Padre François-Marie Dermine, promotore di un corso internazionale annuale sull’esorcismo a Roma, discute la sua recente popolare opera sul diavolo, offrendo chiavi di discernimento su questo argomento controverso e delicato.

L’articoloè di Solène Tadié per National Catholic Register, traduzione è a cura di Stefania Marasco.

 

Padre François-Marie Dermine
Padre François-Marie Dermine

La “morte” del diavolo nella mente delle persone sta accelerando la “morte” di Dio nelle società occidentali scristianizzate. Per questo motivo, il domenicano padre François-Marie Dermine ha deciso 20 anni fa di ri-catechizzare i cattolici attraverso diverse iniziative.

Canadese di nascita, padre Dermine è stato esorcista per diverse diocesi italiane dal 1994. Nel 2003 ha contribuito alla creazione del “Corso di esorcismo e preghiera di liberazione”, un seminario interdisciplinare di una settimana sull’esorcismo. Questo evento annuale, che si tiene a Roma, riunisce sacerdoti, religiose ed esperti laici di tutto il mondo per concentrarsi sull’attività satanica e sul ministero formale che la Chiesa ha istituito per rispondere a tale attività.

Padre Dermine è presidente dell’associazione cattolica italiana GRIS (Gruppo di ricerca sull’informazione socio-religiosa) e professore di teologia morale presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna; è anche autore di diversi libri sul ministero dell’esorcismo e sui pericoli che circondano le credenze e le pratiche oscure e pericolose dell’occulto.

Il suo ultimo lavoro, “Ragioniamo sul demonio. Tra superstizioni, mito e realtà”, è stato scritto sotto forma di domande e risposte e cerca di informare il pubblico – credenti e non credenti – sulla natura e la portata dell’attività satanica in un momento in cui l’esistenza stessa del diavolo è sempre più messa in discussione, anche dai leader cattolici.

Discutendo il contenuto del suo libro con il Register, padre Dermine ha avvertito i fedeli cattolici di non trascurare l’educazione religiosa, che è il primo baluardo contro l’avanzata del diavolo e il satanismo nella società.

 

Perché ha scritto questo libro, che si rivolge a un vasto pubblico?

Prima di tutto l’ho scritto perché ci sono molti pregiudizi, ignoranza e confusione da affrontare. In effetti, sono un esorcista, e mi fa davvero male sentire le persone in generale e i preti in particolare negare l’azione concreta del diavolo nella nostra vita. Non sopportavo più questa situazione. È il motivo fondamentale per cui ho scritto questo libro. La fede privata della credenza nell’esistenza del diavolo non è genuina perché l’esistenza degli angeli è una verità di fede e il diavolo è un angelo caduto. Sono molto chiaro da questo punto di vista. Chi nega l’esistenza del diavolo è un eretico. Ovviamente il diavolo non è al centro della fede, ma la sua figura è indispensabile per comprendere il mistero della fede.

A volte mi chiedo come un sacerdote possa rimanere fedele alla sua vocazione senza credere nel diavolo. Lo rende una specie di assistente sociale, ma niente di più.

 

Perché pensa che le domande sul diavolo siano così “snobbate” dai circoli teologici oggigiorno?

Viviamo oggi in un periodo di grande razionalismo. Cerchiamo di trovare una spiegazione, una dimostrazione per tutto, ma come ricordo nel mio libro, l’esistenza del diavolo non è da dimostrare, è da credere. Anche se ci sono buone ragioni per crederci a livello razionale, non è sufficiente. Dopo il Vaticano II, il desiderio di razionalizzare la fede, soprattutto nelle regioni in cui il cattolicesimo era molto tradizionale, è stato a volte troppo radicale, e abbiamo buttato via il bambino con l’acqua sporca. Molti membri del clero sembrano voler emanciparsi da concetti che sembrano loro troppo medievali, arretrati o addirittura superstiziosi, mentre la fede nel diavolo è ancora abbastanza diffusa nel resto della società, soprattutto tra i giovani. Quando vado a tenere lezioni nelle scuole, i bambini mi ascoltano in un silenzio religioso. È nostro dovere spiegare che cos’è il diavolo in un modo che non sia né superstizioso né stravagante.

