Flagellazione di Gesù Cristo, Caravaggio, Real Museo e Bosco di Capodimonte a Napoli
Flagellazione di Gesù Cristo, Caravaggio, Real Museo e Bosco di Capodimonte a Napoli

 

 

di Lucia Comelli

 

Accogliendo il suggerimento di Caifa, sommo sacerdote: “conviene che un solo uomo muoia per il popolo!”, cioè facendo proprio a livello politico il criterio del male minore, i capi dei sacerdoti e i farisei decisero duemila anni fa la morte di Gesù, senza preoccuparsi della sua innocenza! 

Dopo la risurrezione di Lazzaro: “molti dei Giudei alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto credettero in lui […]. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non perisca la nazione intera!» […] Da quel giorno, dunque, decisero di ucciderlo”. (Gv 11,45-50).

Il criterio del minor male utilizzato dal Sinedrio – nella fattispecie la morte di un uomo solo al posto della (possibile) distruzione dell’intero popolo – viene dichiarato oggi moralmente lecito da diversi cattolici e persino da chi guida la CEI, malgrado sia contrario agli insegnamenti di  Cristo (leggi qui) e per questo venga condannato dal Catechismo (§ 1756): «Non può essere giustificata un’azione cattiva compiuta con una buona intenzione». Il fine non giustifica i mezzi.

Al criterio del male minore, infatti, si sono appellati i cattolici che hanno scritto una legge sul fine vita che dovrebbe venire discussa questo mese in Parlamento. La proposta, fatta propria dal Governo, depenalizza in determinati casi l’azione di chi aiuta un’altra persona ad uccidersi (quindi il suicidio e l’omicidio), con lo scopo dichiarato di contrastare il più permissivo Ddl Bazoli. 

Il criterio è quindi, come per il Sinedrio, quantitativo: la disponibilità ad autorizzare, in taluni casi, l’omicidio del consenziente (art. 579 C.P.), per ridurre il numero di uccisioni autorizzate da una legge più permissiva (ammesso che ‘i paletti’ del Ddl Zanettin – Zullo reggano – visto negli Stati in cui esistono leggi analoghe, come l’Olanda si è registrata una costante crescita ed estensione dei casi –). E in ogni caso, poche o molte che siano, chi legalizza azioni malvagie si rende corresponsabile! 

Pretestuose anche le altre giustificazioni addotte da laici e prelati cattolici per rendere moralmente accettabile ciò che è gravemente contrario alla fede cristiana e alla stessa morale naturale (come attesta il Giuramento di Ippocrate, scritto circa quattro secoli prima della nascita di Cristo) (2). 

Il vero problema, come evidenzia lo sconcerto di associazioni prolife e di tanti cristiani, è la mancata volontà di dare battaglia – come invece accadde sortendo un esito positivo in occasione delle DAT e del Ddl Zan – da parte dei cattolici che hanno scritto la legge e di quanti, anche tra politici e sacerdoti, li sostengono. Proporre un testo base come quello presentato al Senato, deciso da poche persone senza confrontarsi con gli amici di sempre, è già un segnale di resa, cui ha contribuito ampiamente l’atteggiamento della Chiesa italiana. Buona parte del mondo cattolico e i vertici stessi della Conferenza Episcopale Italiana, per non parlare della Pontificia Accademia per la Vita, malgrado le dichiarazioni di principio, sono favorevoli alla legge, come mostrano gli innumerevoli articoli ambigui pubblicati, su questi e altri temi, da “Avvenire”. La vera questione, cioè, sta nell’adeguamento alla mentalità eutanasica, ampiamente diffusa nella società, di tanta parte di laici e sacerdoti, anche ai vertici della gerarchia (3). Ma questo non è e non sarà mai il pensiero di Cristo, né dei vescovi che gli rimangono fedeli! Così come non è il pensiero di Papa Leone XIV, che – dando udienza ad una delegazione di politici francesi – ha ribadito il dovere di testimoniare e difendere, anche nello spazio pubblico, la propria fede, secondo gli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, con il coraggio di dire a volte: “no, non posso!” quando è in gioco la verità (4).

 

Note:

  1. Comelli, Il Ddl Zanettin – Zullo sul fine vita e il dibattito in atto tra cattolici mostra quanto profondamente il processo di secolarizzazione sia penetrato nella Chiesa stessa. L’intervento di Leone XIV, www.sabinopaciolla.com , 5.09.2025.

  2. Anche l’asserita necessità per il Parlamento di legiferare, una volta stabilita la data della discussione del Ddl Bazoli, non corrisponde al vero: discutere una proposta di legge non comporta alcun obbligo di legiferare: sull’omofobia, ad esempio, la sinistra non è riuscita a farlo, malgrado abbia tentato di far approvare il disegno di legge Scalfarotto (2013) e, successivamente, quello dell’on. Zan (2021). Lo stesso Ddl Bazoli non è passato nella precedente legislatura, quando i numeri in parlamento erano maggiormente favorevoli alla sinistra. Anche perché su questi temi posizioni pro e contro sono, in qualche misura, trasversali. Riccardo Cascioli, Ddl suicidio assistito, c’è una menzogna dietro il sì dei cattolici, www.lanuovabq.it, 30.07.2025. Allo stesso modo, non esiste alcun obbligo per il Parlamento di legiferare dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019 – che ha stabilito la non punibilità del suicidio assistito in un numero ristrettissimo di casi – negando di recente (sentenza n. 66/2025) la possibilità di allargare ulteriormente la deroga all’Art. 580 del C.P. decisa con il pronunciamento precedente. Pure il ricorso al cosiddetto criterio morale del duplice effetto, cioè quello per cui un atto intrinsecamente buono, come quello di curare un cancro con la radioterapia, può provocare effetti nocivi non voluti, ma solo tollerati, appare infondato. Nel caso della legge sul fine vita il male – cioè, l’approvazione di una legge eutanasica – non è semplicemente sopportato, ma attivamente perseguito, sia pure in vista di una riduzione del danno, quindi si ricade nella logica del male minore, che non è mai accettabile. 
  3. Ivi.
  4. Comelli, Il Ddl Zanettin – Zullo sul fine vita …, op.cit. 

 


Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments