Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 1 Il Credo, Amazon 2021. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS.

 

Museo Civico, Sansepolcro, Piero della Francesca - Pasqua di Risurrezione
Museo Civico, Sansepolcro, Piero della Francesca – Pasqua di Risurrezione

 

Puntata n. 33 (nn. 129-134)

  1. Qual è lo stato del corpo risorto di Gesù? (645-646)

La Risurrezione di Cristo non è stata un ritorno alla vita terrena. Il Suo Corpo risuscitato è quello che è stato crocifisso e porta i segni della Sua Passione, ma è ormai partecipe della Vita Divina con le proprietà di un Corpo Glorioso. Per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire ai Suoi discepoli come e dove vuole e sotto aspetti diversi.

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Questo numero ribadisce specificando ulteriormente quanto detto nel numero precedente.

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  1. In che modo la Risurrezione è opera della Santissima Trinità? (648-650)

La Risurrezione di Cristo è un’opera trascendente di Dio. Le tre Persone agiscono insieme secondo ciò che è loro proprio: il Padre manifesta la Sua potenza; il Figlio «riprende» la vita che ha liberamente offerto (Gv 10,17) riunendo la Sua anima e il Suo corpo, che lo Spirito vivifica e glorifica.

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La Trinità è un solo Dio in Tre Persone che agisce come Uno nei confronti di tutto ciò che è creato (ad extra). E il Corpo di Cristo, in quanto dotato di una vera natura umana è creatura come ogni altro corpo umano, pur essendo unito al Verbo che ha assunto anche la natura umana nella Sua Persona Divina. Il tempo storico riguarda la vita terrena di Gesù, ma non la vita intratrinitaria del Verbo. A ciascuna delle Tre Persone della Trinità nei Vangeli, viene attribuita un’operazione che le è propria all’interno della Trinità stessa il Padre manifesta la Sua potenza; («Una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”», Mt 3,17) il Figlio «riprende» la vita che ha liberamente offerto (Gv 10,17) riunendo la Sua anima e il Suo corpo («Io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo»), che lo Spirito vivifica e glorifica («È lo Spirito che dà la vita», Gv 6,63).

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  1. Quali sono il senso e la portata salvifica della Risurrezione? (651- 655; 658)

La Risurrezione è il culmine dell’Incarnazione. Essa conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore. Inoltre, il Risorto, vincitore del peccato e della morte, è il principio della nostra giustificazione e della nostra risurrezione: fin d’ora ci procura la Grazia dell’adozione filiale, che è reale partecipazione alla Sua vita di Figlio unigenito; poi, alla fine dei tempi, Egli risusciterà il nostro corpo.

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Anche questo numero è dedicato alla Risurrezione di Gesù Cristo. Esso precisa, oltre a quanto già detto nei numeri immediatamente precedenti:

– che La Risurrezione è il culmine dell’Incarnazione. Essa è lo scopo finale di tutto il piano della Salvezza ed è il motivo principale dell’Incarnazione, in quanto è la riprova, che conferma la divinità di Cristo. Nessun uomo può risorgere dai morti, e per di più con un corpo dalle proprietà soprannaturali, se non è Dio.

– È il principio della nostra giustificazione. Qui si introduce il termine “giustificazione” che sta a significare che la Redenzione consiste nella “riparazione” della “giustizia originale” venuta meno nel rapporto tra l’umanità e Dio Creatore. Siamo “giustificati” (resi nuovmaente “giusti” nel rapporto verso Dio Creatore) in Cristo dalla Grazia e alla nostra libera volontà è offerta la possibilità di obbedire a questa nuova legge della Grazia o di rifiutarla.

– Infine, dalla Risurrezione di Cristo deriva anche la nostra risurrezione dopo la morte, in vista del giudizio finale del quale si parla nell’ultimo articolo del Credo.

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GESÙ SALÌ AL CIELO, SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE ONNIPOTENTE

  1. Che cosa rappresenta l’Ascensione? (659-667)

Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la Sua Gloria di Risorto, Cristo sale al Cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore che regna ormai con la Sua umanità nella Gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il Suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto.

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Questo numero commenta l’articolo di fede dell’Ascensione del Signore al Cielo. Un avvenimento che viene descritto per come è stato visto dai presenti, sia nel Vangelo di Luca («Si staccò da loro e fu portato verso il cielo», Lc 24,51) che negli Atti degli Apostoli («fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo», At 1,9).

È l’ultima prova della Sua divinità e dello stato glorificato del Suo Corpo di uomo, anticipazione della nostra partecipazione sia spirituale che corporea alla Sua Gloria.

È il Mistero della Vita di Gesù che anticipa la venuta dello Spirito Santo che Egli ha promesso di inviare dopo la Sua salita al Cielo («È bene per voi che Io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò», Gv 16,7).

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DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI

  1. Come regna ora il Signore Gesù? (668-674; 680)

Signore del cosmo e della storia, Capo della Sua Chiesa, Cristo Glorificato permane misteriosamente sulla terra, dove il Suo Regno è già presente come germe e inizio nella Chiesa. Un giorno ritornerà Glorioso, ma non ne conosciamo il tempo. Per questo viviamo nella vigilanza, pregando: «Vieni, Signore» (Ap 22,20).

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Questo numero è dedicato alla Signoria Regale di Cristo su tutto ciò che esiste. La liturgia rimarca espressamente questa “Regalità di Cristo” nella Solennità di Cristo Re, che conclude le domeniche dell’“Anno liturgico”, prima del nuovo tempo di “Avvento”. Cristo è:

– Signore del cosmo e della storia: intendendo con questo il mondo materiale (cosmo) nella sua esistenza e nel suo divenire (storia), dinanzi a Dio e alla conoscenza delle creature intelligenti (Angeli e uomini); presente nel creato come “causa efficiente ed esemplare” dell’essere e del divenire

– il Capo della Sua Chiesa, luogo della Sua presenza reale e sacramentale (nell’Eucaristia e nella comunione tra i credenti), inizio del Suo Regno («Il Regno di Dio è in mezzo a voi», Lc 17,21).

Infine viene enunciato l’articolo di fede secondo il quale Cristo un giorno ritornerà glorioso, alla fine dei tempi, fondandosi su quanto Egli stesso ha detto, e i Vangeli e gli Atti degli Apostoli documentano («Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al Cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo», At 1,11).

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  1. Come si realizzerà la venuta del Signore nella Gloria? (675-677;680)

Dopo l’ultimo sconvolgimento cosmico di questo mondo che passa, la venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella Parusia e con l’ultimo Giudizio. Si compirà cosi il Regno di Dio.

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Questi ultimi numeri del capitolo sono dedicati al “Giudizio finale” sugli uomini e sulla storia, noto anche come “Giudizio universale”. Si sta trattando dei cosiddetti “Novissmi” (novus in latino sta per “ultimo”, il più recente e, come tale “nuovissimo” per chi lo sta vivendo): “Morte”, “Risurrezione”, “Inferno”, “Paradiso”.

 

 

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