 

Una controversia scoppiò all’interno della Chiesa dopo che un prete gesuita suggerì che il diavolo non fosse altro che un simbolo del male. Nel suo libro cita anche l’esegeta Alberto Maggi, che negava l’esistenza della possessione demoniaca sulla base degli insegnamenti dell’Antico Testamento. Perché queste affermazioni sono false?

Perché semplicemente non sono fedeli alle Sacre Scritture. È vero che ci sono solo pochi riferimenti al diavolo nell’Antico Testamento, anche se è menzionato dalle prime pagine della Bibbia, nel Libro della Genesi. Ma mentre ci si avvicina alla pienezza del tempo, e quindi alla Rivelazione di Gesù Cristo, la Bibbia lo menziona molto di più. Gesù stesso insiste sulla figura del diavolo. Avrebbe potuto schierarsi con i Sadducei, che non credevano nell’esistenza degli angeli come esseri puramente spirituali; ma, non solo non l’ha fatto, ha voluto anche riaffermare questa realtà contro la quale lui stesso ha dovuto lottare. Non abbiamo motivo di pensare che il diavolo sia un simbolo del male che esiste nel mondo. Il simbolo ha la funzione di manifestare una realtà che non è ancora visibile, concreta o presente. E il male è così onnipresente, purtroppo, che non abbiamo certo bisogno di un simbolo per rappresentarlo.

 

La morte del diavolo precede la morte di Dio, come scrivi nel tuo libro: Può la morte del diavolo nella mente delle persone rafforzare la presenza demoniaca e il suo campo d’azione?

Certamente. Una volta ho sentito alcune persone dire: “Sono arrivato alla consapevolezza dell’esistenza di Dio attraverso la consapevolezza dell’esistenza del diavolo, perché l’ho visto”. Questa affermazione ha un valore relativo, ma è vero che, se manca la figura del diavolo, si perde di vista anche la figura di Dio stesso. In questo senso, la morte del diavolo può accompagnare o precedere o favorire quella di Dio perché rende molto astratto il concetto di Dio. Rende la fede arida e intellettualistica e ci fa dimenticare che abbiamo davvero bisogno di essere salvati, aiutati e protetti dal Signore. Dobbiamo tenere a mente che la nostra fede consiste nella presenza effettiva di un Dio amorevole e il ragionamento non è sempre il modo migliore per raggiungere Dio. Nel nostro corso su esorcismo e teologia, insegniamo la cosiddetta teodicea, che si concentra su uno studio razionale del rapporto tra la giustizia di Dio e la presenza del male nel mondo. Questa teologia razionale è valida, ma è una realtà molto diversa dalla fede in un Dio concreto e presente che agisce nella mia vita ogni giorno.

In un’intervista dello scorso anno, si è detto allarmato dalla rinascita del “satanismo aggressivo”. Cosa glielo lo fa pensare e come lo spiega?

Sì, l’ho visto per esperienza personale, ma posso vederlo anche solo dando uno sguardo a Internet. Mi fa capire come il satanismo sia ormai una realtà per tanti giovani, che già ne sanno tanto grazie alle risorse che trovano online. Su questi siti web, la figura del diavolo è apertamente esaltata e attrae molte persone – questa figura del diavolo che si emancipa da Dio per condurre la sua vita come vuole. C’è anche una crescita di veri gruppi satanici, mentre in passato erano una realtà del tutto eccezionale. Si stanno moltiplicando in modo molto preoccupante. E questo lo vedo anche attraverso le vittime del satanismo, di riti pericolosi, che vengono a trovarmi e che hanno vissuto sulla propria pelle sofferenze senza precedenti, inimmaginabili. Personalmente, posso dire che vengono a trovarmi più persone di prima e, purtroppo, non posso seguirle tutte. Il satanismo è uscito allo scoperto e dobbiamo stare molto attenti al riguardo.

 

Non c’è il rischio, invece, di parlare troppo del diavolo, di vederne la firma ovunque e di attribuirgli tutti i mali dell’umanità?

