• sabato , 21 luglio 2018

ECCO LA LETTERA RISERVATA DI BENEDETTO XVI A VIGANO’

ECCO LA LETTERA RISERVATA DI BENEDETTO XVI A MONS. VIGANO’

Il portale della Sala Stampa del Vaticano, dopo le polemiche sorte a seguito della pubblicazione della foto contenente la lettera di Benedetto XVI, parzialmente ritoccata e coperta dalla collana di libretti, ha pubblicato poco fa la foto completa delle due pagine di cui la stessa è composta.

foto: lettera riservata di BENEDETTO XVI a Viganò

Dunque, dopo le polemiche sorte a seguito della maldestra gestione  (leggi qui) della lettera che il papa emerito Benedetto XVI  aveva inviato il 7 febbraio scorso a mons. Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, il cui contenuto era stato parzialmente comunicato dal Vaticano alla stampa, poco fa la Sala Stampa ha reso di pubblico dominio le copie della lettera stessa. Dalla visione della lettera viene confermata l’ipotesi che essa contenesse un altro paragrafo che non era stato reso noto. Un’ipotesi che era cominciata a circolare in maniera insistente nelle ultime ore sui media e che ha convinto la Segreteria a far pubblicare per intero la lettera. Eppure, da un dispaccio dell’ANSA (qui), che riportava la comunicazione ricevuta da imprecisate “fonti autorevoli della Santa Sede”, si poteva leggere che la lettera era stata “letta integralmente dallo stesso Viganò lunedì scorso durante la presentazione alla stampa”. Non solo, negava che la stessa fosse stata oggetto di «manipolazione», in verità ammessa alla Associated Press e mai esplicitamente smentita, affermando invece che si trattasse di una foto «artistica».

La Sala Stampa della Santa Sede pubblicando la fotocopia della lettera scrive:

Una nota della Segreteria per la Comunicazione, diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, sottolinea che “sono seguite molte polemiche circa una presunta manipolazione censoria della fotografia distribuita come corredo fotografico. Della lettera, riservata, è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il Papa Emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell’attuale Pontefice e l’interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana. La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di rendere nota la lettera nella sua interezza”.

L’intero contenuto della lettera rende più chiaro il tenore dei due primi capoversi e, soprattutto, la finalità generale della lettera stessa, che non era certamente quella comunicata da Viganò in conferenza stampa. Alla luce di alcuni autori dei libri, ad esempio Hünermann, la richiesta di Viganò a Benedetto di scrivere una sorta di prefazione all’opera assume il sapore di una insolenza piuttosto che una espressione di rispetto verso una personalità importante della cattolicità, il papa emerito (qualcuno, evidentemente, l’avrà dimenticato).

Dalla lettura del comunicato della Santa Sede si capisce che la lettera era riservata. Come ho scritto oggi (leggi qui), una lettera, se è riservata, deve rimanere tale; se invece si decide di renderla pubblica, allora deve essere reso pubblico tutto il suo contenuto. Non si possono accettare mezze misure, e ciò perché è in gioco la trasparenza e la credibilità della fonte, e perché si deve evitare il potenziale sviluppo di speculazioni, più o meno legittime.

Dunque il testo completo (in corsivo il capoverso oggi rivelato) risulta essere il seguente:

Benedictus XVI
Papa Emeritus

Rev.mo Signore
Mons. Dario Edoardo Viganò
Prefetto della
Segreteria per la Comunicazione

Città del Vaticano
7 febbraio 2018

Reverendissimo Monsignore,

La ringrazio per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l’allegato dono degli undici piccoli volumi curati da Roberto Repole.

Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi.

I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento.

Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti.

Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professor Hünermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della “Kölner Erklärung”, che, in relazione all’enciclica “Veritatis splendor”, attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Anche la “Europäische Theologengesellschaft”, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito quest’orientamento, rendendo quell’organizzazione un normale strumento d’incontro fra teologi.

Sono certo che avrà comprensione e la saluto cordialmente.

Suo

Benedetto XVI

 

Questa cattiva gestione della faccenda serva di esempio per il futuro, e qualcuno se la ricordi il prossimo 13 maggio quando sarà celebrata la 52ma Giornata delle Comunicazioni Sociali (qui), che quest’anno avrà come titolo: « La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace».

 

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