Santa ofia, Istambul, Turchia, 13 luglio 2020 ( EPA/ERDEM SAHIN)

Santa ofia, Istambul, Turchia, 13 luglio 2020 ( EPA/ERDEM SAHIN)

 

 

di Pierluigi Pavone

 

1.

Capisco che susciti una certa irritazione. Tuttavia, è necessario riconoscere che in fondo il governo turco agisca secondo coerenza politica e religiosa. Più religiosa che politica: non fa altro che ripristinare ciò che era stato, dal 1453 al 1934. Vale a dire dalla conquista ottomana di Bisanzio, quando Maometto II – il sultano – appena entrò in Chiesa fece salire uno degli ulema sul pulpito, per recitare la Shahada (Non ci sono altri dei se non Allah, e Maometto è il suo messaggero). Vale a dire, fino alla decisione di Mustafa Kemal (noto come Atatürk): il primo presidente repubblicano, laico e massone, nella Turchia dopo la Prima Guerra Mondiale (da dove l’Impero Ottomano era uscito sconfitto). Questi estremi storici sono fondamentali. Soprattutto il secondo: Atatürk rende Museo ciò che era un luogo di culto. Non per una ragione di tolleranza e/o dialogo interreligioso. Non per una ragione teologica, ma per una ragione massonica. In qualcosa di laico, senza Dio – senza nessun Dio, eccetto l’uomo – se non nella superficie di affreschi e mura. Da poter nel caso visitare con occhi atei e permeati di nulla. Il dato essenziale è l’adesione di Atatürk, nel 1908, ai Giovani Turchi: un movimento politico di ispirazione mazziniana. Ovvero: massonica, repubblicana, laicista.

Senza questa considerazione le nostre riflessioni restano ferme alla retorica vuota di chi prima apostata il Cristianesimo e poi avalla un astratto sincretismo o fratellanza cosmica (senza Croce, senza peccato, senza Battesimo). E che, a bene vedere, dalla propria personale prospettiva potrebbe invece salutare con gioia la trasformazione di un Museo in un luogo di culto ad un Dio spacciato come l’unico e lo stesso per tutte le fedi. Perché c’è da chiedersi se di fronte all’Occidente che implode nell’abisso del nulla, non sia più coerente che i musulmani vogliano rendere culto al loro Dio. Che non è affatto il nostro – perché ci unisce solo l’idea che esista un unico Dio, rispetto a chi è ateo o politeista –, ma certamente non è neppure la Repubblica massonica con la sua religione dell’uomo.

2.

Secondo il Presidente greco la decisione di Erdogan danneggia coloro che considerano Santa Sofia “un simbolo superiore del cristianesimo come appartenente all’umanità e al patrimonio culturale mondiale”. La decisione turca, quindi, andrebbe a distogliere “la Turchia dai valori dello stato secolare e dei principi della tolleranza e pluralismo”. Il punto è proprio questo: Santa Sofia nasce non come simbolo di umanità, ma come Chiesa in cui si offriva e si rinnovava il Santo Sacrificio della Croce. Ciò che offende, allora, il Cristianesimo è la sua trasformazione in Moschea mezzo millennio fa. Non tanto il fatto che dal 1935 sia diventato qualcosa in cui era vietato qualsiasi culto religioso, in nome di un laicismo ideologico.

In realtà, Erdogan è più turco di Mustafa Kemal. La cosa può stupire, solo in un Occidente apostata quanto a Cristo e nichilista quanto alla cultura e alle leggi che impone (nichilista nel senso letterale, perché celebra un uomo la cui identità è esattamente un nulla di sé, in tutti gli ambiti, anche quelli più assurdi).

3.

L’Europa, nata cristianamente e culturalmente, geograficamente e militarmente anche in chiave anti-islamica, è un’Europa dall’Impero “Sacro”: la sacralità non sta tanto nel fatto che è un impero cristiano. La sacralità sta nel fatto politico che la spada del potere temporale, a servizio di quella spirituale, si oppone – prima di ogni altra cosa, insieme ad ogni altra cosa – all’Anticristo e al suo ordine politico e culturale. È parte attiva del Kathekon di san Paolo ai Tessalonicesi. Quello che sta avvenendo in Europa dopo la Rivoluzione francese non è una sorta di neo-paganesimo (come può anche sembrare dalla rivoluzione sessuale o dall’ecologismo panteista), ma l’affermazione intenzionale di un ordine anti-biblico. O meglio, di un ordine che con orgoglio rivendica la verità delle parole sataniche: sarete come Dio. E contro Dio. E al posto di Dio.

È talmente forte questa occidentale intenzione apostata di adorare l’uomo, contro Dio, che persino l’Islam – che comunque dalla propria prospettiva vanta la discendenza abramitica – lo percepisce. E proprio in Turchia lo ha sperimentato in parte. Proprio quando la loro Moschea fu trasformata in un Museo. Dalla prospettica cristiana, la perdita di Bisanzio comportò la conquista definitiva dell’Impero Romano d’Oriente da parte degli infedeli. La trasformazione della Moschea in un Museo fu percepita dagli islamici come una laicizzazione ideologica, secondo i valori secolari e atei di un Occidente, che loro erano (e sono?) abituati a vedere come terra di conquista, prima di tutto religiosa. In questo, c’è coerenza nel rifiutare l’Occidente moderno e laico – quanto quello cristiano – e voler ripristinare il loro culto religioso.

Magari, facesse così anche l’Europa, invece di bruciare le sue cattedrali! Magari il cattolicesimo volesse recuperare un culto degno a Dio, invece di innumerevoli profanazioni, condotte fino alla blasfemia! Magari anche l’Europa agisse convertendo se stessa rispetto alla apostasia e al nichilismo!

4.

Certo, sul piano cattolico, viene da pensare se, quando si dialoga illogicamente sullo stesso Dio, l’Islam pensi – giustamente e coerentemente al proprio credo – ad Allah. E il Cristianesimo… a nessuno, considerando che il Cristianesimo ha ragione di essere, a partire dalla divinità di Gesù e dalla Sua rivendicazione di essere unica Via, Verità e Vita.

Certo di fronte all’invito di Erdogan, fatto recapitare al Papa, per l’inaugurazione della Moschea, viene da chiedersi se sia una provocazione, se sia da intendersi come subordinazione religiosa all’Islam di un cristianesimo disposto a negare la Trinità e il senso stesso di rivelazione neo-testamentaria, se sia la richiesta di accettare che Bisanzio ormai è Istanbul per sempre…

Si attende che il cattolicesimo faccia lo stesso verso se stesso e verso l’Occidente che ha creato. Una conversione contro gli uragani e i roghi, i parlamenti e le corsie di ospedali, le retoriche e i paganesimi di nichilismo e apostasia.

 

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