Ultima cena - Duccio di Boninsegna

Ultima cena – Duccio di Boninsegna

 

L’ISTITUZIONE DELL’EUCARESTIA

 

di Luigi Giussani

 

«Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”» (Lc 22,16).

Tutto quello che noi siamo grida a Dio la preghiera che è al centro della messa: tutto deve diventare corpo e sangue di Cristo, parte del mistero di Cristo che ha già liberato il mondo con la sua morte e resurrezione, ma che investe le nostre azioni della possibilità di collaborare a questa liberazione. Tutto il mondo ha bisogno della nostra fede, che la nostra vita cambi per fede, che diventi morte e resurrezione di Cristo operante nella storia. Preghiamo la Madonna che quello che è accaduto in lei accada anche in noi. Che diventi carne quel flusso incessante d’amore che ha un nome terrestre: Cristo. La Madonna aiuti il nostro cuore a levarsi ogni mattina con la luce che lei aveva negli occhi. Con che luce guardava le cose della sua casetta, con che luce sentiva nell’affezione del cuore tutto ciò che la circondava!

Preghiamo la Madonna che quello che è accaduto in lei accada anche in noi. Che diventi carne quel flusso incessante d’amore che ha un nome terrestre: Cristo. La Madonna aiuti il nostro cuore a levarsi ogni mattina con la luce che lei aveva negli occhi. Con che luce guardava le cose della sua casetta, con che luce sentiva nell’affezione del cuore tutto ciò che la circondava!

Facciamo lo sforzo di immedesimarci con la memoria della Madonna, con la coscienza di questa giovane donna, perché questa è la vita umana. Questa giovane donna viveva la coscienza di Colui a cui tutto il mondo apparteneva. E la memoria di cui viveva era l’attesa che si compisse la promessa. Mendichiamo dalla Madonna la grazia di essere più simili a lei, di crescere nella nostra tarda umanità, di crescere nella leggerezza della gioia di cui le sue giornate erano così capaci, dentro l’ambito ristretto in cui viveva, aspettando di ora in ora che avvenisse la volontà del Padre.

 

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