Caravaggio - L'incredulità di San Tommaso (Wikipedia)
Caravaggio – L’incredulità di San Tommaso (Wikipedia)

 

di Aurelio Porfiri

 

Io, come tutti voi, vivo nel mondo di oggi, un mondo frenetico, iperattivo, che non conosce mai riposo. Insomma, non vengo da un pianeta lontano ma sono immerso fino alla testa in questo corto circuito esistenziale che chiamiamo vita. La vita, come sappiamo, è anche dura, ingiusta, non di rado incomprensibile. Ora, noi abbiamo varie risposte per questa situazione, risposte che vengono dalla nostra cultura, esperienza o fede. Queste risposte sono come delle lenti che ci permettono di mettere a fuoco quello che sperimentiamo dalla viva e brutale esperienza.

A proposito di bellezza

Io, come penso di aver già affermato più volte, sono un musicista, quello che viene definito “un’artista”, anche se questa definizione non mi piace affatto. Leggendo vari testi sull’argomento musica, arte ed estetica, mi ritrovo spesso a confrontarmi con una citazione che in effetti si offre come possibile risposta ai dubbi sull’esistenza or ora espressi. La frase è del famosissimo scrittore russo Fëdor Michailovič Dostoevskij: “la bellezza salverà il mondo”. Sicuramente conoscete questa frase, non vi può essere ignota perché la si trova dappertutto e in tutte le salse. Ma, come spesso accade, la frase viene citata sovente a sproposito e, soprattutto, non in maniera veramente accurata. La citazione è tratta dal romanzo L’idiota (pag. 478-479) e presa nel suo contesto integrale suona così: “E’ vero, principe, che lei una volta ha detto che la ‘bellezza’ salverà il mondo? State a sentire, signori,” gridò ad alta voce, rivolgendosi a tutti, “il principe sostiene che la bellezza salverà il mondo! E io sostengo che questi pensieri gioiosi gli vengono in testa perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato […]. Ma quale bellezza salverà il mondo?” Certo in questo modo, nel suo originale contesto, la frase non ha tutta quella potenza affermativa che sembra avere nelle citazioni che comunemente si fanno di essa. Facendo una breve ricerca su internet ho potuto constatare gli usi più disparati di questa citazione, per la maggior parte riferiti alla bellezza puramente estetica e sensuale. Ma credo sia mio dovere fa risuonare l’ultima domanda: quale bellezza salverà il mondo?

Cristianesimo e bellezza

Questa domanda ci fa pensare alla nostra condizione di cristiani e al nostro rapporto con la bellezza. Spesso questo rapporto è molto problematico, strano a dirsi, visto la bellezza artistica che la Chiesa Cattolica ha prodotto durante i secoli. Ma, spesso, si è preferito separare l’insegnamento sistematico del cristianesimo dall’insegnamento per via estetica. Questo ha anche una ragione, che è dovuta all’uso sfuggente e difficile proprio della parola “estetica”. È una di quelle parole che viene usata nelle accezioni più disparate. Dove troviamo, noi cristiani, la bellezza? Essa ha un senso per noi o ci bastano le affermazioni teologiche? La bellezza può essere via della Teologia? Veramente la bellezza ci salverà? Ma cosa è questa bellezza? Se si avrà la pazienza di seguirmi credo che si potrà riconsiderare visioni che vengono date per acquisite. Penso potrà essere, come lo è stato per me, un percorso sorprendente.

Chiarificare i nomi

Facciamo innanzitutto un poco di chiarezza sui termini che usiamo. In questo ci è utile un bel testo di Ugo di san Vittore, teologo che incontreremo in articoli successivi. Nel suo Didascalicon (VI, 3) ci dice qualcosa che io trovo particolarmente illuminante: “Ricordo quando frequentavo la scuola e mi preoccupavo di approfondire il significato dei nomi degli oggetti che incontravo o che capitavano sotto le mie mani e come io formulavo il mio stesso pensiero su di essi, e cioè che uno non può conoscere la natura delle cose prima di aver imparato i loro nomi”. Trovo questa osservazione molto interessante e indovinata. In effetti i nomi ci danno indicazioni interessanti sulla natura delle cose. Ora, i nomi che mi sentirei di introdurre all’inizio sono tre: Teologia, Arte ed Estetica (da qui con la maiuscola per dare risalto alla loro considerazione approfondita). Dobbiamo parlare del rapporto tra Teologia ed Estetica e della mediazione che l’Arte offre. Il rapporto tra Dio e bellezza è molto più stretto di quello che in un primo momento si può immaginare.

 

(continua)

 

 

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