Ricevo e volentieri pubblico

 

sovranità popolare

 

Io sono un docente di diritto; insegno da oltre trent’anni in scuole superiori di Milano e dintorni; volevo raccontarvi di che cosa mi sono accorto ultimamente. Già da diversi anni, in tempi non sospetti, ho notato una strana anomalia nei testi che mi ritrovavo ad usare: al posto della sovranità, tra gli elementi essenziali dello Stato, veniva messo il governo (talvolta anche con la lettera maiuscola, per sottolinearne l’importanza). L’avevo notato già nel libro di testo, di Carlo Aime e Mariagrazia Pastorino, “Una finestra sulla realtà”, edito dalla Tramontana, nel 2018, ed avevo segnalato tale errore (perché non poteva essere altrimenti, io pensavo, ingenuamente) alla suddetta Casa editrice, la quale aveva fatto “orecchie da mercante” e mi ero ritrovato lo stesso errore anche nella nuova edizione dell’anno scolastico successivo. Avevo allora cambiato testo, adottandone uno che elencasse i tre elementi essenziali dello Stato come 1) popolo; 2) territorio; 3) sovranità, come da sempre ci è stato insegnato e come sempre noi abbiamo insegnato ai nostri allievi. Poi ho chiesto il trasferimento in un’altra scuola (dall’Ettore Conti sono andato al Marie-Curie/Piero Sraffa) e ho trovato lo stesso errore, questa volta motivato in maniera chiara: “per il diritto lo Stato … è costituito da un popolo stanziato in maniera stabile su un territorio e sottoposto all’autorità di un governo”, 101 lezioni di diritto ed economia, Carlo Aime e Mariagrazia Pastorino, edizioni Tramontana. Non solo, ma anche la definizione di “popolo” che fornisce tale testo è in quest’ottica: “il popolo è una comunità di persone nei cui confronti viene esercitata l’attività di governo”. La conseguenza di ciò è che i ragazzi, rispondendo alle domande degli esercizi relativi, mi hanno scritto: “io faccio parte del popolo e quindi sono sottoposto all’autorità del governo”. A questo punto mi sono detto: “Ma forse sono solamente questi autori di questa Casa editrice che hanno tale impostazione!” Dopodiché ho visto su un altro testo di altri autori, Paolo Monti e Francesca Faenza, edito da Zanichelli nel 2016, affermazioni molto simili a quelle precedentemente citate: “Elementi costitutivi di uno Stato sono: il popolo, il territorio e un apparato che esercita la sovranità’, cioè il potere di comando su quel popolo e su quel territorio”, tra l’altro facendo confusione tra il primo significato di Stato, inteso come comunità e il secondo significato, che indica l’apparato. Ma perché viene fatta tale operazione, che non può essere casuale? Per indurre le giovani generazioni all’accettazione dell’autorità governativa? E l’insegnamento dovrebbe tendere all’ossequio del “potere di comando”, essendo noi semplicemente i destinatari delle disposizioni che provengono dall’alto?

Ma la “perla di saggezza” che ho trovato più significativa è questo commento nel testo di Paolo Ronchetti, ”Diritto e legislazione turistica”, edito da Zanichelli, a proposito del diritto naturale: “Del resto, come può una norma essere giusta o ingiusta? Ognuno di noi darà un diverso giudizio a seconda delle sue opinioni politiche, della sua età, della religione, della situazione economica in cui si trova”! Et voilà, ecco relativizzati i diritti inalienabili dell’uomo, utilizzando i criteri che la Costituzione stabilisce invece per l’uguaglianza tra tutte le persone!

prof. Pietro Marinelli

Milano, 11 dicembre 2021

 

 

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