di Gianantonio Sanvito

 

 

Carissimi,

vi mando il secondo resoconto del viaggio che con mia moglie, stiamo facendo nel Nagorno Karabakh, per conto dell’organismo internazionale “CINFUSA” (fondazione di diritto americano il cui scopo e portare aiuto ai Cristiani che soffrono). Il primo lo trovate qui.

Al mattino del secondo giorno ci riuniamo a colazione e alle 9.00 2 macchine ci portano alla scuola “Italo Armena Antonia Arslan”. Al cancello di ingresso siamo Accolte da alcune studentesse in abiti tradizionali, una delle ragazze aveva un vassoio con un grande pane e un piccolo contenitore in vetro con sale e un mazzo di rose. Abbiamo spezzato un boccone di pane e intinto nel sale lo abbiamo mangiato. La loro tradizione per dare il benvenuto agli ospiti graditi.

Arrivati all’ingresso  dell’edificio riconosco la scuola che avevamo visto  nella prima visita. A differenza di allora, è stata danneggiata dai bombardamenti e la stanno sistemando. Tutte le finestre sono esplose per l’onda d’urto di una bomba. All’ingresso vi è uno spazio dedicato agli alunni e ai professori caduti durante la guerra di ottobre.

Sono cambiate anche le persone, la preside signora Tatev, è un avvocato molto giovane e molto in gamba. Desiderosa di fare una scuola qualificata, sia come professori che come attrezzature, e di fortificare il legame con l’Italia e il nostro alberghiero. Subito siamo stati portati a visitare la nuova struttura che, hanno costruito in previsione del nostro arrivo, per ospitare il laboratorio di sartoria, dove insegnerà Ambrogina e Giliola, la sarta di Belluno, e quello di falegnameria dove darò una mano io.

 
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Mentre nel laboratorio di sartoria, per le tipologie moderne delle macchine da cucire è necessario chiamare un tecnico per il montaggio, in quello di falegnameria, con l’aiuto dei 2 professori Khachik e Gegam e alunni di terza iniziamo il montaggio delle macchine. Per la sartoria viene reperito un tecnico che lavorava in una azienda della città che fabbricava piumini per Moncler che avevamo visitato nel viaggio del 2019 e che ora è danneggiata e chiusa.  Il proprietario è morto.

La sera siamo invitati a pranzo a casa della preside, nell’attesa Ambrogina visita il cimitero dei caduti della guerra d’ ottobre. Impressionante se penso che la più giovane dei miei figli ha il doppio dei loro anni.

Nel parco del ricordo sono 16 i pannelli di queste dimensioni con 84 foto come queste di ragazzi morti in guerra.
Giunti a casa della preside siamo accolti dal marito e da alcune amiche tra cui la moglie del Presidente, professoresse e parenti della preside. Siamo rimasti strabiliati dalla tavola imbandita a nostro onore e, soprattutto per il lavoro fatto e il tempo dedicato per preparare quella meraviglia. Nonostante la situazione cercano di fare il massimo per renderci la visita piacevole. Ammirevoli e commoventi.

 
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Durante la cena Il marito ci racconta che durante l’invasione azera, i giovani catturati venivano consegnati ai legionari dell’ISIS, inviati da Erdogan, che provvedevano ad ucciderli. Inoltre ci ha mostrato una foto con un missile di 7 metri inesploso e ci ha raccontato del grande lavoro per assistere i cittadini negli scantinati. Praticamente l’allarme era quotidiano.

 
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Oltre a questi inviti, nel frattempo, lavoravamo per allestire i Laboratori. La domenica 3 ottobre alle 10 abbiamo assistito alla messa in rito ortodosso armeno nella Cattedrale dell’Intercessione della Santa Madre di Dio che sta proprio di fronte al nostro albergo. La Cattedrale è nuova, iniziata nel 2006 è stata terminata nel 2019, infatti era in fase di finitura durante il nostro primo viaggio. Sotto la costruzione, è stato approntato un bunker già previsto nel progetto originario. La costruzione è stata finanziata da un armeno americano.
Sul piazzale antistante vi sono due bellissimi Khachkars (tradizionali croci armene scolpite nella pietra).

 
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La sera siamo invitati a cena dalla famiglia della preside…… , anche qui una accoglienza commovente e una tavola imbandita bellissima. Siamo quasi imbarazzati da tanto affetto.

Lunedì 4 facciamo colazione e poi ci dirigiamo verso la scuola per riprendere il nostro lavoro Per quanto concerne la falegnameria stiamo ancora montando le macchine e pensiamo di finire entro sera, mentre per la per la sartoria, il tecnico ha già finito il montaggio delle macchine e Ambrogina e Gigliola sono già impegnate a tagliare i tessuti, a preparare una gonna, circondate dalle ragazze che sono attentissime. Come avevamo previsto, con l’aiuto dei ragazzi che, sono stati bravissimi per sera abbiamo quasi completato il montaggio di tutte le macchine. Ora servirà collocare le macchine presso le varie uscite delle prese elettriche. Dovremo attendere domani l’arrivo di un trans pallet per  posizionarle nel posto giusto.

Stanchi ma soddisfatti ritorniamo in hotel e ci prepariamo perché,  siamo stati invitati alla serata di inizio anno scolastico in un teatro della città pranziamo e ci prepariamo per la serata culturale.

 
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Siamo prelevati in hotel da 2 macchine che ci portano in  teatro dove assistiamo a uno spettacolo bellissimo fatto di danze in costume,  musica  eseguita con strumenti tradizionali armeni  e canti bellissimi. Veramente uno spettacolo  di ottima esecuzione. Vengono inoltre premiati, dal ministro della cultura, i professori meritevoli dell’anno precedente.

