Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Cosimo Rosselli (1439, Firenze - 1507, Firenze) e Piero Di Cosimo (1462, Firenze - 1521, Firenze), “Guarigione del lebbroso”, particolare del “Discorso della montagna”, 1481-82, Affresco, 349 x 570 cm (l’intero affresco), Cappella Sistina, Vaticano, Roma
Cosimo Rosselli (1439, Firenze – 1507, Firenze) e Piero Di Cosimo (1462, Firenze – 1521, Firenze), “Guarigione del lebbroso”, particolare del “Discorso della montagna”, 1481-82, Affresco, 349 x 570 cm (l’intero affresco), Cappella Sistina, Vaticano, Roma

 

Puntata n. 42 (nn. 170-174)

  1. Che legame c’è tra la Chiesa Cattolica e le religioni non cristiane? (841-845)

C’è un legame, dato anzitutto dall’origine e dal fine comuni di tutto il genere umano. La Chiesa cattolica riconosce che quanto di buono e di vero si trova nelle altre religioni viene da Dio, è raggio della Sua verità, può preparare all’accoglienza del Vangelo e spingere verso l’unità dell’umanità nella Chiesa di Cristo.

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Questo numero, si occupa poi del rapporto che sussiste tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane. Anche in questo caso occorre distinguere:

– tra il dato “oggettivo” che quanto di buono e di vero si trova nelle altre religioni viene da Dio. Questo “buono” e “vero” che può essere presente come “in un seme” (sono i semina Verbi dei quali parla san Giustino nella Prima Apologia), pur mescolato a molti errori, nelle religioni non cristiane, è già presente in pienezza solo nella fede della Chiesa cattolica;

– e il dato “soggettivo” delle convinzioni portate avanti, in un senso anticristiano, presso gli appartenenti ad esse, facendo leva sui molti errori che le contraddistinguono.

Il relativizzare gli errori in nome di un falso dialogo che mette in ombra la pienezza della verità cristiana è causato da un “relativismo religioso”, oggi preponderante, che non giova né al bene della Chiesa, né al vero bene degli appartenenti alle altre religioni.

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  1. Che cosa significa l’affermazione: «Fuori della Chiesa non c’è Salvezza»? (846-848)

Essa significa che ogni Salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa, che è il Suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla Salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a Cristo e alla Sua Chiesa, possono conseguire la Salvezza eterna quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la Sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e, sotto l’influsso della Grazia, si sforzano di compiere la Sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza.

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Il classico principio secondo il quale «Fuori della Chiesa non c’è Salvezza» (extra Ecclesiam nulla Salus) va interpretato nel senso che chiunque giunga alla Salvezza eterna (nella condizione di beatitudine del Paradiso), la ottiene sempre e solo grazie ai meriti della Passione di Cristo, la cui efficacia, il Signore ha affidato alla Chiesa («A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi», Gv 20,23).

– In via “ordinaria” ciò avviene attraverso l’appartenenza alla “Chiesa visibile”, mediante i Sacramenti.

– Solo in via “straordinaria” Dio può dare la Grazia che salva, attingendola comunque dai meriti della Passione di Cristo, il cui tesoro è stato affidato alla Chiesa, anche a quanti non appartengono alla “Chiesa visibile”, senza loro colpa. San Tommaso parla in proposito di “fede implicita” di coloro che, se avessero conosciuto Cristo avrebbero creduto e sarebbero entrati nell’appartenenza della Chiesa visibile.

Nella nostra epoca Cristo non è conosciuto “adeguatamente”, ma quasi sempre in modo erroneo, anche perché di Lui viene data una “immagine”, una “concezione” totalmente falsata. E quindi inaccettabile. Solo Dio può sapere chi si salva e come salvarlo per vie straordinarie se è veramente “senza sua colpa”. Tommaso, parla anche di questa possibilità.

