Durante una conferenza stampa venerdì, l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha chiamato i cattolici che sono riluttanti a ricevere i vaccini COVID e si oppongono alla loro distribuzione ad “ascoltare ciò che la Chiesa ha già detto”, implicando che tutte le obiezioni contro i vaccini COVID sono già state affrontate dai documenti ufficiali della Chiesa. In realtà poi si scopre che le tavole rotonde sono state pressappoco a senso unico, tutte tendenziosamente a favore dei vaccini. 

Un articolo di Alejandro Bermudez, pubblicato su Catholic News Agency, che vi propongo nella mia traduzione. 

 

Mons. Vincenzo Paglia
Mons. Vincenzo Paglia

 

Durante una conferenza stampa venerdì, l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha chiamato i cattolici che sono riluttanti a ricevere i vaccini COVID e si oppongono alla loro distribuzione ad “ascoltare ciò che la Chiesa ha già detto”, implicando che tutte le obiezioni contro i vaccini COVID sono già state affrontate dai documenti ufficiali della Chiesa. 

La conferenza stampa del 2 luglio aveva lo scopo di presentare una dichiarazione finale elaborata il giorno prima durante una riunione dell’Associazione Medica Mondiale, dell’Associazione Medica Tedesca e della Pontificia Accademia per la Vita dedicata a “promuovere l’equità dei vaccini e affrontare l’esitazione vaccinale”.

La dichiarazione dice che “mentre molti paesi a reddito più elevato avevano le risorse per firmare rapidamente accordi bilaterali con le aziende farmaceutiche per i promettenti candidati vaccini COVID-19, questo ha lasciato molti paesi in via di sviluppo in svantaggio a causa di restrizioni finanziarie e limitazioni della capacità produttiva”.

Il documento dice anche che la riluttanza a farsi vaccinare nelle comunità svantaggiate “è radicata in disuguaglianze storiche, violazioni della fiducia nella ricerca medica, esperienze negative con l’assistenza sanitaria e sospetti sul comportamento delle aziende farmaceutiche focalizzate sul profitto”.

Ma si scaglia contro “una forma più perniciosa di esitazione vaccinale … guidata da affermazioni e miti infondati e fuorvianti, compresa la disinformazione sugli effetti collaterali, che sono amplificati dai social media e altri mezzi di comunicazione avanzata”.

“Aggiungendo a questa complessità”, la dichiarazione dice anche, “il fatto che l’esitazione del vaccino esiste anche nella comunità medica e in alcuni gruppi religiosi. L’esitazione e il rifiuto del vaccino possono alla fine dare origine a difficili questioni etiche sulla tensione tra la libertà di scelta individuale e il bene comune”.

Ma durante la parte Q&A della conferenza stampa, diversi giornalisti che rappresentano media laici e cattolici altamente scettici sui vaccini COVID hanno risposto con dichiarazioni seguite da domande.

La corrispondente dell’Epoch Times ha aperto la discussione dicendo che “I vostri oratori hanno discusso ieri la lotta alla disinformazione. I critici sostengono che rappresentare solo un lato della ricerca medica in corso va contro i metodi scientifici, (che) promuove la propaganda e favorisce la disinformazione reazionaria. Perché la tavola rotonda di ieri ha incluso solo esperti di un lato di questo dibattito?”

Ha infine chiesto: “La Pontificia Accademia per la Vita e/o la WMA (World Medical Association) si impegnerebbero oggi ad ospitare una conferenza che onori il metodo scientifico invitando esperti riconosciuti che rappresentino tutte le parti di questo dibattito, compresi esperti medici credibili contro il vaccino COVID?”

“In effetti, la Pontificia Accademia per la Vita, che ha deciso da tempo di discutere la questione dei vaccini, vuole ovviamente trattarla in modo completo, portando quindi tutte le parti legate alla trattazione di questo tema”, ha risposto Paglia, mentre aggiungeva che “questa non è solo una questione tecnica, scientifica, è una questione etica e sociale, che richiede una nuova prospettiva antropologica. Quindi continueremo a discutere la questione dei vaccini”.

