Rilancio l’articolo di Michele Crudelini pubblicato su Byoblu

 

 

Dal 15 ottobre il diritto al lavoro in Italia verrà pesantemente compromesso. Milioni di lavoratori, per poter svolgere la loro mansione dovranno infatti pagare il costo del tampone. E oltre al diritto al lavoro, ora sembra che il Governo voglia prendere di mira anche il diritto di manifestare il proprio dissenso.

Repressione del dissenso?

Sembra che infatti l’ultimo fine settimana di proteste sia stato utilizzato da Mario Draghi come il pretesto per dare una stretta ancora più rigida alle future manifestazioni. Si sarebbe infatti svolto un colloquio a tre tra il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese e con il con il sottosegretario delegato Franco Gabrielli.

Il prossimo obiettivo dichiarato è quello di limitare al massimo le prossime manifestazione che si preannunciano particolarmente veementi nella giornata del 15 ottobre, quando entrerà in vigore l’obbligo del green pass. Il ministro Lamorgese ha convocato per mercoledì un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza che servirà ad analizzare quali azioni intraprendere per controllare in maniera più stretta il dissenso.

Una strategia che è stata come di consueto sposata con vigore dai principali organi della stampa mainstream, come il Sole 24 Ore che ha addirittura parlato di “polizia “disarmata” e di norme in piazza che risalirebbero al 1931”. Norme che a detto del giornale vicino a Confindustria sarebbero da riaggiornare perché troppo generiche.

Il Sole 24 Ore vorrebbe quindi norme più rigide rispetto a quelle elaborate sotto il regime fascista?

Un diritto costituzionale

Ricordiamo che il diritto di manifestazione e di espressione del dissenso è tra quelli riconosciuti e garantiti dalla Costituzione in ben due articoli. L’articolo 17 che così recita:

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

E poi c’è l’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Una stretta alle manifestazioni, senza chiare giustificazioni, sarebbe quindi una palese violazione della Costituzione.

Tuttavia sono diversi gli aspetti controversi legati a questa vicenda e che sembrano nascondere una regia precisa.

Il ruolo ambiguo di Forza Nuova

L’atteggiamento repressivo del Governo sarebbe infatti conseguenza del controverso assalto alla sede della CGIL ad opera di un ristretto gruppo di manifestanti presenti a Roma e afferenti con buona probabilità al movimento Forza Nuova. Le dinamiche dell’assalto e alcune immagini sembrano però testimoniare l’anomalo comportamento delle forze dell’ordine, che sembrano assistere come spettatori passivi.

D’altronde risulta abbastanza incomprensibile come un gruppo, ben noto alle forze dell’ordine, riesca in piena impunità a raggiungere e assaltare la sede di un sindacato, nel pieno centro della capitale. E oltre a questo risulta del tutto incomprensibile la presenza sullo stesso palco di Piazza del Popolo di Giuliano Castellino, esponente di spicco di Forza Nuova, ma anche soggetto che avrebbe dovuto essere ben monitorato dalle autorità giudiziarie.

Castellino risulta infatti colpito dal Daspo, provvedimento che lo dovrebbe tenere lontano dagli stadi di calcio, ma non solo. Secondo il tribunale di Roma Castellino è “un soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica” poiché “organizza forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell’Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine”.

Insomma un agitatore riconosciuto come tale e che sabato ha potuto muoversi liberamente e indisturbato in una manifestazione, creando caos e disordini. Gli stessi che ora sono utilizzati come pretesto dal Governo per ridurre gli spazi di libertà. La domanda che bisogna quindi porsi è: c’è un legame tra Forza Nuova e il Governo Draghi?

 

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Fin qui l’articolo di Byoblu.

Durante la manifestazione di Roma di sabato 9 ottobre scorso contro il green pass, ecco il momento in cui la polizia manganella i manifestanti inermi senza che stessero facendo nulla di male, se non cercare di parlare con gli agenti. Altri video li potete trovare qui.

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