Ecco il comunicato, nella mia traduzione, integrale del cardinale DiNardo, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America.

Foto: Card. Daniel DiNardo

Foto: Card. Daniel DiNardo

“In comunione con il Santo Padre, mi unisco al Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti (USCCB) nel prendere su noi stessi l’esortazione: “Questa ferita aperta [di abuso] ci sfida ad essere fermi e decisi nella ricerca della verità e della giustizia”.

“Il 1° agosto ho promesso che USCCB avrebbe esercitato tutta la sua autorità, e avrebbe sostenuto davanti a coloro che avevano maggiore autorità, di perseguire le molte domande che riguardavano l’arcivescovo McCarrick. Il 16 agosto ho chiesto una visita apostolica per cercare la verità, lavorando di concerto con una commissione nazionale laicale, dotata di autorità indipendente.  Ieri ho convocato ancora una volta il nostro Comitato Esecutivo, che ha ribadito l’invito ad un rapido ed approfondito esame su come le gravi mancanze morali di un confratello vescovo possano essere state tollerate da tanto tempo e non si sono dimostrate di alcun impedimento al suo avanzamento.

“La recente lettera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò pone particolare attenzione e urgenza a questo esame. Le domande poste meritano risposte conclusive e basate su prove. Senza queste risposte, gli uomini innocenti possono essere contaminati da false accuse e i colpevoli possono essere lasciati a ripetere i peccati del passato.

“Sono ansioso di ottenere un’udienza con il Santo Padre per guadagnarmi il suo sostegno al nostro piano d’azione. Tale piano include proposte più dettagliate per cercare queste risposte, rendere più facile la denuncia di abusi e scorrettezze da parte dei vescovi e migliorare le procedure per la risoluzione delle denunce contro i vescovi. Ispirato dalla sua recente lettera al popolo di Dio e dal suo motu proprio di due anni fa, Come Madre Amorevole, sono fiducioso che Papa Francesco condivida il nostro desiderio di maggiore efficacia e trasparenza nella disciplina dei vescovi. Rinnoviamo il nostro affetto fraterno per il Santo Padre in questi giorni difficili.

“Ai sopravvissuti agli abusi e alle famiglie che hanno perso una persona cara, sono dispiaciuto. Non siete più soli. Dal 2002, centinaia di personale professionalmente formato in tutto il paese lavorano con la Chiesa per sostenere i sopravvissuti e prevenire futuri abusi.  A livello nazionale, la Chiesa ha una politica di tolleranza zero nei confronti dei sacerdoti e dei diaconi che abusano, una formazione in materia di ambiente sicuro, il controllo dei precedenti per coloro che lavorano intorno ai bambini, i coordinatori dell’assistenza alle vittime, la tempestiva denuncia alle autorità civili e i comitati di revisione laici nelle diocesi.

“In altri modi, abbiamo fallito nei vostri confronti. Ciò vale in particolare per gli adulti vittime di molestie sessuali da parte di coloro che occupano posizioni di potere e per qualsiasi abuso o molestia perpetrata da un vescovo. Faremo meglio. Più Lei (la Chiesa, ndr) viene colpita dalle tempeste, più mi viene in mente che il solido fondamento della Chiesa è Gesù Cristo. I fallimenti degli uomini non possono sminuire la luce del Vangelo. Signore, con l’aiuto della tua misericordia, mostraci la via della salvezza”.

 

Fonte: Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America

 

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