L’agenda per normalizzare il transgenderismo non prevede mezze misure. Basta chiedere a Maya Forstater, una femminista britannica, per altro progressista, che ha perso il suo lavoro presso un Think Tank internazionale per una serie di tweet e per un saggio in cui ha affermato che è la biologia a determinare il genere.

Basato sulla scienza e sulla legge naturale, il suo psicoreato commesso sulla pubblica piazza, è costato alla Forstater il suo posto di lavoro. Di conseguenza, ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per licenziamento ingiustificato basato su una politica restrittiva del suo diritto di libertà di parola.

Forstater, 45 anni, era visiting fellow  (ricercatore esterno, N.d.T.) presso il Center for Global Development ( CGD ), dove conduceva una raccolta fondi per un’iniziativa politica che richiedeva la sua esperienza fiscale. Il CGD è un istituto di centro-sinistra con sede a Londra che si occupa varie problematiche, tra cui salute, cambiamenti climatici, migrazione e questioni finanziarie.
(fonte: Church Militant)

Qui di seguito la mia traduzione di un articolo tratto dal sito Breibart  che narra nei dettagli la vicenda

Maya Forstater

Maya Forstater (al centro)

Maya Forstater ha fatto una serie di commenti apparentemente semplici sul gender, che  le hanno fatto perdere il lavoro presso il Center for Global Development.

Tra i commenti c’erano affermazioni come “sì, penso che gli uomini non siano donne. Non penso che essere donna / femmina sia una questione di identità o di sentimenti femminili. È biologia. Le persone di entrambi i sessi non dovrebbero essere limitate (o discriminate) se non si conformano alle aspettative di genere tradizionali”.

In un altro tweet, la signora Forstater  aveva  scritto , “quello che mi sorprende di più è che le persone intelligenti che ammiro, che sono assolutamente pro-scienza in altre aree e che difendono diritti umani e diritti delle donne si fanno in quattro per evitare di dire la verità, che gli uomini non possono trasformarsi in donne (perché ciò potrebbe ferire i sentimenti degli uomini [sic]). ”

Ha anche detto che Karen White  – un “trans donna” biologicamente uomo che era stata imprigionata per crimini violenti e stupri e che è stata poi trasferita nella prigione maschile dopo aver aggredito sessualmente altre detenute – era un “uomo” e ha parlato del pericolo che corrono le donne quando agli uomini viene permesso di autoidentificarsi come donne e  utilizzare questa propria identificazione come standard legale in quanto questo potrebbe portare ad un maggior numero di donne danneggiate.

Comunque il datore di lavoro della sig.ra Forstater le ha scritto in una e-mail “Tu hai affermato che il sentimento interiore di un uomo di essere una donna non ha fondamento nella realtà materiale. Questo potrebbe essere ritenuto offensivo ed escludente da molte persone”.

La signora Forstater ha affermato in seguito che, nonostante il suo successo nella società, il suo ruolo non le è stato rinnovato, portando alla perdita della sua fonte di sostentamento.  Secondo  The Times, la donna ritiene di essere la prima persona in Gran Bretagna ad aver perso il lavoro per aver detto che le donne trans non sono donne.

Difendendo le proprie osservazioni, la Forstater ha scritto in un articolo su Medium, “Ho una definizione di donna: un individuo umano adulto, femmina. Questo non ha a che fare con aspettative o requisiti relativi a comportamenti basati sul genere. È ormai chiaro, accettato ed essenziale per i diritti delle donne includere il diritto a posti e ruoli senza avere un corpo maschile. Perché abbandonare tutto questo per qualcosa di indefinibile? ”

Aggiunge che “sì, le persone dovrebbero essere in grado di definire la propria identità come preferiscono. Ma le altre persone non sono costrette ad accettarlo in relazione a qualsiasi realtà materiale. ”

Ha anche sottolineato: “Io sostengo i diritti umani delle persone transgender e credo che le persone transessuali siano vulnerabili, ma nessun gruppo dovrebbe scavalcare gli altri. Ho perso il lavoro a causa del parlare dei diritti delle donne, in modo rispettoso e in un normale tono di discussione e confronto. Lavoravo per un think tank ( in Inglese “pensatoio”, cioè un ambiente in cui ci si confronta e si sviluppano e approfondiscono le idee, N.d.T.) e pensavo che avremmo dovuto essere in grado di pensare e discutere sulle cose. Ho scoperto che su questo mi ero sbagliata. ”

La Forstarter è stata difesa da Jodie Ginsberg dell’Index on Censorship ( un osservatorio sulla censura, N.d.T.) che ha detto, “Da quello che ho letto di ciò che ha scritto, non mi pare proprio che Maya abbia fatto qualcosa di sbagliato oltre ad esprimere un’opinione condivisa da molte femministe che, cioè, ci dovrebbe essere un dibattito pubblico e franco sulla distinzione tra sesso e genere.”

La sig.ra Forstater ha lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare la sua difesa legale contro il suo ex datore di lavoro.

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