Dopo aver letto questo articolo che vi propongo, mi è tornato alla mente monsignor Galantino, quando, nel 2014, da pochi mesi eletto segretario della Conferenza Episcopale Italiana, riferendosi ai fedeli che pregavano davanti alle cliniche dell’aborto disse: “In passato ci siamo concentrati esclusivamente sul no all’aborto e all’eutanasia. Non può essere così, in mezzo c’è l’esistenza che si sviluppa. Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza ”

Ho pensato a lui perché dall’altra parte dell’oceano c’è un arcivescovo, Naumann, che fa un comunicato a nome della commissione per la vita della Conferenza Episcopale USA che presiede per lodare un legge che taglia i fondi a Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto.

Mons. Naumann è grande sostenitore delle iniziative a favore della vita, come pellegrinaggi e Marcia per la vita, a cui vi ha anche partecipato.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

Foto: arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City

Foto: arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City

 

L’Arcivescovo Joseph Naumann, presidente del comitato pro-vita della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha elogiato mercoledì una nuova legge federale che proibirà alle cliniche abortiste di ricevere finanziamenti federali volti a sovvenzionare alcuni servizi medici per donne e famiglie a basso reddito. Si prevede che la legge sottrarrà a Planned Parenthood (la più grande multinazionale dell’aborto, ndr) circa 60 milioni di dollari di fondi federali.

Plaudo all’amministrazione Trump per aver riaffermato che l’aborto non è pianificazione familiare. L’aborto pone fine alla vita dei membri più vulnerabili delle famiglie, oltre a danneggiare la salute spirituale, mentale e fisica delle madri”, ha detto l’Arcivescovo Joseph Naumann in una dichiarazione del 27 febbraio.

Anche se l’USCCB (la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, ndr) continua ad avere forti obiezioni alla promozione governativa e al finanziamento dei contraccettivi, abbiamo a lungo sostenuto l’applicazione delle restrizioni al finanziamento degli aborti di cui al Titolo X, e siamo lieti di vedere che l’Amministrazione ha preso sul serio il suo obbligo di applicare queste restrizioni”. La “Protect Life Rule”, che modifica le regole per i fondi federali del titolo X, è stata annunciata in un comunicato stampa del 22 febbraio dal Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umani.

Il titolo X è un programma federale creato nel 1965 che sovvenziona la pianificazione familiare e i servizi sanitari preventivi, compresa la contraccezione, per le famiglie a basso reddito. E’ stato frequentemente aggiornato e soggetto a nuove normative. Mentre il programma non ha finanziato direttamente l’aborto, i critici hanno lamentato che i fornitori [del servizio] dell’aborto che hanno ricevuto i finanziamenti per il titolo X non distinguevano adeguatamente tra [il sostegno alla famiglia meno abbiente e la pianificazione radicale come quella attuata con l’aborto (nell’articolo manca un pezzo che abbiamo integrato  basandoci sul discorso logico, ndr)]

Tra le altre disposizioni, la Protect Life Rule richiede che vi sia una separazione fisica e finanziaria tra i beneficiari dei fondi del titolo X e le strutture che praticano l’aborto.  Le cliniche che forniscono “consulenza non direttiva” sull’aborto possono ancora ricevere fondi.

I regolamenti precedenti, scritti durante la presidenza di Bill Clinton, non solo consentivano alle cliniche sanitarie che erano co-ubicate con le cliniche per l’aborto di ricevere fondi, ma richiedevano anche che i beneficiari del Titolo X facessero riferimento ai pazienti che richiedevano l’aborto.

Siamo anche grati che questa norma elimina il requisito che i medici delle cliniche del Titolo X si rivolgano e consiglino l’aborto, che in precedenza assicurava che tutte le cliniche e il personale del Titolo X avessero una stretta connessione con l’aborto”, ha detto Naumann.

Naumann, arcivescovo di Kansas City, è stato eletto [dalla Conferenza Episcopale USA] alla presidenza del comitato pro-vita dei vescovi statunitensi nel novembre 2017 (al posto del card. Cupich, figura gradita a Papa Francesco).

 

Fonte: Catholic News Agency

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