L’articolo che vi proponiamo, pubblicato su HART, evidenzia che il rischio di morte per i bambini a causa del COVID-19 è estremamente basso. Eccolo nella mia traduzione.

 

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Dall’inizio della pandemia, è stato evidente che la COVID-19 è in gran parte una malattia degli anziani o di quelli con altre co-morbidità e fortunatamente ha avuto un impatto minimo sui bambini. Tuttavia, è stato difficile accedere ai dati completi; questo è particolarmente importante nel contesto della spinta in corso da alcune parti per la vaccinazione dei bambini.  

Questa opportuna pubblicazione utilizza i dati del National Child Mortality Database, collegato a PHE (Public Health England, la sanità pubblica, ndr)  per i risultati del test PCR, e fornisce un’analisi completa di un anno dal 1 marzo 2020 al 28 febbraio 2021 con informazioni molto incoraggianti rispetto ai fattori di rischio COVID-19. Nel contesto ci sono stati 3.105 decessi (per tutte le cause, ndr) di bambini sotto i 18 anni in una popolazione di 12.023.568. 61 avevano un test PCR positivo entro 28 giorni, ma da un esame dettagliato delle loro note cliniche, 36 erano morti per altre cause. Per 25 bambini il COVID-19 è stato la causa principale o contributiva della morte, rappresentando lo 0,8% dei decessi infantili. 19 dei bambini avevano condizioni croniche preesistenti di cui 15 erano descritte come limitanti la vita. Anche se i bambini più grandi di 10-17 anni e quelli di etnia nera e asiatica erano sovra rappresentati, il loro rischio è rimasto estremamente basso.  

La combinazione di neurodisabilità combinata con comorbidità respiratorie ha rapresentato il rischio più alto. Da notare che non c’è stata una sola morte di un bambino con fibrosi cistica o di un bambino con asma, entrambe condizioni per le quali era stata inizialmente raccomandata cautela. Gli autori concludono: “La SARS-CoV-2 è molto raramente fatale nei minori di 18 anni, anche tra quelli con comorbidità sottostanti. Questi risultati sono importanti, per guidare le famiglie, i clinici e i politici sulla futura schermatura e vaccinazione. Se i gruppi a più alto rischio sono identificati, possono beneficiare della vaccinazione e/o di una ‘protezione’ protettiva nei periodi di alta prevalenza, mentre una ‘protezione’ basata su presupposti errati di vulnerabilità può causare danni secondari significativi. Allo stesso modo, i rischi della malattia devono essere soppesati rispetto ai rischi della vaccinazione nell’informare la politica di vaccinazione”.

Questi risultati supportano la visione chiaramente dichiarata da HART che vaccinare i bambini non è necessario e non è etico. E’ incoraggiante vedere che i membri del JCVI cominciano a prendere la parola (Joint Committee on Vaccination and Immunization è un comitato consultivo di esperti indipendenti che fornisce consulenza ai dipartimenti sanitari del Regno Unito sull’immunizzazione, formulando raccomandazioni sui programmi di vaccinazione e sulla sicurezza dei vaccini). Questo articolo del BMJ (British Medical Journal, ndr) di personalità autorevoli pro e contro il ritardo della vaccinazione dei bambini è affascinante. I ‘favorevoli’ includono il professor Andrew Pollard, presidente della JCVI e ricercatore capo della sperimentazione per bambini di Oxford-AstraZeneca, e dà argomenti referenziati sul basso impatto per i bambini, discute la miocardite e l’importanza di garantire che i rischi non superino i benefici. Gli autori ‘contro’ affermano come unica prova di sicurezza “Le autorità mediche hanno giudicato i vaccini covid-19 sicuri ed efficaci per i bambini, e finora sono stati approvati per l’uso nei bambini dai 12 anni in su. L’Agenzia Europea per i Medicinali afferma che qualsiasi rischio in questo gruppo di età è controbilanciato dai benefici, e Health Canada e i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie sono d’accordo” come prova di sicurezza. Questo rispecchia ciò che a molti di noi è stato detto nelle risposte dei parlamentari: “Posso rassicurarvi che nessuna estensione di un’autorizzazione sarebbe approvata a meno che gli standard previsti di sicurezza, qualità ed efficacia siano stati soddisfatti e io sono soddisfatto che questi standard siano stati soddisfatti”. Questa dichiarazione di sicurezza della MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, l’Agenzia del farmaco inglese, ndr) ripetuta a pappagallo, basata quasi interamente sulla sperimentazione Pfizer che ha coinvolto 1134 bambini vaccinati, è ciò che dà credibilità ai molti sostenitori dello zero-covid che ancora chiedono che i bambini siano vaccinati. Una azione legale nei confronti MHRA è attualmente in preparazione.

Nel frattempo, le famiglie non possono viaggiare verso Malta a meno che tutti gli over 12 siano completamente vaccinati, e in effetti solo con la “giusta” marca di vaccino e dato che gran parte dell’Europa sta iniziando a vaccinare i bambini, speriamo che le voci più sane prevalgano qui fino a quando non saranno disponibili più dati. Ma quanti di noi conoscono giovani adulti che hanno dato come motivo della vaccinazione i viaggi all’estero?

La cosa più pertinente è che gli eventi avversi nei bambini negli Stati Uniti continuano ad aumentare, mentre in Canada si sta attivamente proponendo di vaccinare i bambini senza il consenso dei genitori come un modo per aggirare gli adulti “vaccino-esitanti”.

 

 

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