Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Spirito Santo , Vetrata Basilica di San Pietro, Roma
Spirito Santo , Vetrata Basilica di San Pietro, Roma

 

Puntata n. 35 (nn. 139-144)

  1. Con quali simboli si rappresenta lo Spirito Santo? (694-701)

Sono numerosi: l’acqua viva, che scaturisce dal Cuore trafitto di Cristo e disseta i battezzati; l’unzione con l’olio, che è il segno sacramentale della Confermazione; il fuoco, che trasforma ciò che tocca; la nube, oscura o luminosa, in cui si rivela la Gloria divina; l’imposizione delle mani, per cui viene dato lo Spirito; la colomba, che scende su Cristo e rimane su di Lui al battesimo.

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Questo numero elenca alcune delle figure “simboliche” con le quali Gesù e in genere la Scrittura indica lo Spirito Santo in riferimento al Suo modo di agire: l’acqua, l’olio, il fuoco, la nube, ecc.

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  1. Che cosa significa che lo Spirito «ha parlato per mezzo dei profeti»? (687-688; 702-706; 743)

Con il termine profeti si intende quanti furono ispirati dallo Spirito Santo per parlare in nome di Dio. Lo Spirito porta le profezie dell’Antico Testamento a pieno compimento in Cristo, di cui svela il mistero nel Nuovo Testamento.

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Qui si commenta l’articolo del Credo in cui si dice che lo Spirito Santo «ha parlato per mezzo dei profeti». Questo riferimento, preso in “senso ampio”, denota l’azione dello Spirito Santo che caratterizza “l’ispirazione” degli autori della Sacra Scrittura, e in “senso stretto” l’“ispirazione” dei “profeti” che, nell’Antico Testamento hanno preannunciato l’avvento del Messia.

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  1. Che cosa compie lo Spirito Santo in Giovanni Battista? (717-720)

Lo Spirito riempie Giovanni Battista, l’ultimo profeta dell’Antico Testamento, il quale, sotto la Sua azione, è mandato a «preparare al Signore un popolo ben disposto» (Lc 1,17) e ad annunciare la venuta di Cristo, Figlio di Dio: Colui sul quale ha visto scendere e rimanere lo Spirito, «colui che battezza in Spirito» (Gv 1,33).

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In particolare, in questo numero, il riferimento è all’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento, l’immediato precursore di Gesù, Giovanni Battista.

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  1. Qual è l’opera dello Spirito in Maria? (721-726; 744)

Lo Spirito Santo porta a compimento in Maria le attese e la preparazione dell’Antico Testamento alla venuta di Cristo. In maniera unica la riempie di Grazia e rende la sua verginità feconda, per dare alla luce il Figlio di Dio incarnato. Fa di lei la Madre del «Cristo totale», cioè di Gesù Capo e della Chiesa Suo Corpo. Maria è presente fra i Dodici il giorno della Pentecoste, quando lo Spirito inaugura gli «ultimi tempi» con la manifestazione della Chiesa.

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Se Giovanni Battista è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento, Maria, in quanto “prima redenta” – per la sua “Immacolata Concezione” che l’ha esentata da “peccato originale” – è la prima figura del Nuovo Testamento.

Questo numero precisa, poi, che Maria è la Madre del «Cristo totale», essendo:

– Madre di Dio, in quanto madre di Gesù, la cui Persona è quella divina del Verbo;

– e Madre della Chiesa, in quanto “prima redenta” dai meriti della Passione di Cristo, “anticipatrice” come lo è ogni madre della vita dei figli. Lei in particolare è anticipatrice della vita dei “figli adottivi” di Dio, fratelli adottivi di Cristo, in forza del Battesimo.

L’espressione «Cristo totale» è ripresa letteralmente da sant’Agostino (Discorso 341), che si è basato sulla cristologia e ecclesiologia di san Paolo.

– «Egli è anche il Capo del Corpo, cioè della Chiesa» (Col 1,18).

– «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo» (1Cor 12,12).

– «Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?»(1Cor 6,15).

– «Tutto ha sottomesso ai Suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a Capo della Chiesa» (Ef 1,22).

L’Udienza generale del 20 novembre 1991 di san Giovanni Paolo II sviluppa ampiamente e magistralmente questo tema della Chiesa “Corpo di Cristo”.

Questo numero aggiunge poi una nota, proveniente dalla Tradizione, secondo la quale Maria è presente fra i Dodici il giorno della Pentecoste. Ciò si desume dagli Atti degli Apostoli nei quali si legge che «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo» (At 2,1). Per tutti si deve intendere quelli di cui si è detto poco prima: «Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di Lui».

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  1. Quale relazione c’è tra lo Spirito e Cristo Gesù, nella Sua missione terrena? (727-730; 745-746)

Il Figlio di Dio attraverso l’unzione dello Spirito è consacrato Messia nella Sua umanità fin dall’Incarnazione. Egli lo rivela nel Suo insegnamento, compiendo la promessa fatta ai Padri, e lo comunica alla Chiesa nascente, alitando sugli Apostoli dopo la Sua Risurrezione.

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Questo numero spiega, pur senza usare queste parole, che vi è una sola “economia della Salvezza”, attuata concordemente dal Padre, dal Figlio e dello Spirito Santo, secondo un un unico progetto.

Di conseguenza non può essere accettabile come “cattolica” una teologia che prevede che vi siano tre economie distinte e “dialetticamente contrapposte”:

– quella del Padre che si concluderebbe con la nascita di Gesù;

– quella del Figlio, il quale avrebbe insegnato cose opposte alla Legge di Mosè (mentre Gesù stesso dichiara: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento», Mt 5,17)

– Quella dello Spirito Santo che avrebbe concluso le due precedenti dando origine ad un nuova religione tutta interiore e disincarnata, secondo la quale ogni individuo si sarebbe rapportato singolarmente con Dio senza la mediazione di Cristo e di una Chiesa visibile.

Questa, che altro non è che l’eresia di Gioacchino da Fiore (1145-1191), è stata condannata nel 1215 (dal IV Concilio Lateranense), ma si ripropone anche ai nostri giorni in maniera subdola ogni volta che si auspica la nascita di una “nuova chiesa”, senza dogmi e tutta interiormente spirituale.

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  1. Che cosa accade a Pentecoste? (731-732; 738)

Cinquanta giorni dopo la Sua Risurrezione, a Pentecoste, Gesù Cristo Glorificato effonde lo Spirito a profusione e lo manifesta come Persona divina, sicché la Trinità Santa è pienamente rivelata. La Missione di Cristo e dello Spirito diviene la Missione della Chiesa, inviata per annunziare e diffondere il mistero della comunione trinitaria.

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Questo numero spiega come Gesù, nell’infondere lo Spirito Santo (è la Pentecoste come descritta dall’Apostolo ed Evangelista Giovanni) rivela esplicitamente l’esistenza dello Spirito Santo come Terza Persona della Santissima Trinità.

Si ribadisce anche come vi sia un’unica “economia della Salvezza” nella quale lo Spirito, attraverso la missione della Chiesa, come Corpo di Cristo, prosegue nella storia la presenza e la missione di Gesù.

«Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile perché ci ha salvati» (Liturgia Bizantina, Tropario dei Vespri di Pentecoste).

 

 

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