Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Andrea Gagliarducci, pubblicato su National Catholic Register. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.
Papa Francesco, che compirà 88 anni il 17 dicembre, ora sa esattamente come saranno i suoi eventuali funerali.
I dettagli specifici sono contenuti nella seconda edizione dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, prodotto dall’Ufficio per le celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice e reso pubblico il 19 novembre.
Papa Francesco, che ha approvato i riti rivisti in aprile, ha ricevuto la prima copia del volume stampato il 4 novembre, secondo quanto riportato da Vatican News.
Le revisioni riflettono il desiderio di Francesco di semplificare i riti e, in alcuni casi, di rinunciare a tradizioni secolari le cui antiche radici erano diventate difficili da decifrare anche per gli esperti del Vaticano.
Ma mentre alcuni dettagli sono cambiati, la sostanza del funerale papale non è cambiata: Rimane un evento pubblico caratterizzato dal tipo di attenzione e dai protocolli distintivi che ci si aspetta per onorare un importante leader mondiale.
Questo è ancora il caso, anche se Francesco ha voluto assicurare che “il funerale del Romano Pontefice è quello di un pastore e di un discepolo di Cristo, e non di un potente di questo mondo”, come ha spiegato l’arcivescovo Diego Ravelli, maestro delle cerimonie pontificie.
Cosa è cambiato, dunque?
Innanzitutto, la certificazione della morte del Papa non avviene più nella stanza in cui muore, ma nella sua cappella privata. Prima di questa certificazione, il camerlengo, il prelato che gestisce il Vaticano tra la morte o le dimissioni di un pontefice e l’elezione del suo successore, chiama il Papa con il suo nome di battesimo per tre volte, confermando che non c’è risposta. Viene utilizzato il nome di battesimo, anziché quello papale, poiché l’identità e la funzione papale del defunto papa cessano con la sua morte.
Un altro cambiamento consiste nel fatto che il corpo del Papa viene immediatamente collocato in una bara aperta, anziché in una bara elevata, il cosiddetto canaletto (“letto di morte”), come è accaduto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Inoltre, i riti rivisti eliminano l’uso di tre bare – una di cipresso, una di piombo e una di quercia. La salma viene invece posta in una semplice bara di legno con rivestimento in zinco e trasferita immediatamente nella Basilica di San Pietro, senza passare dal Palazzo Apostolico per un’altra esposizione, come avveniva in precedenza.
Rimane la divisione in “tre stazioni, cioè le tre tappe del viaggio del Papa defunto: prima nella casa del defunto, poi nella basilica e infine nel luogo di sepoltura”.
La terza tappa segna un’altra importante revisione: Il Papa può essere sepolto fuori dal Vaticano, se lo desidera. Francesco, come sappiamo, lo ha già fatto: Sarà sepolto a Santa Maria Maggiore, insieme ad altri cinque papi che hanno scelto quella basilica come luogo di sepoltura.
Si parla anche di una profonda revisione del nuovo Ordo per quanto riguarda i testi armonizzati e le traduzioni. L’Ordo aggiorna anche le Litanie dei Santi. Queste vengono cantate durante i riti funebri, durante la traslazione alla Basilica di San Pietro e durante la tradizionale supplica della Chiesa di Roma.
Rimane la tradizione delle novemdiales – i nove giorni di Messe di suffragio per il Papa defunto – anche se in forma riveduta, con l’inserimento di preghiere del Messale Romano e l’omissione di letture.
È consuetudine celebrare 100 Messe per piangere il pontefice defunto. Questo perché quanto più significativa è la responsabilità a cui si è chiamati, tanto maggiore è la possibilità di errore e di peccato e, quindi, tanto più necessari sono i suffragi e le preghiere. Non si sa se questa tradizione sarà abolita, ma non fa necessariamente parte dell ‘Ordo.
Questi aggiustamenti relativamente piccoli non cambiano un fatto sostanziale, osserva mons. Stefano Sanchirico, funzionario dell’Archivio Apostolico Vaticano e professore di storia della Curia romana: la morte del Papa e l’esposizione del suo corpo sono pubbliche.
“Anzi, la morte e i momenti precedenti diventano l’occasione per dare la suprema testimonianza di fede nella risurrezione”, ha detto il monsignore, ex prelato dell’anticamera di Sua Santità.
Prima di questa riforma, le ultime riforme del rito funebre dei papi erano state quelle approvate da San Giovanni Paolo II e supervisionate dall’arcivescovo Piero Marini come maestro delle celebrazioni liturgiche papali.
Come ha spiegato l’arcivescovo Ravelli, il nuovo libro rituale “non è concepito come un messale completo, ma piuttosto come un ordo in senso proprio – una guida che contiene le istruzioni rituali, lo sviluppo dei riti e i testi specifici, facendo riferimento ai libri liturgici esistenti come il messale, il lezionario e il graduale per tutto il resto”.
“Il risultato”, ha aggiunto, ‘è un volume snello, facile da consultare e preciso nelle sue istruzioni rituali’.
Andrea Gagliarducci
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Brevi considerazioni personali…
—“il funerale del Romano Pontefice è quello di un pastore e di un discepolo di Cristo, e non di un potente di questo mondo.” Un altro modo per sminuire, svilire, il ruolo, la figura, il potere di un Pontefice… da parte di chi non lo ritiene, o forse più semplicemente non incarna il Vicario di Cristo, ma un “semplice” pastore o suo discepolo, tra i tanti…compreso Giuda!
—“il camerlengo (…) chiama il Papa con il suo nome di battesimo per tre volte, confermando che non c’è risposta. Viene utilizzato il nome di battesimo, anziché quello papale, poiché l’identità e la funzione papale del defunto papa cessano con la sua morte.” Un vero Papa è “per sempre”, il suo pontificato dura/rimane in “eterno”… come il nome da lui scelto e con lui “sepolto”, ad identificare anche le sue spoglie, per sempre! A meno che il nome di battesimo sia l’unico utilizzabile e “veritiero” per identificare anche le proprie spoglie!
—“collocato in una bara aperta”…Cambio di programma, “a gentile richiesta”?!
—“La salma viene invece posta in una semplice bara di legno con rivestimento in zinco e trasferita immediatamente nella Basilica di San Pietro, senza passare dal Palazzo Apostolico per un’altra esposizione, come avveniva in precedenza.”… dentro il Palazzo Apostolico, a quanto pare, ne’ prima( da vivo), ne’ dopo…!!!