Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Affresco

 

Puntata n. 40 (nn. 161-165)

  1. Perché la Chiesa è una? (813-815; 866)

La Chiesa è Una perché ha come origine e modello l’unità di un solo Dio nella Trinità delle Persone; come fondatore e capo Gesù Cristo, che ristabilisce l’unità di tutti i popoli in un solo Corpo; come Anima lo Spirito Santo, che unisce tutti i fedeli nella Comunione in Cristo. Essa ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza e la stessa carità.

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Ora si passa a parlare dell’articolo del Credo che riguarda la Chiesa («Credo la Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica»), esaminando uno dopo l’altro questi suoi “attributi”.

Qui si parla dell’unità della Chiesa che è tale per sua stessa “natura”, pur essendo molteplice nelle sue singole comunità. La Chiesa non può che essere, per definizione “Una”, perché Dio è “Uno” («La Chiesa è Una perché ha come origine e modello l’unità di un solo Dio»).

Per questo ogni separazione dalla Chiesa Una, equivale ad una perdita dell’interezza della fede nella Chiesa e, dunque in Dio che si è rivelato in pienezza; in Cristo che ci ha redento (ha “riparato” la “giustizia originale”); nello Spirito che ci ha unito nella piena Comunione.

Questa unità della Chiesa si esprime concretamente in «una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica, una comune speranza e la stessa carità».

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  1. Dove sussiste l’unica Chiesa di Cristo? (816; 870)

L’unica Chiesa di Cristo, come società costituita e organizzata nel mondo, sussiste (subsistit in) nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui. Solo per mezzo di essa si può ottenere la pienezza dei mezzi di Salvezza, poiché il Signore ha affidato tutti i beni della Nuova Alleanza al solo collegio apostolico, il cui capo è Pietro.

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Questo numero è autoesplicativo. Si dice che la Chiesa nella sua pienezza si realizza solamente nella Chiesa Cattolica. Questo è il significato autentico dell’espressione «sussiste (subsistit in)». E si precisa che la struttura gerarchica completa, che in essa è presente nella sua totalità, è formata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui. E si precisa che solo per mezzo di essa si può ottenere la pienezza dei mezzi di Salvezza. Ciò significa che l’appartenenza ad essa è il “mezzo ordinario” per poter accedere, con le debite condizioni, alla Salvezza.

Altri possibili “mezzi straordinari” sono da considerarsi casi eccezionali che non possono in alcun modo essere presunti come abitualmente sostitutivi di quello ordinario. In ogni caso chiunque attinga alla Salvezza, al di fuori dell’appartenenza “sacramentale” (Battesimo) e “visibile” alla Chiesa Cattolica, vi accede comunque, anche se “implicitamente” tramite essa, che è la dispensatrice dei frutti di Grazia ottenutici dai meriti della Passione di Cristo.

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  1. Come considerare i cristiani non cattolici? (817-819)

Nelle Chiese e comunità ecclesiali, che si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, si trovano molti elementi di santificazione e di verità. Tutti questi beni provengono da Cristo e spingono verso l’unità cattolica. I membri di queste Chiese e Comunità sono incorporati a Cristo nel Battesimo: noi li riconosciamo perciò come fratelli.

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Qui si parla delle “comunità cristiane non cattoliche” che prevedono almeno l’amministrazione valida del Sacramento del Battesimo “nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (e non dunque di quelle comunità che si dicono “cristiane” abusivamente mancando di questo Sacramento, validamente amministrato).

Nelle comunità cristiane non cattoliche possono essere anche insegnate, in misura più o meno ampia, parti della dottrina di Cristo, ma non l’intera e piena verità. In questo senso il numero parla di «elementi di santificazione e di verità», che sono comunque beni [che] provengono da Cristo, ma non sono “tutti” (mentre si trovano già tutti e in pienezza nella Chiesa cattolica) e spesso non sono intesi, in esse, nel modo corretto. Il test di verifica della loro autenticità è dato dal fatto che spingono verso l’unità cattolica.

Le conversione al cattolicesimo di quanti provengono da queste “Confessioni” non cattoliche, avviene per una sorta di “nostalgia” della pienezza che è avvertita come mancante nella fede che essi professano.

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  1. Come impegnarsi a favore dell’unità dei cristiani? (820-822; 866)

Il desiderio di ristabilire l’unione di tutti i cristiani è un dono di Cristo e un appello dello Spirito. Esso riguarda tutta la Chiesa e si attua con la conversione del cuore, la preghiera, la reciproca conoscenza fraterna, il dialogo teologico.

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L’unità dei cristiani, che ha il suo fondamento nella preghiera di Gesù, riportata nel Vangelo di Giovanni («perché siano una cosa sola», Gv 17,11; «siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che Tu mi hai mandato», Gv 17,21; «perché siano perfetti nell’unità», Gv 17,23). Essa non può essere realizzata “politicamente”, per ragioni di interesse umano, ma può essere solo suscitata da una sincera “nostalgia” destata dallo Spirito Santo. Per questo si deve soprattutto pregare.

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  1. In che senso la Chiesa è Santa? (823-829; 867)

La Chiesa è Santa, in quanto Dio Santissimo è il suo autore; Cristo ha dato Se stesso per lei, per santificarla e renderla santificante; lo Spirito Santo la vivifica con la carità. In essa si trova la pienezza dei mezzi di Salvezza. La santità è la vocazione di ogni suo membro e il fine di ogni sua attività. La Chiesa annovera al suo interno la Vergine Maria e innumerevoli Santi, quali modelli e intercessori. La Santità della Chiesa è la sorgente della santificazione dei suoi figli, i quali, qui sulla terra, si riconoscono tutti peccatori, sempre bisognosi di conversione e di purificazione.

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Un altro titolo che nel Credo è attribuito alla Chiesa è l’appellativo “Santa” («Credo la Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica»).

Tale titolo spetta alla Chiesa come tale, indipendentemente dai peccati dei suoi singoli appartenenti. La Santità di questi ultimi, quando è presente, manifesta visibilmente e concretamente la Santità della Chiesa, in quanto essi fanno trasparire nella loro vita la Santità di Cristo stesso.

– La Chiesa è detta “Santa” per la sua stessa origine che è Cristo che è Dio e l’ha fondata. «La Chiesa è Santa, in quanto Dio Santissimo è il suo autore» ed è presente realmente in essa nell’Eucaristia e nella comunione tra i suoi membri.

– La Chiesa è detta “Santa” per la Grazia di Santità che riceve da «Cristo, che ha dato se stesso per lei, per santificarla e renderla santificante», facendola diventare mezzo per la santificazionie di coloro che le appartengono.

– La Chiesa è detta “Santa” in forza dell’efficacia dei Sacramenti che sono efficaci (ex opere operato), per il solo fatto di essere “celebrati” e “amministrati”, indipendentemente dalla santità di colui che li amministra («in essa si trova la pienezza dei mezzi di Salvezza»).

– La Chiesa è detta “Santa” in riferimento al suo “fine” che è la santità dei suoi membri («la santità è la vocazione di ogni suo membro e il fine di ogni sua attività»).

– La Chiesa è detta “Santa” per la presenza spirituale e operante della «Vergine Maria e innumerevoli Santi, quali modelli e intercessori».

 

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