 
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Martedi 5. Arriva il trans pallet e posizioniamo le macchine. Ho portato con me un piccolo crocefisso in legno che ho ricevuto in regalo dopo una testimonianza fatta a Macugnaga con un gruppo di famiglie in vacanza, di Comunione e Liberazione di Gerenzano, in vacanza . Un regalo con la raccomandazione di portarlo in Artsakh e appenderlo in un aula.

 
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La sera siamo di nuovo invitati ad una serata culturale dal ministro dell’Educazione (mi piace far notare “Educazione” non Istruzione) presso il centro culturale della città e, intitolato al cantante armeno vissuto in Francia, Charles Aznavour.

Dopo la serata, la signora Ministro ci invita a cena presso un ristorante tipico, dove ci raggiunge la Signora Cristina, moglie del Presidente.

Mercoledì e giovedì 7 -8 pulizie generali nel Laboratorio di falegnameria e sistemazione delle attrezzature, visite a rivenditori di legname e materie prime, ferramenta e vernici. Anche le nostre sarte dedicano parte della giornata per negozi e mercerie per vedere la disponibilità di tessuti e articoli vari.   In tarda mattinata passo alcune ore nel laboratorio di cucina composto semplicemente da una cucina casalinga, per parlare con le professoresse, alle quali chiedo un aiuto nell’individuare 2 alunne (di alunno ce né 1 solo) o l’alunno e 1 alunna di terza, bravi e svegli da portare per 4 mesi in Italia presso L’Istituto Alberghiero Don Carlo Gnocchi di Carate Brianza al fine di fare uno stage presso il nostro ristorante didattico.

Oltre che apprendere un po’ della cucina italiana, avere una idea sulla gestione ristorativa. I ragazzi che verranno saranno contrattualizzati per 2 anni dopo il loro ritorno per insegnare nel laboratorio della scuola.

Nel laboratorio di Sartoria, intanto cominciano a vedersi i primi risultati, tra l’entusiasmo delle ragazze e anche delle insegnanti.

Venerdì 9 viene a visitarci il ministro dell’educazione signora, Lusine Gharachanjane, subito si mette in lista per l’acquisto di un capo di sartoria. Nel primo pomeriggio abbiamo una call con un giornalista di Tempi, Leone Grotti, e il ministro dell’educazione, la preside e alcune signore, sulla situazione locale e sul progetto della scuola Italo Armena. La sera la nostra interprete Lara vuole assolutamente farci conoscere le sue amiche e ci invita al ristorante con loro.

 
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Da sinistra a destra, Giliola, Tatev, Ambrogina, la ministra
Lusine, Rita, la presidente della fondazione.

 
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Domenica 10 ottobre.
Questa mattina, alle 10:00 usciamo dall’hotel per andare a visitare il monastero di Gandzasar. Dopo circa un’ora di viaggio, tra colline e montagne ci è apparso questo splendido monastero, posto in cima ad una altura. Arrivati siamo entrati subito in chiesa per la Santa Messa che era da poco iniziata e, con grande sorpresa, quando il celebrante si è rivolto ai fedeli, mi ha preso un colpo, era padre Hovhannes! il padre incontrato durante la visita di tre anni fa al monastero di Dadivank che, ora è stato preso dagli azeri. Durante quell’incontro ci aveva fatto visitare il Monastero e in chiesa aveva fatto un canto di ringraziamento per la nostra visita. Ci aveva poi invitato in casa per un caffè accompagnato da dolci, quando gli ho detto che avevo 4 figli e 17 nipoti, aveva fermato la colazione e ha recitato una preghiera di ringraziamento per la mia famiglia. Padre Hovhannes, era deciso a rimanere nel monastero con i suoi parrocchiani per difenderlo. Aveva aperto un baule dietro la sua sedia contenente un mitra e i proiettili che, erano serviti per difendere Il monastero nel 2014. Il padre superiore del suo ordine sapendo che, si sarebbe fatto uccidere sul posto piuttosto che lasciare il monastero, gli ha ordinato di trasferirsi salvandogli la vita.

Durante la guerra avevo più volte chiesto ai nostri contatti in Artsakh se, avevano notizie del Padre. Dopo vari tentativi, ho saputo che era stato trasferito ma non sapevano dove.
Quando l’ho riconosciuto mi sono veramente emozionato. Finita la Santa Messa l’ho incontrato e ci siamo abbracciati e rallegrati per esserci ritrovati.

Abbiamo visitato il monastero, con le foto di rito e poi siamo saliti tutti un po’ stipati in un SUV e siamo scesi a valle a cinque minuti dal monastero, nella casa di campo della sorella piccola della preside Tatev. Li abbiamo trovato i rispettivi mariti che erano all’opera e ci stavano preparando un barbecue. Mentre scendevamo dal monastero per andare a casa della sorella di Tatev ci siamo fermati di fronte a un albergo sulla strada “Albergo mare”, abbiamo con sorpresa visto che sul fiume, che scorreva accanto avevano costruito un arca di Noè e attorno all’albergo c’erano vari animali in pietra e in metallo. Uno era addirittura un leone costruito nella roccia laterale all’albergo . la casa che ci ospita è praticamente in una Valletta circondata da montagne con un bersò quasi sul fiume.

 
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La cosa interessante di questi inviti, è la presenza immancabile di un ottimo cognac, usato per i brindisi. Per cui quando uno vuole berne un sorso brinda a qualcosa e via…
E’ risaputo che Stalin faceva dono di questo cognac a Churchill, che lo apprezzava moltissimo, tanto che scriveva a Stalin quando lo finiva. Ho pensato che ne porterò a casa qualche bottiglia e poi scrivo anc’io quando lo finisco. Il problema è sapere a chi scrivere. (ci lavoro sopra, poi farò sapere).

 

 

 

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