Il 4 giugno è stato pubblicato dal Corriere della Sera un elenco di nomi – tra cui parlamentari, manager, giornalisti e lobbisti – che verrebbero usati dal Cremlino per diffondere la sua propaganda. Nella versione cartacea del quotidiano milanese vengono indicati come fonte della lista i servizi segreti, in quella online proprio il Copasir.

Adolfo Urso, presidente del Copasir, ha affermato: «Il Copasir – specifica il presidente Urso – rileva di non aver mai condotto proprie indagini su presunti infuencer e di aver ricevuto solo stamattina un report che, per quanto ci riguarda, resta classificato».

“Il perdurare di una campagna diffamatoria circa una presunta attività di dossieraggio da parte della comunità di intelligence mi ha convinto a chiedere al Dis di declassificare il Bollettino sulla disinformazione che avrebbe ispirato il noto articolo apparso sul Corriere della Sera”, fa sapere il sottosegretario a palazzo Chigi con delega ai Servizi. Convocata una conferenza stampa alle 15.00 di oggi.

Nel video riportiamo l’opinione del parlamentare Pino Cabras. 

 


 

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