Ha anche detto che nelle prossime conferenze “terremo conto di coloro che sono critici verso i vaccini come strumento” e ha ricordato che la Pontificia Accademia per la Vita “non ha mai parlato di ‘obbligo’, ma di ‘responsabilità'”.

Nelle loro risposte, sia il Dr. Frank Ulrich Montgomery, presidente del Consiglio della WMA, che il Dr. Ramin Parsa-Parsi, capo del dipartimento per gli affari internazionali dell’Associazione Medica Tedesca, hanno respinto l’idea che gli esperti che hanno partecipato alla tavola rotonda del giorno precedente appartenessero a “una parte”. Entrambi hanno insistito che si trattava di scienziati indipendenti. Ma Parsi ha detto che i futuri incontri sui vaccini COVID includeranno un numero maggiore di scienziati che copriranno “una gamma più ampia di aspetti”.

Più tardi, il corrispondente di St. Michael Media – società madre di Church Militant – ha elencato noti scienziati altamente scettici sui vaccini COVID che “sono ampiamente pubblicati in prestigiose riviste peer reviewed, eppure sono stati completamente ignorati in questo dibattito. Quindi, perché non si possono includere più voci e avere un autentico dibattito scientifico, perché questo è ciò che la scienza è fatta.”

Parsi ha nuovamente respinto le critiche, dicendo che “quando si tratta di vaccini, tutte le domande e tutte le inclinazioni [sic] sono state affrontate e penso che non ci sia alcun motivo per cui non dovremmo essere fiduciosi che questi vaccini siano una benedizione per i nostri pazienti e per la gente”.

Montgomery ha specificamente screditato i documenti citati dal giornalista, e ha detto che “per quanto ne sappiamo fino ad ora, e naturalmente, nessuno può dire nulla sugli effetti a lungo termine perché abbiamo somministrato queste tecniche solo per sei mesi, ma per quanto ne sappiamo, queste tecniche sono molto sicure e producono molti meno effetti collaterali rispetto, per esempio, alle ben note terapie a vettore (es. AstraZeneca, ndr), che hanno un tasso molto elevato di effetti collaterali, soprattutto alla prima dose”.

Il corrispondente di The Remnant ha rivolto una domanda all’arcivescovo Paglia: “lei ha parlato molto oggi dell’etica dei vaccini, ma questa etica sembra limitata principalmente alla distribuzione equa e al superamento dell’esitazione del vaccino. Non ha fatto alcun riferimento a ciò che preoccupa veramente molti cattolici: il fatto che molti di questi vaccini sono contaminati dall’aborto; il diritto all’obiezione di coscienza, e il fatto che questi vaccini sono costati molte vite negli Stati Uniti, 6.100 persone sono morte a causa loro. Perché non sta affrontando queste domande legittime, in particolare (nei confronti dei) cattolici, visto che lei è il capo della Pontificia Accademia per la Vita”.

“Ho menzionato prima gli interventi sia del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale dello scorso dicembre, ma anche del documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, che come lei sa, nel contesto della Chiesa Cattolica, è l’autorità che risponde con più chiarezza a tutti i dubbi e problemi, e che ha risposto esattamente alle obiezioni che lei ha presentato”, ha detto l’Arcivescovo Paglia.

“Ora, se i cattolici non ascoltano, beh, questa è un’altra questione”.

“Siamo ben consapevoli che la risposta (alla sua domanda) è stata fornita. Ma poiché esiste la libertà, ci sono quelli che dicono ‘non accetto quello che dice il Papa’, ‘o quello che dice la Congregazione’, ‘o quello che dite voi’. Ma dal punto di vista della dottrina cattolica, siamo nel giusto”, ha aggiunto.

“Vorrei fare appello ai miei fratelli cattolici di ascoltare ciò che è stato già detto (riguardo ai vaccini)”, ha concluso l’arcivescovo Paglia.






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