Un amico mi ha girato alcuni pensieri che ritengo decisamente interessanti. Per questo li rilancio

 

 Manifestazione No Green pass  a Roma il 09 10 2021 ANSA/GIUSEPPE LAMI
Manifestazione No Green pass a Roma il 09 10 2021 ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

Adesso – sotto l’onda dello sdegno (giustissimo, per carità) per le violenze di Roma alla sede CGIL – chi osa solo avere un minimo dubbio, sollevare una domanda, porre una questione, chiedere chiarimenti in merito ai vaccini anti-Covid non è più solo uno sporco “No Vax” (anche se ha fatto tutte le altre vaccinazioni prima di quella contro il Covid ed è in generale a favore delle altre vaccinazioni e anche di una contro il Covid, ma resta rigorosamente contro eventi avversi con un follow-up dignitoso), non è più solo “anti scienza” (anche se è uno scienziato, un ricercatore, un docente di onesta carriera e chiara fama internazionale, magari anche un Nobel come il virologo francese Montagner), non è più solo un “oscurantista medioevale” che non crede e non vuole nessun progresso nella medicina (anche se è un medico che conosce e usa tutte le più avanzate metodologie cliniche e i più moderni farmaci, strumenti diagnostici, protocolli terapeutici), non è più solo un “egoista antisociale” che pensa solo a sé stesso e non a proteggere gli altri dal Covid (anche se i vaccini attuali non prevengono affatto la possibilità di contagiarsi e contagiare gli altri, ma solo riducono la probabilità di sviluppare nel vaccinato forme gravissime di Covid), non è più uno che “non ha né carità né amore” (anche se segue quanto dettato dal documento della Congregazione per la Dottrina della Fede e approvato da papa Francesco, che rende moralmente obbligatori mascherina, distanziamento, e ogni altra forma di profilassi, ma non il vaccino), non è più solo tutto questo.

Chi ha il minimo dubbio sui vaccini e lo manifesta pacificamente è un FASCISTA. Sentendo molte trasmissioni radiofoniche, televisione e leggendo quotidiani cartacei e web con interviste e commenti in questi ultimi due giorni è una equazione data per scontata.

Non più solo, come vuole Draghi, “non vaccinato=fa morire sé stesso=uccide gli altri”, ma “non vaccinato=fa morire sé stesso=fa morire gli altri=è un fascista”.

Credo proprio che nel nostro Paese (in tutti gli altri non vi è traccia di queste ghettizzazioni ideologiche pesantissime contro chi ha riserve anche minime sugli attuali vaccini e la loro sicurezza ed efficacia) si sia superato ogni limite di decenza civile, di tolleranza democratica verso le opinioni (peraltro scientificamente fondate e condivise da illustri ricercatori e medici) diverse da quelle del Governo e dei partiti di maggioranza.

Quando prevale l’intolleranza verbale ideologica da parte dei mass media e degli opinion leaders, non c’è da stupirsi se insorgono deprecabili violenze anche fisiche.

L’aggressione verbale contro chi non la pensa come te (deprecabile e inaccettabile in una autentica democrazia) produce una reazione di segno opposto e pari violenza, questa volta anche fisica (deprecabilissima e inaccettabilissima).

Tutto questo mi ricorda quando ero studente universitario nella prima metà degli anni ’70. Tutti quelli che erano contrari alle occupazioni delle facoltà messe in atto dal Movimento Studentesco, Avanguardia Operaia, Potere Operaio e circoli leninisti vari erano bollati come “fascisti” e non potevano avere quella che si chiamava “agibilità politica” (non si poteva entrare in università). Io stesso e i miei amici cattolici, così come i giovani democristiani, liberali, socialisti non abbiamo potuto fare esami né entrare negli istituti per ben 8 mesi in quanto “fascisti”.

 

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Fin qui le considerazioni dell’amico. E intanto, guardate che trattamento hanno ricevuto dimostranti inermi e non offensivi da parte della polizia.

 

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