Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

 

Puntata n. 37 (nn. 150-154)

  1. Qual è la missione della Chiesa? (767-769)

La missione della Chiesa è di annunziare e instaurare in mezzo a tutte le genti il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo. Essa qui sulla terra costituisce il germe e l’inizio di questo Regno salvifico.

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Questo numero dice con chiarezza ed esplicitamente che la missione della Chiesa è “l’Annuncio del Regno di Dio”, del quale essa è l’inizio in questo mondo terreno.

Si tratta di un Annuncio che si realizza mediante “parole di insegnamento” e “opere di cultura-civiltà” che esprimono la “Carità della Verità”. Come il suo Maestro Cristo, la Chiesa è chiamata ad insegnare con “parole” e “fatti” che dimostrino in modo credibile che “Cristo è vero”. Non con prediche noiose e richiami dei quali non si comprendono le ragioni (questo sarebbe un inefficace moralismo). La Chiesa deve spiegare le “ragioni” di ciò che insegna, mostrando il fallimento culturale, antropologico e sociale di ogni ideologia che pretenda di sostituirsi a Cristo. Questo significa il motto instaurare omnia in Christo.

Non c’è cosa più necessaria per gli uomini dell’essere aiutati a “toccare con mano” come “stanno realmente le cose”. E cioè che l’ingiustizia della vita nel mondo, nei rapporti tra le persone e degli esseri umani con se stessi è dovuta, in radice, alla rottura della “giustizia originale” nel rapporto con Dio Creatore. È un “dato di fatto” che riguarda e sfida tutti indistintamente e non solo coloro che sono già credenti.

Se la Chiesa viene a compromessi con il mondo per inettitudine e incapacità di compiere questo Annuncio del Regno, condotto con questo “metodo”, essa tradisce se stessa, abbandonando il suo Signore.

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  1. In che senso la Chiesa è Mistero? (770-773; 779)

La Chiesa è Mistero in quanto nella sua realtà visibile è presente e operante una realtà spirituale, divina, che si scorge unicamente con gli occhi della fede.

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Qui si dice che «La Chiesa è Mistero in quanto nella sua realtà visibile è presente e operante una realtà spirituale, divina». È il concetto di “Sacramento”, cioè di un “segno” che non indica qualcosa di “esterno” e “lontano da sé” (come tutti gli altri segni convenzionali o naturali che rinviano a qualcosa che è altrove, come una sorta di “indicazione di direzione stradale”), ma indica una realtà che è “presente” internamente, “dentro” il segno stesso, pur non essendo visibile direttamente, perché è una realtà spirituale, divina, che agisce rendendosi visibile indirettamente per gli effetti che produce (conversioni, miracoli, cultura, civiltà).

Il Concilio Vaticano II lo ribadisce fin dall’inizio della Costituzione dogmatica Lumen gentium, dove si dice come «la Chiesa sia, in Cristo, in qualche modo un Sacramento (Ecclesia sit in Christo veluti Sacramentum)» (n. 1).

La fede consente alla “ragione”, illuminata dalla Grazia, di riconoscerlo come un dato di fatto, ineludibile.

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  1. Che cosa significa che la Chiesa è Sacramento universale di Salvezza? (774-776; 780)

Significa che è segno e strumento della riconciliazione e della comunione di tutta l’umanità con Dio e dell’unità di tutto il genere umano.

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Qui si dice che la Chiesa è strumento della riconciliazione […] di tutta l’umanità con Dio. È il “soggetto” che è chiamato a “far capire” a tutti che in Cristo, è stata riparata la “giustizia con Dio Creatore”; nel cristianesimo si insegna e si vive il “giusto modo” del rapporto tra il genere umano e Dio Creatore. Senza questa “giustizia originale” che solo Cristo poteva ristabilire non è possibile umanamente realizzare pienamente:

– una vita che valga la pena di essere vissuta (livello esistenziale);

– una cultura che valga la pena di essere chiamata tale (livello antropologico ed epistemologico);

– una società umanamente del tutto vivibile (livello sociale e politico).

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La Chiesa: Popolo di Dio, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito

  1. Perché la Chiesa è il popolo di Dio? (781; 802-804)

La Chiesa è il Popolo di Dio perché a Lui piacque santificare e salvare gli uomini non isolatamente, ma costituendoli in un solo Popolo, adunato dall’unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

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A partire da questo numero il Compendio esamina le principali “figure” secondo le quali la Chiesa viene descritta nella Scrittura: il “Popolo di Dio”, il “Corpo di Cristo” e il suo “Capo” Cristo, la “Sposa” di Cristo, il “Tempio dello Spirito Santo”.

La Chiesa è qualificata come “Popolo”, non nel senso di un’appartenenza etnica, come poteva essere il popolo di Israele dell’Antico Testamento, ma in forza di un’appartenenza fondata sulla “fede in Cristo”, unico Salvatore e sul Sacramento del “Battesimo”. La Salvezza pur riguardando il singolo fedele che sarà giudicato, dopo la sua morte, per la sua condotta individuale, passa, per Volontà di Cristo, attraverso l’appartenenza a questo Popolo, «entità etnica sui generis», come ebbe a definirla Paolo VI (Udienza generale, 23 luglio 1975).

Nella Comunione tra i membri del Popolo, viene a rendersi presente il Signore stesso («Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro», Mt 18,20), analogamente – anche se non identicamente – al Sacramento dell’Eucaristia.

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  1. Quali sono le caratteristiche del popolo di Dio? (782)

Questo popolo, di cui si diviene membri mediante la fede in Cristo e il Battesimo, ha per origine Dio Padre, per Capo Gesù Cristo, per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, per legge il comandamento nuovo dell’amore, per missione quella di essere il sale della terra e la luce del mondo, per fine il Regno di Dio, già iniziato in terra.

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Qui si esplicitano le caratteristiche proprie della Chiesa come “Popolo di Dio”.

Queste caratteristiche sono:

–la fede in Cristo e il Battesimo come condizioni che garantiscono “l’appartenenza oggettiva” alla Chiesa;

– l’essere originata da Dio stesso (ha per origine Dio Padre) e non da un’iniziativa semplicemente umana. Da questo deriva che la Chiesa “non è proprietà” di nessun uomo, sia esso un fedele laico o un ministro ordinato; e, quindi, nessuno può dire di volere una “nuova chiesa”, che non sia quella di Cristo che ne è il Fondatore e il “Capo” (ha per Capo Gesù Cristo). Non si può e non si deve seguire chi se ne fa “proprietario”, come una sorta di preteso successore di Cristo;

– l’avere in se stessa il potere, che le viene da Cristo, mediante l’amministrazione del Battesimo, di conferire la dignità e la libertà dei figli di Dio («Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il Suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli, Gal 4,4-5);

– il conoscere e il vivere secondo una “nuova antropologia” (una concezione dell’uomo e di tutto: una Weltanschauung, secondo l’espressione cara a Romano Guardini), che rende capaci, per Grazia, di sapere e volere “amare” come Cristo ama le Sue Creature, e perché sono oggetto del Suo Amore (è la “carità”: La carità è il modo di amare di Cristo e il nostro modo di amare ciò che è amato da Lui);

– missione quella di essere il sale della terra e la luce del mondo (richiamando al “criterio di giudizio” e alla “spiegazione della realtà” che Cristo ha insegnato ed è Lui stesso).

– l’essere e l’avere per fine il Regno di Dio, già iniziato in terra.

 

 

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