Dopo la pubblicazione del verdetto e l’arresto, un nuovo guaio per il card. Pell, questa volta per la dichiarazione davvero improvvida del suo avvocato.

PRECISAZIONE IMPORTANTE (leggere l’aggiornamento in fondo all’articolo): l’avvocato NON ha ammesso alcuna colpevolezza del cardinale Pell. Ai fini della difesa processuale, l’avvocato ha usato una frase legalmente comprensibile per la giuria, ma che è stata fraintesa dai comuni lettori a digiuno di legge. Alcuni giornali hanno usato la frase dell’avvocato per portare avanti la colpevolezza del cardinale.

Di seguito un articolo curato dallo staff del Catholic Herald, nella traduzione di Annarosa Rossetto.

Il card. George Pell attorniato da giornalisti

Il card. George Pell attorniato da giornalisti

I piani del Cardinale Pell di appellarsi contro la sua condanna per stupro sono stati mandati in subbuglio da una incredibile dichiarazione del suo stesso avvocato che descrive l’abuso di cui il cardinale è stato riconosciuto colpevole come un “semplice caso di penetrazione sessuale in cui il bambino non partecipa attivamente”.

Nel sostenere che Pell non meritava di essere tenuto in prigione, l’avvocato Robert Richter ha dato l’impressione di ammettere che Pell sia colpevole.

A quanto pare non era questa la sua intenzione: Richter stava cercando di sostenere che se Pell avesse commesso il reato, che il cardinale nega con forza, era comunque un crimine minore rispetto ad altri tipi di abuso contro i bambini.

Questo tipo di approccio dell’avvocato ha gettato i sostenitori di Pell nella costernazione. “Capisco cosa stava cercando di fare Richter. Ma ha concesso una vittoria in guerra per perdere una battaglia”, ha detto una fonte a lui vicina.

Questi ultimi sviluppi sono un ulteriore guaio per il Cardinale Pell, che è stato riconosciuto colpevole a dicembre di cinque imputazioni per abusi sessuali su due ragazzi di 13 anni.

Molti commentatori sono rimasti sbalorditi dal verdetto, dati gli evidenti buchi e le incoerenze nelle tesi dell’accusa. La difesa pensava di aver dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che Pell non avrebbe mai potuto commettere quei reati. Una giuria precedente non era riuscita a raggiungere un verdetto unanime, secondo quanto riferito, raggiungendo un verdetto di 10-2 a favore di Pell.

Una possibile spiegazione della bizzarra dichiarazione di Richter – che ha causato reazioni molto forti – è che stava cercando di creare motivi di appello basati su una futura condanna sproporzionata.

Qualunque siano state la sue ragioni, la sua descrizione di un orribile abuso ad un minore (che Richter in realtà non ha ammesso sia accaduto) non servirà certo a convincere il pubblico australiano dell’innocenza di Pell. La situazione è quindi un incubo per la Chiesa cattolica. L’ex capo delle finanze vaticane è stato giudicato colpevole di crimini ripugnanti nei confronti di due bambini. Quei molti cattolici che credono che Pell sia lui stesso vittima di una terribile ingiustizia ora troveranno molto più difficile difendere le loro tesi.

 

Fonte: Catholic Herald

 

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Aggiornamento dal Catholic Herald del 28.02.2019 ore 14.00

 

Richter, scusandosi per l’impropria espressione, ha detto che stava tentando di spiegare che non c’erano caratteristiche aggravanti per i reati, che il cardinale sostiene non essere accaduti.

Richter ha presentato le proprie scuse giovedì dopo una “notte insonne passata a riflettere” sulla terminologia “del tutto inappropriata”.

Nel cercare di mitigare la pena ho usato una frase del tutto inappropriata per la quale mi scuso abbondantemente con tutti coloro che l’hanno interpretata in un modo che non è mai stato inteso: non era in alcun modo inteso a sminuire o minimizzare la sofferenza e il dolore delle vittime di abusi sessuali, e in retrospettiva posso capire perché ha causato grande offesa a molti”, ha detto Richter.

Spero che le mie scuse siano accettate con la stessa sincerità e non ripeterò mai una tale negligenza nella scelta di parole che potrebbero offendere”.

Il sopravvissuto agli abusi Manny Waks ha scritto a Richter dopo i suoi commenti iniziali, descrivendo il suo linguaggio come “profondamente offensivo per così tanti su più livelli”.

Richter ha risposto: “Accetto che i media abbiano scelto di rilanciarla (l’espressione, ndr) perché vende, ma non è mai stata pensata per loro. In retrospettiva, mi rammarico di aver usato un termine ben compreso da avvocati e giudici che è aperto a interpretazioni errate da parte di coloro che non comprendono il processo di appello dopo una condanna quando l’accusato mantiene ancora l’innocenza; dopo tutto stavo ammettendo che la condotta richiedeva la reclusione piuttosto che una condanna non detentiva.”

“Stavo cercando di far in modo che rimanesse in un ambito che evitasse un eccessivo numero di anni che la folla chiede”.

Pell è attualmente in custodia cautelare, in attesa della sentenza del 13 marzo.

 

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