Ricevo e volentieri pubblico.

 

 

 

COMUNICATO dell’Associazione Iustitia in Veritate

 

Il DPCM del 3 dicembre 2020, con il colpo al cuore al Natale e alla famiglia, è forse il peggiore sfregio agli italiani finora assestato da questo governo, sia perché non sussistono più le condizioni di emergenza sanitaria di 10 mesi fa e la situazione epidemiologica non è uniforme in tutti i territori nazionali, sia perché oggi l’economia e l’equilibrio psicologico della popolazione sono ormai duramente compromessi.

Ci riferiamo specificatamente ai commi 3 e 4 dell’articolo 1 (http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20201203.pdf ):

3. Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

4. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti

L’imposizione del coprifuoco senza contemplare eccezioni per il 24 dicembre, impedisce la celebrazione della tradizionale Messa natalizia di mezzanotte. Tralasciando l’assurdità di ritenere che la carica virale possa essere legata ad un orario, questo atto, come ha magistralmente evidenziato l’avv. Gianfranco Amato, è inaccettabile, in quanto costituisce un’indebita ingerenza negli affari interni di uno stato indipendente e sovrano, in aperta violazione del Concordato, che all’art.2 sancisce: «la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione», assicurando in particolare «alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica».

Purtroppo – salvo rare eccezioni – da parte dei vertici della gerarchia ecclesiastica assistiamo con preoccupazione anche ad una mancata presa di posizione. Tale silenzio – come già accaduto durante il primo periodo di lockdown, nel corso del quale si sono susseguiti numerosi abusi alla libertà religiosa da noi infatti denunciati – rischia ancor più adesso di avallare nei confronti dello Stato una acquiescenza che mette a repentaglio la missione e l’identità stessa della Chiesa Cattolica.

Il comma 4 dell’articolo 1 invece priva gli italiani, a prescindere da qualsiasi colorazione delle rispettive regioni, della libertà di movimento nel periodo delle vacanze natalizie.

Questa scellerata decisione ha due gravissime ripercussioni sia a livello economico, penalizzando ulteriormente le imprese nazionali, che, sia pur in forma limitata dai provvedimenti emergenziali già in atto, avrebbero potuto beneficiare di un incremento della propria attività, sia a livello sociale, impedendo la riunificazione delle famiglie, costringendo molti italiani a trascorrere nell’isolamento la festa più importante dell’anno, lontano dai propri cari.

Le conseguenze psicologiche ai danni di persone fragili, già psicologicamente prostrate dalla campagna di terrorismo sanitario, condotta incessantemente sui principali media sono davvero preoccupanti.

Basti pensare all’impennata dei casi di suicidio, cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo e, in particolare a quanti anziani si domanderanno se questo governo li avrà privati della possibilità di trascorrere il loro ultimo Natale in compagnia dei propri familiari.

L’uomo è costituito da corpo, mente e anima.

Per tali ragioni, è gravissima cecità ritenere bene assoluto la salute fisica, a scapito di quella psicologica e spirituale.

Le necessità di salute psicologica e spirituale, a nostro avviso, possono quindi a buon diritto rientrare tra le eccezioni che consentono di derogare le limitazioni introdotte dal DPCM.

E’ in gioco la nostra dignità di uomini liberi.

 

 

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