La lettera di Antonio La Peruta ha suscitato commenti e repliche. Un lettore, Umberto Giorgi, mi scrive la seguente lettera che che con piacere riporto.

 

Don Luigi Giussani
Don Luigi Giussani

 

Caro Sabino,

ho letto con un misto di interesse e curiosità la riflessione del tuo amico Antonio La Peruta. Devo ammettere di essere rimasto piuttosto perplesso e la perplessità cresceva man mano che procedevo con la lettura. CL, sostiene Antonio, non è una realtà di questo mondo. Dunque l’importante, sintetizzo, è aderire alla Fraternità se si vuole incontrare il carisma di don Giussani oggi e seguirne la regola. CL non coincide con il Meeting di Rimini, né con nessun altra espressione pubblica o privata, perché è “altro”. CL è una Fraternità!

A parte il fatto che per partecipare alla vita di CL non è mai stata richiesta l’iscrizione alla Fraternità (che don Giussani definiva come l’espressione più matura del movimento nato dal suo carisma), è certamente vero che, come ogni realtà ecclesiale, partecipa di un fenomeno divino, ma dentro a questo mondo! CL, come la Chiesa, è fatta da uomini, non è del mondo, ma è nel mondo.
Questo essere nel mondo ci fa guardare alla vita di Gesù, il carisma dei carismi, dei Santi e anche di don Giussani, per capire ed imitare come questo divino si è posto di fronte al mondo.
– [ ] Don Giussani inizia il Senso Religioso con una affermazione importante: “Cominciamo a giudicare, è l’inizio della liberazione”. E questo ha fatto il movimento, che non a caso si chiama Comunione e Liberazione, per oltre 60 anni. Don Giussani aveva capito benissimo che una esperienza di fede che non giudica la realtà non interessa,in fondo in fondo, a nessuna, non “accende” cuore ed interesse se non mobilita e una fede così avrà, inevitabilmente, una data di scadenza. È se opera.
– [ ] Gesù ha detto che “dai frutti si conosce l’albero” e inoltre ha così ha definito la Sua missione “«È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi».
– [ ] Dio mi guardi dalla tentazione di diventare a mia volta un fariseo o di ridurre tutto, come dice La Peruta, a una manifestazione pubblica, ma io non riesco a restare indifferente a quello che succede nel mondo senza cercare di giudicare con i criteri che la fede mi ha dato e che sono semplici e chiarissimi.
– [ ] Se CL non si esprime sulla dittatura sanitaria dei 2 anni passati, che ha lasciato intere famiglie senza un lavoro e ha distorto scienza e medicina piegandole all’interesse di lobbies spietate e criminali, se non solo non si esprime, ma anzi l’appoggia invitando al meeting gli uomini che l’hanno attuata senza alcun contraddittorio (da Ricciardi nel 2021 a tutta la sfilata di quest’anno), se non si esprime sul transumanesimo che avanza a grandi passi, sull’ideologia gender, sul linguaggio politically correct, sull’aborto, sull’utero in affitto, sulla pedofilia che si cerca di sdoganare e l’elenco potrebbe andare avanti a lungo, se il meeting non “si alza in piedi” come ci aveva invitato a fare S. Giovanni Paolo II per difendere la vita ovunque sia minacciata, dire semplicemente che “CL è il meeting” è parente stretto del nascondersi dietro un dito. Se Letta dice “Evviva tutte le devianze” e nelle devianze è compresa la pedofilia e CL, nella persona di Vittadini o di qualunque altro portavoce o autorevole esponente non reagisce con veemenza a questa affermazione di una gravità senza pari (ma, anzi, dice che il PD è oggi un partito votabile), se il meeting o le riviste espressione (ESPRESSIONE!) di CL non danno spazio a questi argomenti in quanto ritenuti divisivi, se addirittura certi incontri vengono interrotti (p. Crbone dei domenicani) per non urtare Repubblica o certe voci silenziate (da mons. Negri a Massimo Gandolfini) io questi, senza giudicare la fede di nessuno, li vedo come frutti amari ed avvelenati di un albero gravemente ammalato. E io reagisco non per la nostalgia di una presenza pubblica “vecchio stile” è proprio la mia coscienza che avverte un urto che non posso contenere, è il mio io profondo che si ribella.
– [ ] Con dispiacere voglio dire al tuo amico che con la maggior parte degli amici di CL di questi argomenti non si riesce neppure più a parlare, pena il perdere amicizie di una vita, così i luoghi di incontro rischiano il sentimentalismo e le amicizie implodono in un privato soffocante. Ma la domanda è:che differenza di fronte a tutte queste cose introduce l’essere Cristiani? Che differenza fa essere di Gesù? Come si può essere al traino di un mondo il cui principe è Satana? Come si può avere il plauso del mondo ed essere di Gesù?
