di Sabino Paciolla



Un dialogo insolito e potente ha unito il rigore della dottrina cattolica al mondo dei podcast d’oltreoceano. Il cardinale Raymond Leo Burke è stato ospite de The Shawn Ryan Show, una delle piattaforme digitali indipendenti più influenti negli Stati Uniti. Condotto da Shawn Ryan — ex incursore dei Navy SEAL e contractor della CIA —, lo show si è imposto all’attenzione globale grazie a interviste a ruota libera e senza tagli di montaggio, capaci di raggiungere decine di milioni di spettatori. L’obiettivo dichiarato dello show è raccontare “storie reali di persone reali” su guerra, trauma, successo, fallimenti e temi di attualità, senza filtri. Il podcast è molto popolare (tra i più ascoltati su Spotify) e ha ospitato nomi di alto profilo. Lo spazio di Ryan ha aperto le porte a una riflessione spirituale e teologica di vasta portata, offrendo all’alto prelato una cassa di risonanza estranea ai canali istituzionali.

Nel corso della conversazione, che è stata trascritta qui, e da cui prendo alcuni stralci, Burke ha tracciato una linea diretta tra le narrazioni dell’Antico Testamento e le derive morali dell’Occidente contemporaneo, richiamando con forza il valore perenne della legge naturale.

La legge naturale: il sigillo divino nel cuore umano

L’intervento del porporato parte dal principio fondante dell’antropologia cristiana: la creazione dell’uomo a immagine e somiglianza di Dio, dotato di ragione e libertà, chiamato a vivere secondo una legge iscritta nella sua stessa coscienza.

Burke ha sintetizzato così i cardini universali che trascendono persino la rivelazione formale del Sinai:

«La legge naturale è che Dio deve essere adorato. […] La vita umana è inestimabile. E la sessualità è finalizzata alla procreazione all’interno del nucleo familiare.»

Ripercorrendo la storia sacra, il cardinale ha spiegato come patriarchi quali Noè e Abramo abbiano costruito l’alleanza divina proprio mantenendosi fedeli a tale ordine morale interiore, opponendosi al degrado circostante. Un patto che, attraverso la discendenza di Abramo, ha trovato compimento in Cristo e nella missione perenne della Chiesa: portare la verità dell’uomo a tutte le genti.

Il parallelo storico: la caduta di Sodoma e la ribellione odierna

Uno dei punti importanti del colloquio si è acceso sull’episodio biblico di Sodoma e Gomorra. Descrivendo le due città distrutte dal fuoco celeste, il cardinale ha ricordato:

«Sodoma e Gomorra erano due città, e la gente lì iniziò a vivere in modo empio, senza Dio, e in particolare vi erano attività omosessuali. Si trattava di attrazioni innaturali tra persone dello stesso sesso, e poi arrivavano persino ad abusare delle persone che passavano di lì, le persone di passaggio, alle quali offrivano ospitalità, ma con l’intenzione di abusare sessualmente di loro, di avere rapporti, rapporti innaturali con loro.»

Interrogato esplicitamente da Ryan sulle analogie con il nostro tempo, Burke non ha esitato a riconoscere un clima analogo di apostasia morale e di sovversione etica:

«È molto chiaro per noi, o per me dovrei dire, ma lo è anche per gli altri, che in questa ribellione che si è insediata nella società […] l’idea che io sia l’artefice del mio stesso essere, che io abbia il diritto di decidere se vivere o meno, e che io abbia il diritto di cambiare l’identità che mi è stata data alla nascita. E poi in ogni sorta di altri modi in cui il male viene esaltato come bene. Le azioni malvagie degli uomini vengono esaltate come bene e in sfida alla legge di Dio.»

Secondo Burke, questo scontro frontale con l’ordine naturale ha trovato terreno fertile nel materialismo ateo e nel comunismo, per poi traslarsi nelle rivendicazioni culturali dei giorni nostri.

Matrimonio, ideologia gender e la crisi della medicina

Entrando nel vivo delle questioni legislative e civili, l’alto prelato ha espresso una condanna perentoria del matrimonio tra persone dello stesso sesso, citando con amarezza riforme avvenute anche nella terra dei suoi avi:

«Lo vediamo anche nell’intera agenda omosessuale, secondo cui si possa contrarre matrimonio. Ci sono paesi – come l’Irlanda, la patria dei miei antenati – che hanno inserito nella propria costituzione la possibilità di contrarre matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Io dico che questa è un’eresia non solo contro la fede e ciò che ci insegnano le Scritture, ma contro la ragione stessa: è chiaro che Dio ha creato l’uomo per la donna e la donna per l’uomo, e che non ci ha creati per avere rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso.»

Non meno severa è stata l’analisi dedicata all’ideologia transgender e agli interventi di transizione di genere, con un richiamo deontologico al ruolo della scienza medica:

«La medicina è l’arte di guarire e curare. Non deve essere utilizzata per altri fini. Ma purtroppo, la professione medica si è poi assunta il compito di mutilare davvero le persone affinché possano in qualche modo realizzare questa loro idea secondo cui il sesso loro assegnato dalla natura sia sbagliato e vogliono cambiarlo secondo le loro idee. Ovviamente, si scopre che nessuno può essere felice in quel modo.»

Ribadendo la verità biblica («maschio e femmina li creò»), il cardinale Burke ha concluso il passaggio invitando a riscoprire la gratitudine per il dato biologico ricevuto:

 

«Dovremmo essere molto grati per la nostra identità sessuale e sforzarci di mettere in pratica i doni particolari che ci vengono dati in base alla nostra identità sessuale. E sappiamo che anche l’uomo e la donna, nel loro modo di pensare e così via, hanno doni molto distinti, ed è proprio questo che rende un matrimonio felice e una buona vita familiare.»

 

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