Epifania del Signore - Particolare dell'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, Galleria degli Uffizi.
Epifania del Signore – Particolare dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, Galleria degli Uffizi.

 

 

Epifania del Signore

(Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12)

 

 

di Alberto Strumia

 

La Solennità dell’Epifania, prosegue attraverso la liturgia, ampliandola, la descrizione di quella “saldatura” tra il Cielo e la terra, tra Dio e l’uomo che:

– in Gesù Cristo vede unite al massimo grado le due nature, quella “divina” e quella “umana” (unione ipostatica dell’uomo Gesù Dio nella Persona del Verbo);

– nella maternità divina di Maria vede formarsi unita fino alla nascita, alla carne del corpo di lei, l’umanità di Cristo;

– Nell’Epifania del Signore vede la prima “manifestazione” della Nuova Alleanza, dell’unione tra Dio e l’umanità. A quanti vengono ad adorare il Bambino si riapre l’accesso alla “giustizia originale”, al “giusto rapporto” tra l’uomo e Dio Creatore, interrotto fino dall’inizio da parte dell’umanità nella sua totalità, cedendo all’ideologia menzognera del demonio tentatore.

Per accorgersi che la “radice profonda” delle contraddizioni che affliggono l’umanità

= nell’intimo di ogni singola persona,

= nei suoi rapporti domestici,

= nel contesto sociale, su piccola scala come su scala internazionale e mondiale,

può essere necessario compiere un “lungo percorso” di vita (è l’aspetto esistenziale-spirituale), di studio e ricerca (è l’aspetto culturale), di confronto e di impegno con gli altri (è l’aspetto sociale e politico).

Un triplice percorso che può – per alcuni trascinati dal “carrozzone” del “pensiero unico” pilotato dalla superficialità comune ai più – non riuscire nemmeno ad iniziare.

Per altri, pur iniziando, può finire per arenarsi ai primi passi fermandosi al livello più “materiale” delle parziali soluzioni sindacali, sociali, psicologiche. Può fermarsi al culto del solo proprio corpo; o al culto della natura, degli animali, del cosmo di fronte ai quali sentirsi sistematicamente più “schiavi colpevoli” che “signori capaci” di amministrare con saggezza.

Per altri ancora, pochi per la verità, il “lungo percorso” non riesce ad arrestarsi per l’impossibilità di trovare una soluzione soddisfacente a una “domanda” di verità e di bene, di vera giustizia nei confronti di se stessi, degli altri e di Qualcuno nel quale deve pure risiedere il senso di tutto.

Nella scena, tra le più note e familiari, descritta dal Vangelo dell’Epifania che vede i tre  misteriosi Magi guidati dalla stella che traccia una traiettoria nel cielo, è facile riconoscere un’allusione alle tre piste di ricerca: quella “esistenziale” interiore (spirituale); quella scientifica e culturale; quella sociale e politica.

E nella stella riconoscere la “domanda di verità” che guida l’uomo vero nel “lungo percorso” della ricerca della Causa Prima: «La stella, che avevano visto spuntare, li precedeva» (Vangelo).

E con il suo luminoso persistere nel cielo dell’esistenza spinge – anzi sembra quasi costringere – a decidere di partire, e a non fermarsi accontentandosi delle prime tappe raggiunte, ma ad arrivare fino in fondo. E a fermarsi solo in corrispondenza del Fine Ultimo del percorso (il destino, secondo la felice espressione della lingua spagnola): «la stella […] si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino».

Se non avessero scrutato attentamente, scientificamente, il cielo degli interrogativi degli uomini sulla realtà, delle innumerevoli “domande” che essi si pongono quotidianamente per far fronte alle necessità della vita quotidiana; se non avessero individuato quell’unica stella che è la “domanda di verità” della vita, quei tre Magi non avrebbero trovato il Signore della storia, sarebbero rimasti nell’indifferenza e nell’ottusità.

A meno di non essere svegliati dal sonno da un intervento diretto straordinario dal Cielo, come accadde ai pastori richiamati dall’annuncio degli Angeli (cfr., Lc 2,8-14).

Nel mondo di oggi, nel quale la gente è sempre più arenata, per riuscire a partire per il “lungo cammino”, stordita com’è dall’unica “tonalità” che ripete ossessivamente sempre una stessa nota cupa. E al massimo si arena dopo i primi passi “psicopatologici” dell’individuo, e “ideologici” di coloro che dovrebbero illuminarla e guidarla, sono poche le persone che si accorgono della stella che è la “domanda di verità” della vita, e la sanno seguire fino in fondo (al destino) come i Magi.

Occorreranno allora, anche ora, come allora, degli Angeli che riscuotano direttamente dal Cielo la gente da questo stordimento e da questa ottusità diffusa.

Forse la Solennità dell’Epifania, quest’anno vuole dirci proprio questo, invitandoci a pregare e a far conoscere a più persone possibile la chiave di comprensione cristiana della storia. Si tratta di un’impresa ciclopica e ormai umanamente irrealizzabile, se non ricorrendo seriamente a domandare l’intervento del Cielo, la guida di una stella che sia talmente visibile da essere riconoscile da tutti. Tale che occorra ostinarsi accanitamente nel male per rifiutarlo.

Alla Vergine Maria non possiamo non ricorrere per domandarle l’intercessione che abbrevi i tempi del “lungo percorso”, così che l’umanità, insieme alla Chiesa ritrovi se stessa, ritrovando Cristo centro del cosmo e della storia.

Maria stella del mattino, intercedi per noi, per la Chiesa del tuo Figlio e per tutta l’umanità!

 

Bologna, 6 gennaio 2024

 

 

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