Don Vittorione e Papa Giovanni Paolo II
Don Vittorione Pastori e Papa Giovanni Paolo II

 

 

di Samuele Pinna

 

A cento anni dalla nascita di don Vittorio Pastori, conosciuto come don Vittorione, arriva un riconoscimento che ne riafferma la statura morale: l’essere annoverato nell’Enciclopedia dei Giusti dell’Umanità della Fondazione Gariwo, nella sezione dedicata all’Africa. La decisione, resa pubblica il 5 giugno, colloca il fondatore di Africa Mission – Cooperation and Development Ets tra coloro che, in tempi e luoghi segnati da violenza e ingiustizia, hanno scelto di difendere la dignità umana.

La vita di don Vittorione, sacerdote e missionario, è stata interamente dedicata alle popolazioni più vulnerabili dell’Africa orientale. Nei decenni segnati da guerre, carestie e instabilità, la sua azione ha unito interventi di assistenza, ma non si è limitata alle emergenze: ha saputo anche costruire ponti di solidarietà tra comunità, promuovendo percorsi di sviluppo, autonomia e dignità. Un’eredità che continua a orientare l’organizzazione da lui fondata nel 1972: «Per noi di Africa Mission – Cooperation and Development Ets, questo riconoscimento assume un significato particolarmente profondo – sottolineano i presidenti del Movimento don Maurizio Noberini e Carlo Antonello –: don Vittorione non è infatti soltanto il fondatore dell’organizzazione, ma il riferimento etico e ideale che continua a orientarne le scelte e le attività. (…) Il Movimento da lui fondato e guidato per oltre vent’anni, dal 1972 al 1994, è oggi vivo e attivo e continua a operare insieme alla popolazione ugandese, costruendo percorsi concreti di sviluppo e di riscatto sociale».

Il riconoscimento si inserisce nel più ampio lavoro della Fondazione Gariwo, impegnata nella diffusione di una cultura della responsabilità individuale attraverso le storie dei Giusti. Negli ultimi anni, la Giornata dei Giusti dell’Umanità – istituita dal Parlamento europeo – e la nascita di quasi trecento Giardini dei Giusti nel mondo hanno contribuito a consolidare un movimento culturale che punta a prevenire i crimini contro l’umanità attraverso l’educazione. Dal 2024, Gariwo collabora con le Nazioni Unite per promuovere il modello dei Giardini come strumento formativo globale.

In questa prospettiva, Africa Mission sta realizzando un Giardino dei Giusti anche a Moroto, in Uganda, all’interno del Community Development Centre intitolato proprio a don Vittorione: «Questo spazio dedicato alla memoria e all’educazione – osserva il direttore Carlo Ruspantini – è un luogo vivo e particolarmente adatto per raccontare le storie di chi ha scelto il bene e promuovere una cultura della responsabilità individuale, soprattutto tra le nuove generazioni. Il riconoscimento di don Vittorione come Giusto dell’Umanità non rappresenta soltanto un tributo alla sua memoria, ma un invito attuale e concreto a ciascuno di noi: non restare spettatori di fronte alle ingiustizie, ma diventare protagonisti di scelte capaci di generare cambiamento».

Il percorso che ha portato al riconoscimento ha coinvolto anche scuole e volontari impegnati nella raccolta e nella sistematizzazione del materiale storico. Ruspantini ha rivolto un «ringraziamento particolare a tutti i volontari di AMCD di Piacenza che hanno partecipato alle ricerche storiche per la preparazione del materiale per l’ottenimento del riconoscimento e in particolare all’insegnante Ilaria Antonini, agli studenti della classe 5L e alla dirigente scolastica Carmen Sferlazza dell’Istituto I.S.I.S. “Valceresio” di Bisuschio (VA), e alle maestre Chiara Fariselli e Jessica Magno per il lavoro fatto con le loro classi e alla dirigente scolastica Giovanna Solari della scuola primaria San Lazzaro di Piacenza».

Questo tributo a don Vittorione è un segnale che, nonostante le crisi e le contraddizioni del presente, il bene compiuto con coerenza continua a generare effetti concreti. E la memoria di chi ha scelto di impegnarsi resta capace di produrre frutti anche a distanza di decenni. Non solo, la vita di don Vittorio Pastori non è stata dedicata unicamente all’aiuto di chi si trovava nel bisogno: l’amore per il prossimo, infatti, può realizzarsi pienamente solo attingendo alla sorgente stessa dell’Amore, amando Dio sopra ogni cosa, per assumere gli stessi sentimenti di Cristo e unirsi ai suoi misericordiosi patimenti: «Dobbiamo avere la capacità – ha spiegato don Vittorione – di pagare di persona, di pagare con noi stessi, di lasciare la propria casa, il paese, gli amici per diventare cittadini del mondo, per andare nelle vie del mondo, per annunziare ai popoli il Vangelo attraverso la carità».

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