– [ ] Un’ultima nota: La Peruta scrive che il servo di Dio don Giussani (il cui carisma, con tutta la sua ricchezza e la carica di novità che porta, non appartiene più solo a CL, ma a tutta la Chiesa, come ha ricordato anche papa Francesco) parlava solo di Cristo. Questo non è vero:don Giussani certo parlava di Cristo, ma questo parlare non lasciava fuori nemmeno il più piccolo aspetto dell’esistenza umana, lasciava la persona libera di intraprendere, ma ci ha guidato in tante battaglie culturali che, queste sì, hanno disegnato il volto di CL nella società. Dalla libertà di educazione alla battaglia sull’aborto, nessun dettaglio della vita, in pubblico e in privato, per don Giussani sfuggiva alla novità di Cristo. Non per niente aveva fondato lo Studium Christi già ai tempi del Seminario e questa passione per l’umano lo ha accompagnato per tutta la vita e questo ha affascinato generazioni di giovani che per questa esperienza, per questa meravigliosa avventura umana illuminata dalla fede, hanno dato tempo, fatica, soldi, la vita, insomma.
– [ ] Termino con un brano di don Giussani da Realtà e giovinezza, la sfida, che è di una chiarezza tagliente e cristallina (parla a una studentessa): “Man mano che si sviluppa, l’uomo pensa, sente e quindi opera secondo lo standard creato dagli strumenti di diffusione sociale. Capite che 2000 anni fa gli strumenti di diffusione sociale erano molto più ridotti, molto meno efficaci e più esterni, perciò la gente poteva essere inibita dall’imperatore e dai soldati dell’imperatore, ma tra di loro pensavano come volevano e facevano in fondo quello che volevano, molto più di ora. Adesso l’imperatore penetra te che sei nel letto, nell’intimità della tua casa e leggi il giornale, oppure accendi la televisione. Adesso gli strumenti che la scienza ha trovato per la comunicazione del pensiero sono gli strumenti del potere e gli uomini diventano schiavi, come pensiero, come sentimenti e come azione, come impostazione della vita del potere. Mai la schiavitù è stata così vasta, imperante e profonda come adesso. Adesso uno Spartaco sarebbe molto più difficile che emergesse. Nel mondo antico gli “Spartachi” sono stati tantissimi: qualunque uomo un po’ geniale e coraggioso poteva essere uno Spartaco. Adesso, su un milione di persone non c’è uno Spartaco, non può esserci, perché è bloccato. Hanno accusato te di plagio: ma il plagio è il sistema normale della comunicazione del pensiero oggi. Perché ti avrebbero impedito di entrare a scuola? Perché erano plagiati loro! E tu sei entrata a scuola per quel tanto per cui non eri ancora plagiata, per cui pensavi tu e volevi tu. La posizione dell’uomo oggi, se vuol salvare se stesso, è invitata a essere ribelle – ribelle! – ad essere “contro”. Mi ricordo un libro di un esegeta che incominciava così: “Gesù è entrato nel mondo in polemica col mondo”, in polemica vuol dire in guerra, contro, ribelle. Il cristiano deve essere per forza uno Spartaco”.(…) La libertà innanzitutto, la libertà è l’uomo. Questo è il cristiano, nella storia questo è il cristiano, e se non è così non è cristiano. …Resistenti bisogna essere. Come resistenti? Resistenti, resistenza. Rivoluzione: è un rivoluzionario, e un rivoluzionario deve essere combattuto.Qual è l’unica risposta all’omologazione? Fare la rivoluzione. Non è un concetto mio, è un concetto di Gesù, è la prima parola detta da Gesù: “Cambiate mentalità”, cambiate modo di giudicare, di vedere, di sentire, di gustare, di amare, di fare le cose…Non possono non odiarti, amica mia, perché non sei come loro. Non è che tu nasca contro di loro, anzi nasci per gridare quello che loro desiderano nel loro cuore originale, che hanno soffocato perché plagiati anche loro; e vorrebbero plagiare te.Tu gridi in modo tale da risvegliare, se fosse possibile, nel loro cuore, l’assetto originale, la ragione, desiderio di piena spiegazione, di verità e di pieno godimento, di felicità; tu gridi in modo tale da risvegliare questi sentimenti costitutivi di ciò che la bibbia chiama il cuore dell’uomo, che in loro tutti e in tutto il mondo di oggi è soffocato… Il cristiano entra dentro la folla del mondo dicendo il contrario degli altri: afferma che la vita è responsabilità, è libertà, che la vita dell’uomo dovrà render conto di questa libertà e di questa responsabilità…La prima creazione del cristiano è una esperienza umana diversa e non può farlo da solo”…
– [ ]
Ti saluto con affetto.

Umberto Giorgi

 


 

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