alla celebrazione del rito di amministrazione di questo Sacramento, e allo stesso modo per tutti i sette Sacramenti.

Dunque non sono dette “liturgie”, ma “paraliturgie” le altre celebrazioni, come, ad esempio le veglie di preghiera, la recita del Rosario accompagnata da letture e canti, la Via Crucis, ecc.

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  1. Che posto occupa la liturgia nella vita della Chiesa? (1071- 1075)

La liturgia, azione sacra per eccellenza, costituisce il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana la sua forza vitale. Attraverso la liturgia, Cristo continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l’opera della nostra redenzione.

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Le affermazioni contenute in questo numero hanno un senso “reale” e “rilevante” in forza della fede nella “presenza reale” di Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nella santa Eucaristia. Nella misura in cui abbiamo questa fede Lo riconosciamo presente e operante nella Chiesa, attraverso l’Eucaristia e i Sacramenti. Per questo la celebrazione domenicale e festiva della Messa non può che essere vincolante per un cristiano, perché mette in con- tatto diretto con il Signore e la Sua Grazia operante. Se viene meno questa fede, tutto diventa simbolico e commemorativo di un passato ormai morto, e la comunità finisce per reggersi solo su motivazioni sociologiche e psicologiche che non le consentono di reggere a lungo nel tempo.

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  1. In che cosa consiste l’economia sacramentale? (1076)

L’economia sacramentale consiste nel comunicare i frutti della redenzione di Cristo, mediante la celebrazione dei Sacramenti della Chiesa, massimamente dell’Eucaristia, «finché Egli venga» (1Cor 11,26).

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Questi numeri sono una sorta di cappello introduttivo che prepara a concentrarsi sulla “definizione” di Sacramento: sapere che cosa intende la “dottrina” della Chiesa per Sacramento consente di viverne, di conseguenza, tutta la portata esistenziale (spirituale) nell’esperienza di una vita cristiana. L’espressione «comunicare i frutti»m+, contenuta in questo numero, intende racchiudere in sé questa portata “per la vita”. Diversamente diviene tutto “simbolico” e inutile.

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Capitolo primo

Il mistero pasquale nel tempo della Chiesa

LITURGIA – OPERA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

  1. In che modo il Padre è la sorgente e il fine della liturgia? (1077-1083 1110)

Nella liturgia il Padre ci colma delle sue benedizioni nel Figlio incarnato, morto e risorto per noi, ed Egli effonde nei nostri cuori lo Spirito Santo. Nel contempo la Chiesa benedice il Padre con l’adorazione, la lode e l’azione di grazie e implora il dono del suo Figlio e dello Spirito Santo.

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Questo numero, come i due che lo seguono, preparano ancora anch’essi alla definizione di “Sacramento”, in generale, raccordando quanto si è professato nel Credo su Dio-Trinità, con l’azione di Dio in ordine alla Salvezza, mediante la Grazia, ricevuta in modo “reale” (sicuro), indipendente dagli stati d’animo e dai sentimenti soggettivi.

Questo numero evidenzia l’azione del Padre, nei nostri confronti:

– realizzata attraverso il Figlio Redentore («morto e risorto per noi»), che viene qualificata qui come “benedizione”;

– e mediante lo Spirito Santo («Egli effonde nei nostri cuori lo Spirito Santo»).

Questa “economia della Salvezza”, come viene chiamata in linguaggio teologico, che vede impegnata la Trinità nella Sua azione unitaria, opera la restituzione della possibilità di accedere nuovamente alla “giustizia originale”, che era stata rifiutata dall’umanità nel suo insieme, con il “peccato originale”, e dai singoli con i successivi “peccati attuali”. Questo non va mai dimenticato per comprendere la portata “antropologica”, “culturale”, “sociale” del cristianesimo e, in particolare della liturgia e dei Sacramenti. Quando anche l’arte, l’architettura e l’urbanistica sono concepite sul modello della liturgia, per celebrare la Gloria di Dio, tutto viene trasfigurato e anche le “pietre” parlano di Cristo («Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre», Lc 19,40).

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  1. Qual è l’opera di Cristo nella liturgia? (1084-1090)

Nella liturgia della Chiesa, Cristo significa e realizza principalmente il proprio Mistero pasquale. Donando lo Spirito Santo agli Apostoli ha concesso loro e ai loro successori il potere di attuare l’opera della Salvezza per mezzo del Sacrificio eucaristico e dei Sacramenti, nei quali egli stesso agisce per comunicare la sua Grazia ai fedeli di tutti i tempi e in tutto il mondo.

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In questo numero si anticipano, ancora un po’ implicitamente i Sacramenti dell’Eucaristia e dell’Ordine.

– Nella frase «Cristo significa e realizza principalmente il proprio Mistero pasquale», ci si riferisce alla celebrazione della Prima Messa nell’Ultima Cena, nella quale il Mistero, cioè il “Sacramento” è quella prima consacrazione del pane e del vino, quella prima liturgia del Nuovo Testamento, nella quale Egli, con gli Apostoli, vive “in anticipo” sul tempo, il Sacrificio della Sua imminente Passione e Morte, nel quale ristabilisce la “giustizia originale”, riscattando l’umanità dal potere di Satana.

– Nella seconda parte della frase: «agli Apostoli ha concesso loro e ai loro successori il potere di attuare l’opera della Salvezza per mezzo del Sacrificio eucaristico e dei Sa- cramenti», ci si riferisce al Sacramento dell’Ordine, con il quale Cristo ha abilitato gli Apostoli e i loro successori (i Vescovi con i loro collaboratori, i presbiteri) ad operare “impersonandolo” (in persona Christi). Questo vale, in senso assoluto, per quanto riguarda l’amministrazione dei Sacramenti che Cristo stesso si impegna a rendere efficaci, indipendentemente dalla santità dei ministri che li conferiscono.

Con l’anticipazione del Sacramento dell’Ordine si anticipa implicitamente anche il concetto di “successione apostolica”, attraverso la conservazione della quale viene garantito il legame sacramentale (oggettivo) con Lui. Tutto questo dovrà essere sviluppato nei numeri successivi.

 

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