Breve estratto dell’incontro

In fondo all’articolo trovate il video integrale dell’incontro

 

di Giulio Meiattini

 

Il terzo segmento del filo da annodare e svolgere, per orientarci nel labirinto della crisi epocale che stiamo attraversando, ci viene offerto dall’opera della grande e purtroppo misconosciuta scrittrice italiana Elena Bono (1921-2014). I suoi scritti spaziano dalla narrativa, al teatro, alla poesia. Tra le sue opere in prosa spicca una trilogia dal titolo Uomo e superuomo, il cui secondo volume – Una valigia di cuoio nero – descrive con straordinaria acutezza la coerente parabola che ha portato la civiltà europea dall’umanesimo immanentista dell’età dei Lumi fino all’antiumanesimo dei totalitarismi novecenteschi.

Questa ricostruzione avviene attraverso la cronistoria secolare delle generazioni di un’illustre famiglia tedesca di alti magistrati, dalle solide convinzioni razionaliste e atee ereditate dall’illuminismo. Paradossalmente, attraverso graduali e impercettibili slittamenti, l’ultimo rampollo di questa stirpe di raffinati cultori della ragione, dell’arte e del diritto – cioè della cultura umanistica più alta – aderisce al nichilismo del superuomo nazista. Le vicende di questa famiglia, per la Bono sono lo specchio in cui osservare le nascoste e sottili leggi che hanno guidato la storia dell’Europa moderna dal rifiuto del cristianesimo alla barbarie antiumana.

La scrittrice mostra, inoltre, come le ultime conseguenze di questo processo siano tuttora in corso, anche dopo la fine dei totalitarismi novecenteschi, e ci riguardano direttamente all’inizio del XXI secolo. In questo processo dialettico dall’umanesimo ateo alla liquidazione nichilista dell’uomo, l’abbandono e il rifiuto del cristianesimo da parte della cultura europea e occidentale svolge un ruolo determinante.

 

qui sotto il video integrale

 

 

 

 

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