Caino, vergogna, dolore

 

 

di Gianni Silvestri

 

E’ la prima domanda di Dio sulla responsabilità altrui: la più antica.
Dio la pone a Caino, dopo che ha ucciso Abele.

Ma non essendo una domanda posta per conoscere quanto accaduto (Dio già conosce tutto), appare una “domanda maieutica”, posta per far comprendere a Caino la gravità del suo gesto, la responsabilità che egli aveva per il suo fratello.

Quello della responsabilità per il fratello, che superi l’individualismo (e l’egoismo) che  attanagliano  l’intera società, è un tema costante nelle scritture sacre (cioè direttamente ispirate da DIO).
Nel libro del profeta Ezechiele (ed il profeta è ancor di più ispirato da DIO),
Dio è chiaro:
“Mi fu rivolta questa parola del Signore: «O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: Malvagio, tu morirai, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».
Lo stesso Gesù ci ha ripetutamente chiesto e chiarito la legge dell’amore per il prossimo come fondamento dei rapporti umani e base per il giudizio finale:
ogni cosa che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avrete fatta a Me
S Paolo, nell’inno alla carità afferma: ”al di sopra di tutto via sia la Carità
La Chiesa nella sua millenaria esperienza ed ispirazione, ha declinato nel modo più chiaro e pratico possibile, le principali occasioni ed attività di aiuto al prossimo, nelle sette opere di misericordia corporali e spirituali
(sono sette, ma potrebbero essere…70 volte sette).

Mi sono sempre chiesto se questa non sarà anche l’ultima domanda che Dio ci porrà alla fine della nostra vita, quando ci presenteremo da Lui:
“Vieni da me solo… ma dov’è tuo fratello?

Nella tua vita terrena, hai curato anche il cammino del Tuo fratello? 
Lo hai avvertito dei rischi e degli sbagli che stava facendo allontanandosi da Me?
Mi hai annunciato in modo che lui si accorgesse di Me?
Hai testimoniamo la bellezza della fede?  Sei stato luce per gli altri ?  

Dov’è il tuo coniuge che ti ho affidato con il sacramento del matrimonio “fino a che morte non Vi separi?”
Dov’è il tuo figlio per il quale tu hai chiesto il battesimo?
Rendendolo a tutti gli effetti figlio di Dio e della Chiesa?
Tu da genitore ne avevi la piena responsabilità, anche di educazione alla fede.
Hai pregato con lui?  Avete celebrato i sacramenti insieme?
Lo hai guidato o ti sei limitato solo ad accarezzarlo?
Dov’è il tuo “compagno di banco o di giochi?

Dov’è il tuo collega di lavoro con il quale hai condiviso per decenni la scrivania o le ore più importanti della giornata?

Dov’è il tuo vicino di casa che hai frequentato per decenni ? (quindi con tutto il tempo e le occasioni per indirizzalo a Me?).

Dov’è il tuo fratello di fede con il quale, ripetutamente, hai scambiato il segno della pace a Messa portando I doni all’altare?”
Dov’è tuo fratello?  la domanda di Dio resti la domanda della nostra vita.
“come Dio Comanda” si diceva…
“Come Dio Domanda” potremmo aggiungere da oggi…
Dio ci aiuta e, come un Professore “buono”,  ci anticipa la domanda…

per darci il tempo di preparare, in anticipo, la risposta.

La domanda di Dio diventi, già da ora, la risposta alle nostre incertezze, 
Sia la traccia sicura per il nostro cammino.

In Pace, fratello.                                                             

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1