Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaA

 

Vergine Maria
Vergine Maria madre di Dio

 

Puntata n. 48 (nn. 195-199)

  1. Che cosa significa ancora l’espressione comunione dei santi? (954- 959; 961-962)

Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante (sancti), e cioè tra quanti per la Grazia sono uniti a Cristo Morto e Risorto. Alcuni sono pellegrini sulla terra; altri, passati da questa vita, stanno purificandosi, aiutati anche dalle nostre preghiere; altri, infine, godono già della gloria di Dio e intercedono per noi. Tutti insieme formano in Cristo una sola famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della Trinità.

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Qui il termine “santi” è riferito, non tanto alle “cose sante” date ai membri della Chiesa, quanto alle “persone” che le hanno accolte nella loro vita, venendo esse stesse santificate (Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante [«sancti»]).

Il legame di comunione è talmente potente da unire il Cielo e la terra:

– coloro che vivono santamente qui, da pellegrini sulla terra;

– e quelli che sono già passati nell’Eternità definitiva, dopo aver concluso la loro vita terrena.

= Tra questi alcuni «stanno purificandosi, aiutati anche dalle nostre preghiere» (è quello che viene chiamato tradizionalmente il “Purgatorio”);

= «altri, infine, godono già della gloria di Dio e intercedono per noi» (è quello che si chiama il “Paradiso”). Tra questi ultimi alcuni vengono “canonizzati” essendo proposti pubblicamente dalla Chiesa come “esempi” e “modelli” di santità.

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Maria Madre di Cristo, Madre della Chiesa

  1. In che senso la beata Vergine Maria è Madre della Chiesa? (963-966; 973)

La beata Vergine Maria è Madre della Chiesa nell’ordine della Grazia perché ha dato alla luce Gesù, il Figlio di Dio, Capo del corpo che è la Chiesa. Gesù, morente in Croce, l’ha indicata come madre al discepolo con queste parole: «Ecco la tua madre» (Gv 19,27).

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Il titolo di “Maria madre della Chiesa” è divenuto “ufficiale” con la dichiarazione di Paolo VI, espressa nell’Allocuzione al termine della terza sessione del Concilio Vaticano II (21 novembre 1964).

«A gloria della Beata Vergine e a nostra consolazione dichiariamo Maria Santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, sia dei fedeli che dei Pastori, che la chiamano Madre amatissima; e stabiliamo che con questo titolo tutto il popolo cristiano d’ora in poi tributi ancor più onore alla Madre di Dio e le rivolga suppliche».

In questo modo egli prendeva atto e riassumeva in un titolo, tutta la fede del popolo cristiano che si è sempre rivolto, con le più belle e ricorrenti preghiere, suppliche, invocazioni, a Maria come Madre che aiuta e sostiene la fede di tutto il popolo cristiano.

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  1. Come la Vergine Maria aiuta la Chiesa? (967-970)

Dopo l’Ascensione del Suo Figlio, la Vergine Maria aiuta, con le sue preghiere, le primizie della Chiesa. Anche dopo la sua Assunzione in Cielo, ella continua a intercedere per i suoi figli, ad essere per tutti un modello di fede e di carità e ad esercitare su di loro un influsso salutare, che sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo. I fedeli vedono in lei un’immagine e un anticipo della risurrezione che li attende, e la invocano come avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.

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Questi numeri esplicitano il modo in cui la Madonna è vicino ai singoli come all’intero popolo cristiano, estendendo con la sua “maternità spirituale” al “Corpo di Cristo che è la Chiesa” («Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte», 1Cor 12,27)», la “maternità fisica” che diede al mondo Gesù, «l’autore della vita» (At 3,15).

Se ogni madre ha il compito di insegnare ai figli a camminare, parlare, vivere, avendo percorso “in anticipo”, rispetto a loro, l’itinerario della vita, Maria lo fa in modo assoluto, rispetto ad ogni cristiano, avendo ricevuto e accolto “in anticipo” i frutti della Redenzione operata da Suo Figlio, nella sua “Immacolata concezione”. In lei si è realizzato, in anticipo, ciò che a noi viene dato con il Sacramento del Battesimo. Inoltre il suo destino nella gloria di Dio anticipa il destino al quale anche noi, se lo vogliamo, siamo orientati dalla Grazia di Cristo Redentore.

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  1. Che tipo di culto si rivolge alla santa Vergine? (971)

È un culto singolare, ma differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato soltanto alla Santissima Trinità. Tale culto di speciale venerazione trova particolare espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana, come il santo Rosario, compendio di tutto il Vangelo.

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Qui si precisa che il culto di “adorazione” è quello che si dà solo a Dio, in quanto è Dio. Alla Vergine Maria, come a tutti i santi si dà il culto di “venerazione”. La differenza essenziale sta nel fatto che Dio viene guardato da noi come il punto di origine e di arrivo di tutto ciò che esiste, senza ulteriore “rinvio” ad altro, perché in Lui risiede “la pienezza”. Alla Vergine e ai Santi si guarda come “segni” che rinviano a Cristo in quanto è Dio. I santi (siano essi già nell’Eternità o siano accanto a noi sulla terra) non richiamano mai se stessi, ma conducono sempre a Cristo. Questo permette anche di riconoscerli: se una persona, per quanto affascinante mette al centro se stessa non è un santo; se aiuta ad arrivare speditamente a Cristo, in quanto è Dio, allora si comporta da santo.

La preghiera del Rosario, ha conquistato nella storia della devozione mariana, uno spazio inimmaginabile, nella sua semplicità, in quanto educa al vero “significato del tempo”. Come un “orologio” scandisce il tempo cronologico con il ripetersi di un moto periodico, così la ripetizione dell’“Ave Maria” (l’annuncio dell’Angelo), è la vera misura “teologica” del senso del tempo della storia.

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  1. In che modo la beata Vergine Maria è l’icona escatologica della Chiesa? (972; 974-975)

Guardando a Maria, tutta santa e già glorificata in corpo e anima, la Chiesa contempla in lei ciò che essa stessa è chiamata ad essere sulla terra e quello che sarà nella patria celeste.

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Anche questo numero fa leva sul ruolo di “anticipatrice” nel tempo che Maria ha vissuto nei confronti della storia della Chiesa. In lei si è realizzato “in anticipo”, fino dalla sua “Immacolata Concezione”, il frutto della Salvezza che la Chiesa è chiamata a vivere pienamente nell’Eternità; e prima ancora ciò che noi, in quanto cristiani, siamo chiamati ad essere nella Chiesa. Ciò è espresso in forma quasi poetica dalle parole del Prefazio della Festa della Beata Vergine del Carmelo (16 luglio).

«In lei come una perfetta immagine, noi vediamo realizzato quello che desideriamo e speriamo d’essere nella Chiesa».

 

 

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