Urlo Munch mascherina coronavirus
Edvard Munch, L’urlo

 

 

di Mattia Spanò

 

Su Tempi Rodolfo Casadei scrive un articolo ben argomentato dal titolo eloquente: I no vax sbagliano, ma la loro coscienza va rispettata. Di seguito espongo alcune considerazioni personali, ma raccomando la lettura integrale dell’articolo.

Casadei auspica che lo Stato rispetti la coscienza – erronea, puntualizza, ma non si domanda chi mai rispetterebbe un errore avendo il potere di stroncarlo, a parte Dio – dei no vax. Lo Stato non entra nel merito di cosa sia la coscienza e da cosa sia retta, se non in forme passive assai attenuate. Quando deve violare la coscienza dei cittadini, lo fa senza remore. Si pensi alle leggi su aborto, divorzio, matrimonio omosessuale, la vicenda Englaro, prossimamente l’eutanasia, il consumo di droghe, o perché no quella accantonata sull’omofobia, il Ddl Zan. Quando non commina pene adeguate a fronte di reati gravissimi, lo Stato profana la coscienza delle vittime, dei loro cari e della società civile. In materia di leggi che toccano credenze, morale e valori lo Stato viola sempre la coscienza di una parte più o meno numerosa di cittadini. Non si valicassero di continuo certi limiti sarebbe anche giusto così, a meno di non voler vivere in uno stato di ayatollah che impiccano gli omosessuali alle gru.

Il pericolo che sarebbe interessante Casadei esaminasse è l’introduzione di una “coscienza di Stato”, obbligo surrettizio ben più grave di quello vaccinale. Cioè che sia lo Stato a stabilire cos’è la coscienza e chi è cosciente. Vaneggiamenti da complottisti? Sophie Scholl e i ragazzi della Rosa Bianca non erano considerati tali? Chiunque in passato abbia posto questioni di coscienza di fronte al potere (il Leviatano di ogni tempo), da Socrate e Seneca a Gesù Cristo, da Tommaso Moro a Gandhi e Franz Jägerstätter, non solo di rispetto ne ha raccattato pochino, ma non mi pare sia morto nel suo letto come un anziano fragile, né scivolando nella doccia.

Casadei sostiene che i no vax siano preoccupati dell’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti – una fesseria, par di capire, anche se ne hanno scritto diverse riviste tra le quali Science. Per quale ragione allora si sarebbe scomodato il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinal Ladarìa Ferrer, parlando nel caso specifico e in numerosi altri di “cooperazione remota al male”? O Sua Eminenza passa il tempo a pronunciarsi sulle fake news oppure, remota o meno, la cooperazione al male c’è. In realtà, solo una sparuta minoranza di no vax ha questa preoccupazione. Ciò che li offende maggiormente è il disgusto per un governo bugiardo (vedi la propaganda sulla immunità di gregge) e violento, che fa strame della Costituzione, della legge e del diritto,  distruggendo  ricchezza e mettendo a rischio la tenuta istituzionale del paese. Ma questo l’amico Casadei lo sa bene.

Mi chiedo quindi perché egli, a difesa dei no vax, chiami in causa una materia così specifica e – uso un aggettivo tra i più offensivi dell’intelligenza umana – “divisiva” come l’impiego di feti morti nella produzione di vaccini. Delle due l’una: Casadei offre spago alla vulgata del no vax oscurantista residuato dalla legge Basaglia, il che conoscendolo è impensabile, oppure intende sottolineare la quantità irrisoria di stolti che si oppongono alle magnifiche sorti e progressive apparecchiate da Draghi, Von der Leyen e fratelli tutti. Ovvero i no vax andrebbero rispettati come le zanzare in estate o la puzza di piedi, perché in fondo sono l’ultimo giapponese a guardia dell’isolotto nel Pacifico.

Che la coscienza di Casadei sia turbata dal fatto che il parlamento abbia dormito il sonno del giusto per un anno senza legiferare – ohibò, non eravamo in guerra? – consentendo al caudillo di turno di secernere questo smegma di decreti, e non lo sia invece dal fatto che Draghi abbia escluso i no vax dalla società umana (sperando di riaccoglierli, perché ha sì il sorriso arcaico di un sarcofago etrusco, ma in fondo è un pezzo di pane), mentre alla mia accade l’esatto contrario, è la prova del fatto che la coscienza è il terreno coperto di sangue dove Giacobbe lotta con l’angelo fino all’alba. Uno spazio sacro dove l’uomo stabilisce se stesso in Dio o contro di Lui. Nelle istituzioni o contro di loro. Nell’amicizia o nell’inimicizia. Nell’amore o nell’odio. Gli spazi sacri non ammettono incertezze né esitazioni: accedervi è un lavoro lungo e spesso doloroso, ma all’interno o è luce o è tenebra. Non esiste penombra né errore, né ripensamento, perché la coscienza è l’organo grazie al quale l’uomo vede se stesso proiettato nell’eternità. Questa capacità si riflette anche nella legge, quando si parla di diritti umani inviolabili, o si afferma che stupro e omicidio sono un male non troppo remoto.

Casadei però manifesta solidi dubbi sulla narrazione corrente. Questo il filo rosso del suo ragionamento, che non posso non apprezzare e condividere. Quando però scrive “la strategia più efficace di contrasto al Covid è quella che prevede vaccinazioni e rivaccinazioni”, nega la tesi prima ancora di aver finito di dimostrarla. Tutti i farmaci, vaccini compresi, hanno una posologia chiara: chi li assume o guarisce, o si deve immunizzare. Altrimenti non sono farmaci: sono integratori. Sono gli integratori infatti che proteggono e aiutano.

Ho riflettuto molto se riportare i dati così come forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, ma la miglior negazione dell’efficacia della campagna vaccinale la fornisce il governo stesso obbligando i vaccinati al tampone, e presto accorciando ulteriormente la durata del green pass, cioè il tempo fra una dose e l’altra, così come lo spazio fra un diritto e l’altro. Si può dire che alle soglie dell’anno secondo dell’Era Vaccinale, la situazione sia sostanzialmente immutata: considerato che il vaccino è “l’unica arma” e piano piano ce la stiamo giocando, il bilancio non è neutro e nemmeno favorevole, purtroppo. Si può pensare che questo “miracolo”, così come fu salutato il 27 dicembre 2020 quando il primo camioncino BoFrost arrivò scortato come un presidente americano in visita, sia in realtà una ciofeca che gela il sangue? Si può pensare che in questo disgraziato paese abbiamo un problema di comunicazione pubblica sesquipedale? Oppure bisogna credere alla Scienza anche quando i suoi preti cantano canzoni vacci-natalizie, con stonature che meritano la garrota dopo un processo sommario? Si scherza, ovviamente, però il diavolo è nei dettagli.  

Mi sembra che le persone dotate di spirito di finezza e intelligenza come Casadei vivano un comprensibile disagio: avendo aderito e giustificato la versione ufficiale, e soprattutto negato la possibilità del ragionevole dubbio in nome del superiore interesse della comunità (un signore di cui tutti hanno sentito parlare ma nessuno ha mai visto di persona), oggi fanno fatica ad ammettere di essere stati buggerati. Bisogna riconoscere che l’irriformabile coscienza erronea del no vax  ha le sue gatte da pelare, ma almeno non ha di questi patemi. Quando si è consapevoli di errori e peccati, correggersi o continuare a errare non è questione dirimente. Quando invece ci si convince di essere dritti, allora si guardi di non cadere.

 

 

 

 

 

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