(se il video qui sotto non si apre, cliccare qui)

 

 

di Lucia Comelli

 

Ieri una giovane mamma di nome Chiara – che mi sono trovata ultimamente a consolare della sua nuova condizione di cittadina di serie B per il consapevole rifiuto del vaccino (io invece, dopo attenta riflessione e qualche dubbio, mi sono vaccinata) – mi ha chiesto se conoscessi un medico disposto a curare a domicilio un amico. Quest’ultimo, infatti, ammalatosi di Covid il giorno stesso in cui doveva vaccinarsi, stava malissimo (lamentava bruciori ai polmoni, febbre alta, nausea, eritemi e prurito) e di fatto si ritrovava a casa da solo e abbandonato a sé stesso (il medico di base – seguendo le disposizioni ministeriali – gli aveva telefonicamente prescritto ‘tachipirina e vigile attesa’).

Avendo per me stessa già cercato da tempo un’alternativa all’abbandono terapeutico/ricovero ospedaliero in condizioni critiche[1]le ho inoltrato i contatti di due associazioni di medici[2] disposti a visitare i pazienti e a curarli.

Ripensando anche ad altre persone rimaste a casa senza reale assistenza medica (tra queste un fratello che – a tre settimane dall’inizio della malattia – faticava ancora a respirare e che solo la prescrizione del cortisone da parte di un medico ospedaliero aveva guarito) ho esternato in un paio di chat la mia convinzione che senza cure domiciliari precoci non saremmo usciti dalla pandemia (la stessa vaccinazione di massa – a detta del dott. Malone, inventore della tecnica mRNA utilizzata per produrre i vaccini – sta selezionando nuove varianti del virus, che richiedono ulteriori vaccinazioni, prolungano ad oltranza l’uso della mascherina e del distanziamento sociale …).

Ieri sera mi ha scritto dalla California l’amico Ernesto che, offrendomi il contatto medico che cercavo, mi inoltrava l’intervista realizzata dal conduttore televisore Red Ronnie al Dr. Fabio Milani: reputandola molto interessante, oggi ho deciso di condividere il video sul blog.

Ritengo infatti che valga assolutamente la pena conoscere il Dr. Fabio, non perché concordi del tutto con le cose che dice (del resto le persone veramente interessanti non si lasciano di solito rinchiudere in uno schema), ma perché è un uomo estremamente intelligente e preparato, che ha il coraggio di usare la testa che Dio gli ha dato per conoscere la realtà – attraverso un’esperienza diretta – e quello di affrontare fino in fondo le conseguenze delle decisioni che ne conseguono: un uomo libero dunque e un medico che ama fino in fondo i suoi pazienti (ritengo bellissima la sottolineatura della necessità del contatto fisico, in un periodo in cui i contatti umani si diradano – pensiamo alla morte solitaria in Ospedale di tante persone –  e tendono a farsi impersonali) .

Del resto, come ha scritto la grandissima pensatrice Hannah Arendt, che ha indagato per prima filosoficamente l’origine storica del totalitarismo, per compiere il male, per diventare docili ingranaggi di un sistema malvagio, non occorre essere dei sadici: basta smettere di pensare![3] Lasciamoci dunque contagiare dal coraggio di quest’uomo: rimaniamo mentalmente aperti e sforziamoci di agire sempre secondo coscienza!

[1] Ancor prima del vaccino, un’amica medico mi aveva consigliato ai primi sintomi influenzali di assumere l’Aulin che, oltre a combattere i sintomi – come la febbre – è un antinfiammatorio e quindi (a differenza della Tachipirina) contrasta l’infezione in atto, assieme ad un protettore gastrico e dosi massicce di vitamina C e D (che varrebbe la pena di assumere anche da sani, ovviamente in dosi inferiori, per rinforzare le difese immunitarie).

[2] Sono i medici di Terapia domiciliare C-19 e IppocrateOrg

[3] Cfr. H. Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (1963)

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