Un lettore mi scrive.

 

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Foto di Dwidiyo Hanung su Unsplash

 

Egr. Dott. Paciolla,

come è (o dovrebbe essere) noto l’ideologia, in quanto forzatura di uno schema astratto sulla realtà, tende a provocare danni in ogni dove, come la storia ampiamente ci documenta indipendentemente dal “colore” politico con cui lo si legge. O, come minimo, tende ad indurre una percezione fortemente distorta della realtà medesima.

Essendo appassionato di sport motociclistico, quando accedo ai social (che, vorrei precisare, non uso se non in sola lettura) spesso campeggiano in primo piano dei post a tema. Oggi è la volta di una “pluricampionessa” che, in occasione dell’8 marzo pare schierarsi, facendo fede al titolo dell’articolo, contro il “gender gap”. Cosa esso sarà mai? Forse che gli albi d’oro del motociclismo mondiale non siano costellati di rappresentanti del “gentil” sesso? Ma guarda un po’ che strano! “Rabbrividiamo”, avrebbe detto la Massironi dei tempi della Gialappa’s.

Nell’epoca dell’alternanza Prodi – Berlusconi mi resi lucidamente conto della malformazione mentale di alcuni la cui impostazione psico sociale era improntata verso un egualitarismo assolutista non solo al di fuori dalla realtà ma anche del tutto ridicolo. In altre parole, se i segreti di Fatima ci riguardano perché non dovremmo esserne tutti a conoscenza? (Non sto scherzando, ho ascoltato anche questo). Perché un lavoratore dovrebbe osare invitare qualche collega per un pranzo, cena o aperitivo senza estendere tassativamente l’invito all’azienda intera (pena linciaggio morale)?

Bene, ora si assiste al rifiuto che la struttura psico fisica del maschio e della femmina possano essere differenti, perciò all’idea stessa che il maschio e la femmina possano esistere come categorie, ciascuno con la propria specificità. Già qualcuno si è spinto a negare con forza l’esistenza delle razze, quindi si procede per step successivi. Nulla di nuovo sotto il sole. A pensarci bene l’aspirazione ad unirsi con il proprio animale domestico o con una pianta non fa che andare nella medesima direzione.

Lei comprenderà perfettamente che non si tratta di un problema confessionale o religioso, ma semplicemente di ragione.

Ricordo che negli anni 70 alcuni insegnanti di religione si avvalevano di un opuscolo che rimarcava, fra l’altro, come non esistesse una superiorità di un genere rispetto all’altro, piuttosto che vi fossero semplicemente delle differenze, fra l’altro tali da renderli complementari. Alla luce della mentalità dominante, ora direi che si tratta di qualcosa di sconvolgente, addirittura di inaccettabile.
Il che mi fa pensare anche che quando si smette di credere veramente in Dio, si tende poi a credere ad ogni cosa, con particolare propensione alle scempiaggini.

Mi dica: secondo lei a quando la prima campionessa nella MotoGP? Facile: quando un futuro campione dichiarerà di sentirsi donna. Guai, si intende, a chi oserà fiatare.

Grazie per l’attenzione
Claudio – Saronno
 


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