Marea, foto di StockSnap da Pixabay

 

 

di Mattia Spanò

 

C’è un filo rosso che lega la pandemia, la guerra, il gender, l’ecologismo, l’entomofagia, il Nuovo Ordine Mondiale, l’eutanasia, la lotta al contante, la decrescita “felice” e tutte le “novità” che ci vengono proposte: sono tutte cose estreme, vale a dire che “si trovano molto al di fuori”.

Al di fuori da cosa? Del perimetro psichico umano. Si tratta di idee impensabili, non tanto perché non possano essere pensate, quanto perché sovversive di un ordine interiore ed esteriore.

La psiche umana è proiettiva: le persone pensano qualcosa e tendono a ricercarla fuori dal sé. Nella direzione opposta, si tratta di idee che dalla realtà (o dai suoi simulacri fiction e informazione, spesso inseparabilmente unite) si aprono la strada dentro di noi.

Le domande da porsi sono ad esempio: posso detenere moneta fisica, o devo stoccarla in un server chissà dove e sperare di avere il telefono sempre carico e l’energia sempre disponibile, accettando di sottostare a qualcuno che può decidere arbitrariamente di sottrarmela o renderla inaccessibile?

Gli insetti sono buoni, mi fa piacere mangiarli? Ho voglia di suicidarmi per far risparmiare lo Stato e salvare il pianeta? Un assistente di economia a Yale, tale Narita, ha proposto per il futuro l’eutanasia obbligatoria. Ufficialmente, “per combattere l’invecchiamento in Giappone”.

Perché è un mio diritto sentirmi uomo se sono una donna, ma non posso sentirmi un miliardario, entrare in banca e prelevare tutto il denaro che voglio?

Perché devo inocularmi un siero salvifico semplicemente perché qualcuno, fosse anche il papa, mi dice che lo faccio per amore dell’altro? Chi ha deciso che io debba amare?

Perché questa accelerazione tumultuosa di cambiamenti? Soprattutto, come siamo arrivati a questo?

Ad esempio, Sanremo. Non è esatto dire che a Sanremo abbiamo assistito all’ennesimo capitolo di propaganda omosessualista. Abbiamo assistito a qualcosa in più. Ogni anno c’è un di più: si cominciò a discuterne quando Povia arrivò secondo nel 2009 con “Luca era gay”. Nel 2016 fu la volta della parata dei braccialetti arcobaleno indossati da (quasi) tutti i concorrenti. Poi sono arrivati gli Achille Lauro, i Måneskin, il travestito Drusilla Foer, per approdare a tale Rosa Chemical che mima un amplesso sodomitico con Fedez.

Dopo la pandemia è venuta la guerra, dopo le catastrofi come i terremoti in Turchia e Romania, al tempo stesso il disastro ferroviario in Ohio, che ricorda la terribile esplosione del deposito di nitrato di ammonio a Beirut nel 2020. Dalla vicenda del pallone sonda abbattuto è prontamente scaturita la psicosi per Ufo e alieni.

Si può notare che l’unica vera escalation è quella delle novità emergenti: gli intervalli fra una “novità” e l’altra si sono fatti paurosamente brevi. Questo significa che ci stiamo avvicinando molto rapidamente al redde rationem. Notizie enormi come la citazione in giudizio di Ursula Von der Leyen e i suoi rapporti con Pfizer da parte del New York Times vengono date distrattamente, altre che riguardano la famiglia Biden e i loro affari in Ucraina e Cina vengono sepolte.

Perché nessuna di queste cose ha presa sulle persone? Perché la maggioranza sembra ignorare, rassegnarsi o persino giustificare moralmente questo estremismo? Non vedono, non notano questa escalation di menzogne sempre più ingombranti e rumorose?

La nostra è una società che esprime una dottrina politica molto precisa riassunta nell’endiadi controllo-sicurezza. Perché una dottrina simile produca effetti di qualche tipo – né buoni né cattivi, ma consistenti – bisogna che il volgo coltivi sentimenti molto precisi: senso del pericolo, paura, incertezza del futuro, senso di colpa, rabbia, ma soprattutto che sia solidale.

Un’acuta vampa di generosità e altruismo deve incenerire la naturale attitudine a occuparsi dei caci propri, e altri prodotti caseari purché privi di lattosio in modo da risultare edibili per tutti.

Non importa cosa è vero e cosa falso, importa che tutti sosteniamo un’unica idea, ci agglutiniamo calorosamente intorno a sentenze semplici come ad esempio #StandwithUkraine, #credonellaScienza, #vacciniamoci: quella e solo quella chiamiamo verità. Ma è vitale estirpare qualsiasi voce dissonante, eliminare il “gruppo di controllo”.

La solidarietà è la cinghia di trasmissione di questa dottrina: lo strumento intellettuale e spirituale attraverso il quale questi sentimenti si propagano. Non mi riferisco alla forma umana elementare della solidarietà, ma all’uso politico estremista della solidarietà che si concreta nel dovere della solidarietà, nella solidarietà obbligatoria.

L’idea che siamo tutti interconnessi, che dobbiamo tutti pensare le stesse cose, dobbiamo vaccinarci, cambiare stile di vita per salvare il pianeta e dobbiamo farlo per obbligo verso gli altri è radicalmente solidale. L’ecologismo stesso si regge sull’imperativo morale “tutti dobbiamo fare questo, altrimenti non c’è salvezza”. Tutti dobbiamo essere pro-Ucraina contro il mostro Putin, tutti dobbiamo sostenere l’Ucraina inviando armi sino alla vittoria, che sicuramente ci arriderà.

La prima decade del nuovo millennio è stata contraddistinta dalla guerra al terrore islamista. La solidarietà verso le minoranze è sfociata nell’impossibilità di un confronto politico con le stesse, che sono legittimate a pretendere tutto senza dare nulla. L’emergenza e la paura sono i pungoli dei buoi, ma è la solidarietà che li rinchiude nel recinto.

A mio avviso, è l’instaurazione dell’homo solidalis che ha provocato, sul piano culturale, l’escalation creando i presupposti per formulare i concetti di intelligenza collettiva e di destino comune, nonché l’esistenza di qualcosa che renderebbe gli uomini al fondo tutti uguali, tutti umani allo stesso modo.

Secondo il principio solidale, l’uomo come individuo non esiste più, ma esiste come cellula di un corpo mistico superiore, l’umanità. Se una o più cellule devono morire o essere amputate come un tumore, non si esita a farlo.

Leggendo con attenzione il Vangelo si può notare come Gesù non pensi affatto bene degli uomini. Sottolinea, è vero, singoli atti onorevoli – la donna che lo profuma o quella che gli dà da bere, la fede del centurione, il pubblicano che si batte il petto, il samaritano, qualche bella intuizione negli apostoli – ma per lo più è tutto un “giratemi alla larga, pecore sataniche, senza di me siete buone a nulla” variamente declinato.

Sul piano culturale, quella di Cristo è una scelta che ha avuto enorme successo, e al tempo stesso è estremamente rischiosa e discutibile. Anche chi non credesse in Gesù Cristo, dovrebbe però cogliere un importante avvertimento in questo “disprezzo per l’uomo” – disprezzo che non esitò a mostrare anche verso sé medesimo, accettando una morte infamante – e cioè il fatto che, passata l’estasi per questa solidarietà omicida, l’uomo tornerà il bruto che è sempre stato.

Quando l’ondata di marea si ritrae, gli scogli riemergono esattamente dove li avevamo lasciati.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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