Quando le persone vengono a trovarmi per un esorcismo, passo molto tempo a parlare con loro, perché spesso dimenticano che la maggior parte dei nostri mali non sono causati da manifestazioni del diavolo ma da noi stessi, poiché siamo la causa del 90% dei i nostri mali. Che il diavolo poi venga ad esasperarli è un dato di fatto.

Egli può indubbiamente portarci alla disperazione, ma non può essere considerato la causa principale della maggior parte dei nostri mali. Adamo ed Eva hanno commesso il peccato originale, non il serpente. Ovviamente sono stati indotti dal diavolo, ma sicuramente il peccato è causato dalle nostre scelte. Sarebbe troppo facile scaricare i nostri peccati sul diavolo. Non è facile raggiungere un equilibrio, in questo senso. Le persone che corrono dall’esorcista in qualsiasi occasione rischiano anche di non vedere le cause naturali dei loro problemi.

 

Dovremmo credere nel potere di pratiche occulte come il malocchio? Coloro che hanno una vita di preghiera radicata possono essere vittime di terzi che ricorrono a pratiche occulte?

Sì purtroppo. Questo fatto è stato confermato dalla mia esperienza. Tutti possono essere vittime del male. Ma è ovvio che è più difficile che una persona che cerca di vivere una vita onesta nella grazia di Dio diventi preda del diavolo. Tuttavia, ho seguito cristiani devoti che erano in suo pugno. Ma se questo accade, se Dio lo permette, è per consentire a queste persone di raggiungere un bene più grande. Ho personalmente testimoniato che queste persone possono fare un importante salto di qualità nella loro vita umana e nella loro vita di fede. Abbiamo anche vari esempi di santi posseduti nella storia, e questo significa molto. Tuttavia, queste persone sono state in grado di vincere la battaglia con l’aiuto di Dio, e ciò ha anche rafforzato la loro santità e umanità.

Quando parlo alle persone, dico sempre loro che non esistono antidoti assoluti all’azione del diavolo. Siamo chiamati a vigilare mentre il nostro nemico va in giro come un leone ruggente che cerca di farci cadere. Dobbiamo essere vigili, senza mai mettere il diavolo, o la paura di lui, al centro della nostra attenzione. Gesù Cristo è sempre al centro, così come l’amore infinito di Dio verso di noi.

 

Pensa che il satanismo sia diffuso anche nelle sfere del potere terreno, o è un mito?

Per diventare potenti, alcune persone possono essere tentate di fare affidamento sul diavolo, e lo scopo del satanismo è proprio questo. “Ti do qualcosa, diavolo; Ti offro sacrifici, a patto che tu mi dia qualcosa in cambio. ” Coloro che sono alla ricerca del potere a volte sono tentati di fare affidamento sul diavolo. Questo pericolo è reale. Non è assolutamente escluso che le persone di alto rango adorino esplicitamente il diavolo, per non parlare della Massoneria, di cui alcuni membri possono andare molto d’accordo con il satanismo.

 

Molti cattolici oggigiorno ricorrono alla divinazione, convinti che non vada contro la loro fede. Così è stato per il beato Bartolo Longo, che ha continuato questa pratica per qualche tempo dopo la sua conversione, e anche per alcuni sacerdoti, secondo alcune testimonianze private che ho ricevuto negli ultimi anni. La divinazione è intrinsecamente diabolica?

È vero che è un fenomeno diffuso anche tra i cristiani. In effetti, ho già incontrato preti che hanno praticato la divinazione, altri che hanno anche partecipato a sedute spiritiche, ma questi sono casi abbastanza rari, per fortuna. Incontro più spesso preti che hanno il problema opposto, cioè un eccesso di razionalismo, come detto prima.

Ma le Scritture sono molto chiare su questo fin dall’inizio, a partire dal Deuteronomio, che condanna ogni forma di superstizione e divinazione; è tutto scritto nero su bianco. Queste pratiche sono forme gravi di infedeltà verso Dio. Infatti, non si sa più aspettare il tempo di Dio – ma non si può sapere tutto, il futuro in anticipo, le cose nascoste ricorrendo alla magia; non è possibile. Dio ci tiene all’oscuro di ciò che accadrà tra un anno, tra un mese e, quindi, dobbiamo fidarci di lui. È una questione di fiducia e di abbandono. È ciò che rende interessante la nostra fede. Se Dio esiste e mi ama, se vuole condurmi alla salvezza, devo fidarmi di lui e della sua parola.