«Dopo l’avvento di Cristo, essendo stato completato visibilmente e corporalmente il mistero della Redenzione e predicato, tutti sono tenuti a credere “esplicitamente”. E se qualcuno manca di chi lo istruisca, Dio stesso glielo rivelerà, affinché non sia privato della Salvezza senza sua colpa». (III Sent., d. 25, q. 2, a. 2b co)

Oggi questo caso è il più frequente perché troppo spesso manca chi istruisca nel modo corretto su Cristo. Questo non giustifica però chiunque, come una sorta di sanatoria, perché c’è troppo spesso una grossolana “ignoranza colpevole” che parte dal non porsi mai delle domande fondamentali sul senso della vita e nel non cercare chi sia in grado di istruire come si conviene su Cristo e il cristianesimo.

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  1. Perché la Chiesa deve annunciare il Vangelo a tutto il mondo? (849- 851)

Perché Cristo ha ordinato: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). Questo mandato missionario del Signore ha la sua sorgente nell’amore eterno di Dio, che ha inviato il Suo Figlio e il Suo Spirito perché «vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4).

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Il mandato missionario della Chiesa, ricevuto dagli Apostoli da parte di Cristo stesso, ha proprio lo scopo di “istruire adeguatamente”:

– sulla condizione di “perdita della giustizia originale” che coinvolge tutta l’umanità;

– sulla “riparazione” (Redenzione) che solo Cristo ha potuto operare e di fatto operato, riparando l’accesso al “giusto rapporto” dell’uomo con Dio Creatore (Grazia);

– sulla necessità di condurre tutti gli uomini e donne ad una “fede esplicita” in Cristo Salvatore e almeno negli articoli contenuti nel Credo;

– nell’appartenenza alla Chiesa visibile, per mezzo del Battesimo («Cristo ha ordinato: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” [Mt 28,19]»), e nella frequentazione dei Sacramenti.

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  1. In che modo la Chiesa è missionaria? (852-856)

Guidata dallo Spirito Santo, la Chiesa continua nel corso della storia la missione di Cristo stesso. I cristiani pertanto devono annunciare a tutti la Buona Novella portata da Cristo, seguendo la sua strada, disposti anche al sacrificio di sé fino al martirio.

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Solo in un’epoca nella quale, per mettere alla prova la fede dei pastori e dei fedeli, Dio ha permesso che la Chiesa fosse invasa dal «fumo di Satana» (Paolo VI, omelia del 29 giugno 1972), sembra essere scomparsa la fedeltà al mandato missionario affidatale da Cristo. In realtà non è così, perché non manca chi nelle più diverse forme e anche con l’aiuto degli attuali strumenti tecnologici, compie questa opera missionaria; non mancano i santi e neppure alcune rivelazioni private che, se autentiche, incoraggiano alla missione, la Chiesa guidata dallo Spirito Santo.

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  1. Perché la Chiesa è Apostolica? (857-869)

La Chiesa è Apostolica per la sua origine, essendo costruita sul «fondamento degli Apostoli» (Ef 2,20); per il suo insegnamento, che è quello stesso degli Apostoli; per la sua struttura, in quanto istruita, santificata e governata, fino al ritorno di Cristo, dagli Apostoli, grazie ai loro successori, i Vescovi, in comunione col successore di Pietro.

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Si passa poi al successivo carattere della Chiesa che nel Credo è detta “Apostolica”.

– Cristo l’ha costituita a partire dagli Apostoli che ha chiamato uno per uno a seguirlo, fin dall’inizio («La Chiesa è Apostolica per la sua origine, essendo costruita sul “fondamento degli Apostoli” [Ef 2,20]»).

– E ha affidato loro il compito di istruirla («per il suo insegnamento, che è quello stesso degli Apostoli»),

– E guidarla, governandola, mediante un preciso mandato e l’effusione dello Spirito Santo per imposizione delle mani («Per la sua struttura, in quanto istruita, santificata e governata, fino al ritorno di Cristo, dagli Apostoli; “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”, Gv 20,22-23»).

– E a proseguire il mandato degli Apostoli attraverso i loro successori, i Vescovi («grazie ai loro successori, i Vescovi, in comunione col successore di Pietro»).

 

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