Ho chiesto ad un mio amico sacerdote un parere sulla questione del crocifisso sollevata dal Ministro Fioramonti. Eccolo.

 

Crocifisso nelle aule

 

Carissimo Sabino,

Crocifisso sì, o Crocifisso no? Sembra l’alternativa tra “pillola rossa” o “pillola blu” del più che noto film Matrix! E credo che la mia possa non essere solo una battuta. Nel film infatti l’alternativa è tra continuare a vivere una vita comoda, ma virtuale e fittizia, senza accorgersi di essere parassitati dalle macchine dominanti, simbolo del Potere (pillola blu), o cominciare ad aprire gli occhi su come vanno le cose davvero nel mondo, e da lì iniziare il combattimento (pillola rossa).

Ebbene, sperando che il Signore non se la prenda per il paragone, io credo che il Crocifisso (che rimanda a tutta la storia, certo non virtuale, della Redenzione) sia la “pillola rossa” (l’unica) con cui ogni uomo può riscoprire la verità di sé stesso e del mondo, del Potere del male che ci succhia l’anima mediante quelle tre fondamentali
concupiscenze con cui questo male (ha un nome: Maligno) si “collega” a noi (1) , e del Destino vero del mondo che non è una felicità beota e fittizia, ma è quella “nuova Gerusalemme che scende dal cielo”, e nella quale “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima (tutte le limitazioni dolorose che il
male ci ha procurato) sono passate” (2) , in quanto vinte dalla vittoria del Redentore (e
qui, mi spiace per Neo, protagonista del film, perché la morte di Cristo crocifisso è
tutt’altra cosa dalla scimmiottatura strana di Matrix).

Naturalmente le motivazioni per cui di volta in volta si dice: “Crocifisso sì, Crocifisso no” hanno a che fare con la nostra storia religiosa e culturale, e non solo italiana, dove (Crocifisso sì) il Cristianesimo ha così intriso la storia della civiltà che bisognerebbe distruggere mezzo mondo e più per cancellarne le tracce (lo ricorda molto bene Antonio Socci nel ripubblicato articolo del 5 novembre 2009: Quei muri appesi ai crocefissi (3), oppure (Crocifisso no) con la reiterata pretesa neutralità laica dello Stato (oggi, ultimo arrivato, il ministro Fioramonti). Ma la motivazione più radicale sta proprio nell’alternativa tra pillola e pillola, tra memoria di un Fatto che è la Verità dell’uomo e del mondo, e una dimenticanza di cui è artefice il Maligno (e beato chi non ci crede più come il padre Sosa, quello che “ai tempi di Gesù non c’era il registratore, e quindi non sappiamo bene cosa può aver detto”. Ma oggi ci sono, caro padre, e quindi lei passerà alla storia …). Come dico sempre più ai miei amici: la questione è proprio “apocalittica”.

Nel vangelo di Giovanni Cristo dice ad un certo punto: “Mi hanno odiato senza ragione” (4).  Ecco, chi vuole cancellare il Crocifisso ha sempre torto, quali che siano le mutevoli ragioni che porta per farlo: “Quos Deus vult perdere, dementat prius (A coloro che vuol perdere, Dio prima toglie il senno) dice un antico adagio. Ma non è Dio come Dio; è l’uomo che si attacca orgogliosamente alla propria stupidità, pur di non accettare in dono la Verità di Dio (5). Dio ci lascia liberi. E qui si torna alla vecchia storia del “peccato originale”. A cominciare da lì è iniziata la questione della pillola rossa o blu. Peccato (appunto!) che i nostri Progenitori abbiano scelto la pillola sbagliata, e il mondo sia caduto nella grande dimenticanza. Poi è arrivato un Tale con la pillola rossa per rimettere le cose a posto. E il Diavolo (mediante qualche suo manutengolo) che dice, e che fa?: “Togliamo il Crocifisso”. E io dico: no. Ma bisogna continuare a combattere la macchina del male. Ingozziamoci il più possibile di “pillole rosse”. Più fede, signori! Quanto alle pillole “bianche” di certa Chiesa, diffidate delle imitazioni, mi raccomando!

 

1 Cfr. 1 Gv 2, 15-17.
2 Ap 21,2. 4.
3 https://www.antoniosocci.com/quei-muri-appesi-aicrocefissi/?fbclid=IwAR0fpXuGcJ1yp0cIh9NTshTSVp1ABwKf333cKvK3FBquCqihWhZVlB8CsJw#more-1179.
4 Gv 15, 25.

5 Rileggetevi la storiella, rigorosamente non registrata, del re Acaz: Is 7, 10-14.

 

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