Esposizione e riflessioni sul Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica

(Alberto Strumia)

 

Il materiale qui presentato è disponibile nel suo insieme nel volume: A. Strumia, Libere riflessioni a partire dal Compendio del Catechismo, vol. 2 – I Sacramenti e la liturgia, Amazon 2022. E in formato testo e audio sul sito albertostrumia.it/Fides-et-Ratio e sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/AlbertoStrumiaAS

 

 

fonte battesimale
fonte battesimale

 

Puntata n. 63 (nn. 262-263)

  1. Si può essere salvati senza Battesimo? (1258-1261 1281-1283)

Poiché Cristo è morto per la Salvezza di tutti, possono essere salvati anche senza Battesimo quanti muoiono a causa della fede (Battesimo di sangue), i catecumeni, e anche tutti coloro che sotto l’impulso della Grazia, senza conoscere Cristo e la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà (Battesimo di desiderio). Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa nella sua liturgia li affida alla misericordia di Dio.

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Questo numero risponde, in maniera sintetica, alla domanda che i teologi si sono posti nel corso dei secoli, sulla possibilità o meno di “salvarsi” anche senza il Battesimo, di fronte alle parole di Cristo che abbiamo citato a commento del numero precedente: «Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”» (Mc 16,15-16), che sembrano escludere categoricamente questa possibilità. Questa è la domanda: C’è l’accesso alla beatitudine eterna per i non cristiani?

– Che ne è di coloro che hanno vissuto prima di Cristo, nel popolo di Israele conoscendo Dio che si è rivelato nell’Antico Testamento?

– E per tutti gli altri, appartenuti alle più diverse religioni non cristiane?

– O che hanno seguito spontaneamente delle semplici “convinzioni naturali”?

Questo numero precisa, innanzitutto che Cristo è morto per la Salvezza di tutti.

Questa affermazione non va intesa come un automatismo, in base al quale tutti si salverebbero comunque, indipendentemente dalle loro convinzioni e dal loro comportamento. Ma nel senso che la Salvezza è “accessibile” a tutti coloro che

– sinceramente la cercano;

– l’accolgono, una volta conosciuta, adeguatamente, la via della fede in Cristo attraverso la Chiesa;

– l’avrebbero accolta se avessero potuto conoscere Cristo adeguatamente, ma non hanno avuto questa possibilità.

Ciò significa che il Battesimo è la via “ordinaria” per accedere alla Salvezza operata da Cristo. Le altre sono vie “straordinarie” ed eccezionali che Dio riserva a sé e solo a sé, per fare accedere ugualmente all’unica Salvezza che viene comunque e sempre solo da Cristo unico Salvatore. Non c’è Salvezza che non venga da Cristo. Le altre religioni o convinzioni non sono apportatrici di Salvezza in se stesse. Chi, non conoscendo Cristo adeguatamente, le pratica con sincerità, se si salva, ottiene la Salvezza sempre e comunque per i meriti di Cristo. Perciò la Chiesa non può in alcun modo dispensarsi dall’Annunciare il Vangelo di Cristo e preparare chi la incontra a ricevere il Battesimo.

Tradizionalmente il Catechismo, parla perciò, oltre al “Battesimo Sacramento”, e per “analogia” anche di:

– un Battesimo di Sangue, che è quello di quei martiri che vengono uccisi in odio alla fede prima di essere stati battezzati;

– un Battesimo di desiderio

= che è quello dei Catecumeni che muoiono prima di aver ricevuto il Battesimo al quale si stavano preparando nella Chiesa;

= che è quello di tutti coloro che sotto l’impulso della Grazia, senza conoscere Cristo e la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà.

Va precisato che il “Battesimo di Sangue” e il “Battesimo di desiderio” vengono detti “Battesimo” per “analogia”, non essendo un “Sacramento”, in quanto ottengono la Grazia in una maniera “straordinaria” e non imprimono il “carattere” sacramentale.

San Tommaso parla a proposito di coloro che si sono salvati senza avere conosciuto Cristo, per ragioni cronologiche (come nel tempo dell’Antico Testamento), o geografiche (per non essere stati raggiunti ancora dall’Annuncio), di una “fede implicita” (cfr., III Sent, d. 25, q. 2, a. 2b ad 3um), che attinge comunque alla Salvezza, attingendo al “tesoro” della fede della Chiesa. In condizioni normali occorre riconoscere almeno l’esistenza di Dio Creatore e Provvidente e l’obbedienza alla “legge naturale” (sintetizzata nei Comandamenti).

