Il card. Donald Wuerl, attuale arcivescovo di Washington, in sostituzione dell’ex cardinale Theodore Edgar McCarrick (dimessosi alcune settimane fa da cardinale perché abusatore seriale), allo scoppiare degli scandali degli abusi sessuali aveva minimizzato dicendo che quella non era in fondo una “massive, massive crisis”. Ora, però, è nell’occhio del ciclone, perché nel rapporto del Grand jury della Pennsylvania, il suo nome figura 200 volte, e non sempre in maniera positiva, tanto che anche voci autorevoli  chiedono le sue dimissioni. Ieri, la stampa ha riportato che il card. Wuerl ha pubblicamente chiesto scusa “per errori di giudizio da lui commessi.

A proposito della “massive crisis” riporto questa interessante riflessione di Benjamin Wiker, nella mia traduzione.

Foto: reperto antica Grecia

Foto: reperto antica Grecia

 

Contrariamente alla valutazione iniziale e spesso citata del cardinale Donald Wuerl, la Chiesa cattolica si trova di fatto di fronte a una “crisi massiccia e massiccia”.  Una maggiore chiarezza sulla natura di questa crisi si può ottenere guardando alla più ampia prospettiva storico-morale.

C’è solo un motivo per cui la pedofilia oggi è anche una questione morale: storicamente, la Chiesa cattolica l’ha resa una cosa sola. Il sesso con i ragazzi e le ragazze, ma soprattutto con i ragazzi, era una parte accettata dell’antica cultura greca e romana, la cultura in cui Cristo stesso, e quindi la Chiesa, nacque. Il cristianesimo rifiutò questa comune pratica sessuale pagana come una distorsione della sessualità, e la evangelizzò di conseguenza.  Se non fosse stato per il successo degli sforzi evangelici del cristianesimo, le leggi contro la pedofilia ancora oggi in vigore non ci sarebbero mai state.

Per dare a questo disegno storico alcuni dettagli importanti, l’età più desiderabile per gli uomini che cercavano sesso con i ragazzi nell’antica Grecia e a Roma era quella nella fascia di 12-18 anni, quando i ragazzi stavano sbocciando nella maturità sessuale sul loro cammino verso l’essere uomini.  In breve, l’attività omosessuale è stata definita principalmente dalla pedofilia. Non vi erano distinzioni artificiali tra omosessualità, pedofilia, ephebofilia (sesso con qualcuno tra i 12-14) ed hebefilia (sesso con qualcuno 15-18). C’era semplicemente il desiderio culturalmente comune degli uomini di fare sesso con i ragazzi di età compresa tra i 12 ei 18 anni.

Inoltre, la pedofilia con i maschi non era limitata a pochi individui perversi con orientamento esclusivamente omosessuale.  La stragrande maggioranza degli uomini vi si impegnò come parte accettata della cultura greco-romana, sia che fossero (come li definiremmo noi) omosessuali o eterosessuali.  Così, la pedofilia non era un problema morale, ma una pratica culturale praticata dalla maggior parte degli uomini. (Questo è un punto importante che tratterò in un articolo futuro, perché significa che il nostro attuale tentativo di fissare una certa “percentuale” omosessuale nella popolazione, diciamo il 2 per cento o il 10 per cento, non tiene conto che l’omosessualità e la pedofilia possono diffondersi alla maggioranza attraverso una cultura deformata).

Questa era precisamente la situazione nell’antica Grecia pagana e a Roma.  Poi venne Cristo. Il cristianesimo ha fatto della pedofilia un problema morale.  Mentre il cristianesimo evangelizzava lentamente l’Impero Romano pagano, l’accettazione diffusa di uomini che facevano sesso con i ragazzi fu sostituita da una diffusa repulsione morale (e dalla comparsa di leggi anti-pedofilia che ne seguivano).  Lo stesso vale per l’omosessualità, la schiavitù sessuale, l’aborto, l’infanticidio e l’eutanasia. Diventarono questioni morali, piuttosto che pratiche sociali pagane accettate, solo a causa dell’evangelizzazione cristiana.

Ecco le lezioni che dobbiamo trarre da questa storia.

L’unico motivo per cui ci sono ancora leggi laiche in vigore che proibiscono e puniscono la pedofilia è che il cristianesimo è venuto a dominare la cultura in Occidente attraverso l’evangelizzazione.  L’unica ragione per cui abbiamo accettato l’omosessualità nella cultura e nel diritto è la crescente scristianizzazione della cultura in Occidente. Man mano che ci si laicizza (cioè ci si ripaganizzqri), la pedofilia sarà presto accettata, così come l’omosessualità, l’aborto, l’infanticidio e l’eutanasia sono già stati abbracciati.

Si tratta di una crisi massiccia, massiccia dentro e per la Chiesa, perché una rete omosessuale mondiale profondamente radicata tra i nostri sacerdoti, vescovi e cardinali è attivamente impegnata a realizzare la piena scristianizzazione del mondo predando i ragazzi tra i 12 e i 18 anni, ricreando letteralmente la cultura sessuale greco-romana nei nostri seminari e nelle nostre diocesi.  Se volete sapere come era nei sordidi giorni sessuali dell’antica Grecia e di Roma, basta leggere il rapporto della Pennsylvania (quello che ha messo in evidenza gli abusi sessuali praticati da circa 300 sacerdoti su oltre 1000 bambini in sole 6 diocesi. Ma negli Stati Uniti ci sono 192 diocesi, ndr).

Non è forse un’ironia piuttosto orribile?  Gli stessi uomini più autorevolmente incaricati dell’evangelizzazione di tutte le nazioni sono in pieno svolgimento nel portare avanti la devangelizzazione delle nazioni.  Così facendo, questi sacerdoti, vescovi e cardinali nel cuore stesso della Chiesa cattolica agiscono come volenterosi agenti della ripaganizzaziine, annullando 2.000 anni di storia della Chiesa.

Per essere più precisi, questi sacerdoti, vescovi e cardinali sono i principali agenti della de-vangelizzazione, della scristianizzazione e della ripaganizzazione.  Non c’è nulla, nulla, che mina l’autorità morale e teologica del magistero più rapidamente e a fondo che il matrimonio diabolico dello scandalo e dell’ipocrisia. Distrugge la capacità di evangelizzare.

E si noti che io dico sia morale che teologico.  Perché qualcuno dovrebbe prendere sul serio qualcosa che il magistero ha da dire, che si tratti degli insegnamenti della Chiesa sulla pedofilia e l’omosessualità o di quelli sulla Santissima Trinità?

E’ una crisi abbastanza massiva, massiva per lei, cardinale Wuerl?  Riesce ad immaginare qualcosa di più massiccia?

 

Fonte: National Catholic Register

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