 

Come spiega che alcuni visionari facciano previsioni accurate? Il diavolo conosce il futuro?

Dipende dal fatto che questi chiaroveggenti siano mossi da Dio o meno. Se sono mossi da Dio, non sorprende che siano in grado di profetizzare su certe cose; ma sono precisamente profeti, e sono menzionati come tali sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.

D’altra parte, alcune persone sono in grado di “indovinare” alcuni eventi futuri, e il diavolo può intervenire in questo. Può conoscere alcuni eventi futuri, le cui cause siano già esistenti o già all’opera. Il diavolo è molto intelligente, molto più di noi. Riesce a vedere i segni, le cause di certi eventi che succederanno tra una settimana, un anno o 10. Ma il diavolo non potrà mai vedere gli eventi legati alle nostre libere decisioni. Solo Dio può conoscerli, perché, per lui, il passato e il futuro sono un eterno presente.

Nei suoi corsi e conferenze, spesso mette in guardia contro pratiche – come medicine alternative o persino yoga – che ormai fanno parte della vita quotidiana degli occidentali e che possono essere pericolose anche se sembrano innocue. Come si può discernere?

Da parte mia, non demonizzo tutto. Ad esempio, alcune persone sono sconcertate dal fatto che io non condanni completamente l’omeopatia. Sospendo il mio giudizio, anche se so che il creatore dell’omeopatia era un esoterista [uno che crede in un corpo selezionato di insegnamenti segreti o oscuri]. Ma non demonizzerei questa realtà nel suo insieme. Tuttavia, è vero che molte altre forme di medicina alternativa potrebbero essere viste come superstizioni. L’attaccamento a determinati prodotti, ad alcuni elementi naturali, in attesa di effetti miracolosi, è una forma di superstizione.

Riguardo allo yoga, ancora una volta, non posso demonizzarlo, poiché la Chiesa stessa non lo ha fatto. Se, come disse una volta l’allora cardinale Ratzinger in un’intervista, lo yoga viene praticato semplicemente come esercizio finalizzato al benessere psicofisico, non c’è nulla da obiettare. Ma in questo caso, non è più lo yoga come è noto in India, quello creato dall’induismo. E lo ha fatto con uno scopo religioso, quello di aiutare gli esseri umani a tirarsi fuori da una realtà considerata un’illusione. Ho praticato yoga io stesso per molti anni quando ero giovane, ma l’ho abbandonato proprio perché ho capito che stavo voltando le spalle a me stesso. E a mia insaputa, lo yoga stava facendo ciò per cui era stato progettato, cioè riportandoci in noi stessi e riconnettendoci con il Brahman, in cui siamo destinati a fonderci.

Un altro esempio è quello del Reiki, che consiste nell’imposizione delle mani. Noi cattolici usiamo l’imposizione delle mani quando il sacerdote consacra il pane e il vino, ma è per permettere l’azione dello Spirito Santo. Il sacerdote non lo fa in virtù della propria “energia”. I maestri di Reiki, al contrario, affermano di avere dentro di sé questo potere e un’energia curativa, al termine di una vera iniziazione che prevede la recitazione di un testo sacro giapponese. E questo ovviamente è completamente contrario alla fede cattolica.

Insomma, bisogna sempre discernere caso per caso. Non si può dare un giudizio definitivo per tutte queste medicine e pratiche di benessere. Ma alcune di esse possono sicuramente essere problematiche.

 

Cosa possono fare i fedeli cattolici per affrontare il problema della rinascita del satanismo che ha appena menzionato?

La preghiera è la prima arma, per sé stessi, ma anche per i ministri della Chiesa, per tutti coloro che hanno incarichi di responsabilità. Poi, in questi tempi di confusione, dove il diavolo ha davanti una grande strada spianata, i fedeli hanno il dovere di approfondire la loro fede, di istruirsi. Dobbiamo pensare molto alle questioni di fede e al mondo che ci circonda. È esattamente il motivo per cui ho intitolato il mio libro “Ragioniamo sul demonio”.

 

 

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