Il nostro tempo, di fatto, non si può considerare una “condizione normale”, perché per molti neppure l’esistenza di Dio Creatore e Provvidente è riconosciuta e neppure la “legge naturale”, è particolarmente presente alla coscienza, per la “mancanza di istruzione adeguata” a riguardo della fede. A questo proposito san Tommaso arriva a dire che Dio stesso provvede ad una qualche forma di “ispirazione” o “rivelazione privata” che istruisce coloro che non vengono – senza loro colpa – adeguatamente istruiti dai cristiani.

«Dopo l’avvento di Cristo, essendo stato completato visibilmente e corporalmente il mistero della Redenzione e predicato, tutti sono tenuti a credere esplicitamente. E se qualcuno manca di chi lo istruisca, Dio stesso glielo rivelerà, affinché non sia privato della Salvezza senza sua colpa» (III Sent, d. 25, q. 2, a. 2b co).

Per i bambini piccoli morti senza Battesimo vale le fede della Chiesa che supplisce a quella che, verosimilmente, loro non hanno potuto esprimere. Il cosiddetto “limbo” come uno stato “neutro” era parte di una “ipotesi teologica”, che è stata abbandonata – in quanto troppo legata a congetture filosofiche e non alla Rivelazione – e non è parte della dottrina della Chiesa.

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  1. Quali sono gli effetti del Battesimo? (1262-1274 1279-1280)

Il Battesimo rimette il peccato originale, tutti i peccati personali e le pene dovute al peccato; fa partecipare alla vita divina trinitaria mediante la Grazia santificante, la Grazia della giustificazione che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa; fa partecipare al sacerdozio di Cristo e costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani; elargisce le virtù teologali e i doni dello Spirito Santo. Il battezzato appartiene per sempre a Cristo: è segnato, infatti, con il sigillo indelebile di Cristo (carattere).

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Questo numero elenca gli “effetti” del “Battesimo-Sacramento”, secondo quanto tramandato (“Tradizione”), mediante la “fede degli Apostoli” e dei loro successori (ogni parola ha un “peso” ben preciso). Essi sono:

– sotto l’aspetto della “riparazione” (“Grazia sanante”), significata dal gesto dell’unzione con l’olio dei catecumeni e dall’immersione/infusione con l’acqua:

(a) la “remissione” del peccato originale (come “colpa” ereditata dai progenitori), ovvero la restituzione dell’accesso alla “giustizia originale” (Grazia della “giustificazione”) nel rapporto tra il battezzato e Dio Creatore;

(b) la“remissione”di tutti i “peccati attuali personali” (come “colpa” personale) commessi prima del Battesimo;

(c) la prescrizione di tutte le “pene” conseguenti alla “colpa” associata ad ogni peccato (sia quello “originale” che quelli “attuali” precedenti alla ricezione del Battesimo).

– Sotto l’aspetto della “sovrabbondanza” (“Grazia santificante”, “Grazia elevante”), significata dall’immersione/infusione con l’acqua:

(a) fa “partecipare alla vita divina trinitaria” mediante la “Grazia santificante”, la “Grazia della giustificazione” che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa e favorisce la progressiva elevazione (Grazia “elevante”) verso Dio nel cammino cristiano;

(b) elargisce le virtù teologali (le virtù della “Fede”, della “Speranza” e della “Carità”) che sono un dono gratuito (“Grazia”) proveniente da Dio e non un effetto delle proprie personali capacità di impegno del battezzato;

(c) elargisce i doni dello Spirito Santo, che saranno poi potenziati e “confermati” con il successivo Sacramento della Confermazione (o Cresima).

– Sotto l’aspetto della “trasformazione permanente” della persona (“carattere” sacramentale permanente) significata dall’unzione con il crisma:

(a) rende il battezzato “figlio adottivo di Dio” e quindi fratello di Gesù Cristo, in modo “permanente” e indelebile per l’eternità;

(b) fa partecipare al triplice compito (munus) di Cristo Sacerdote, Re e Profeta. Qui in particolare si fa riferimento esplicito al “Sacerdozio comune” dei fedeli (fa partecipare al sacerdozio di Cristo);

(c) rende a tutti gli effetti membri appartenenti al Corpo di Cristo che è la Chiesa (costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani);

 

 

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